






Il programma
I piccoli grandi musicisti hanno eseguito il seguente programma:
- Oskar Rieding (Banie 1846-Celje 1916)
Concerto per Violino e Orchestra in stile Ungherese op. 21
Solista: Claudio Muratore - Johann Sebastian Bach (Eisenach 1685-Lipsia 1750)
Concerto per due violini e orchestra BWV 1043
Solisti: Claudio Muratore e Emma Cristiano (I Mov)
Solisti: Miriam Fricano e Maria Pia Burrieci (III Mov) - Toshiro Mayuzumi (Yokohama 1929-Kawasaki 1997)
Concerto per Xylofono e Orchestra
Solista: Emma Cristiano - Vincenzo Gervasi (Palermo 1983)
Per Ago *
Solista: Vincenzo Gervasi - Salvatore Di Lorenzo (Palermo 2003)
Fantasia su temi del levante per Violino e Orchestra **
Solista: Salvatore Di Lorenzo - Karl Jenkins (Swansea 1944)
Palladio (I Mov) - Ludwig Van Beethoven (Bonn 1770-Vienna 1827)
Inno alla gioia - Marc Antoine Charpentier (Parigi 1643-1704)
Te Deum - Piotr Ilic Tchaikovsky (Votkinsk 1840-San Pietroburgo 1893)
Suite dallo Schiaccianoci - Edward Elgar (Broadheath 1857-Worcester 1934)
Pomp and circumstance
Roy Phillipe
Tip Top - Jacques Offenbach (Colonia 1819-Parigi 1880)
Can Can
* Prima assoluta
** Prima italiana

L’Orchestra Quattrocanti
Fortemente voluta da Mons. Giuseppe Bucaro, l’Orchestra infantile giovanile multietnico Quattrocanti nasce con il progetto Il Genio di Palermo. La bellezza salverà il mondo, come attività di integrazione e educazione alla cittadinanza attiva dei ragazzi e dei giovani della I Circoscrizione della Città di Palermo. Le selezioni di bambini e ragazzi, di età compresa tra i 5 e i 15 anni, ebbero inizio nell’estate del 2012. Sin dall’inizio ha aderito al Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili in Italia Onlus. Oggi è composta da 15 violini, 5 viole, 4 violoncelli, 2 contrabassi, 3 flauti traversi, 1 corno, 2 trombe, 3 clarinetti, 1 oboe e 9 percussioni. Si esprime anche con un Coro Infantile, che si distingue in Italia per essere la prima orchestra giovanile multietnica. Il coro di voci bianche è composto da 50 bambini dai 6 ai 14 anni, di 8 etnie diverse da tutte le parti di Palermo.
L’Orchestra Quattrocanti adotta il sistema educativo del Maestro Antonio Jose Abreu, che attraverso la musica ha strappato i giovani alle bande criminali in Venezuela, li ha riscattati da una situazione di miseria materiale e spirituale, dando loro la forza di lottare per il proprio futuro e per quello delle persone vicine. «Il nostro ambizioso proposito è quello di trasferire “El Sistema” dalle favelas al centro storico di Palermo», ha dichiarato Mons. Bucaro.
Attraverso il Metodo Abreu, si potenziano sensibilità artistiche e metodologie di integrazione sociale tra i minori di varie etnie, si apprendono nuove regole di relazioni e di ascolto, valorizzando abilità e talenti naturali. Questo metodo favorisce l’apprendimento di gruppo, il rispetto reciproco e l’acquisizione delle regole di giustizia e legalità, nella gioia e nel divertimento dell’apprendere nel fare musica insieme. Ad ogni bambino è stato messo a disposizione uno strumento, che diventa un amico con il quale interagire e instaurare una relazione di fiducia con sé stessi, con i compagni e con i maestri.
L’Orchestra Quattrocanti si distingue in Italia per essere la prima orchestra giovanile multietnica, infatti attualmente è composta da 45 bambini, di 8 etnie diverse, dai 7 ai 14 anni, strutturati in archi, fiati e percussioni. Sono presenti al suo interno: 15 violini, 5 viole e 4 violoncelli, 2 contrabassi, 3 flauti traversi, 1 Corno, 2 Tromba, 3 Clarinetti, 1 Oboe e 9 Percussioni. Il coro di voci bianche è composto da 50 bambini dai sei ai quattordici anni.
La chiesa di Santa Caterina d’Alessandria
La chiesa fu eretta nella seconda metà del XVI secolo, dopo il Concilio di Trento secondo la logica della controriforma, che considerava l’arte uno strumento efficace per promuovere l’evangelizzazione.
Alla chiesa è annesso l’omonimo monastero domenicano, che a partire dalla sua fondazione, nel 1311, è stato per secoli la casa delle monache di clausura provenienti dalle famiglie più agiate della città. Solo da pochi anni è possibile visitarlo. Fino al 2014, infatti, era ancora abitato dalle suore. Nel 2017, poi, la Curia arcivescovile di Palermo ha deciso di aprire al pubblico le porte di questo mondo rimasto nascosto per secoli.
Ogni angolo della chiesa è accuratamente decorato fin nei minimi dettagli secondo la concezione dell’horror vacui, tipica dell’architettura barocca, con la tecnica dei marmi mischi e tramischi. Nel corso dei secoli, in questo luogo di splendore centinaia di ragazze hanno salutato per l’ultima volta la loro famiglia, prima di attraversare una porta quasi nascosta, sulla sinistra dell’altare, per dedicarsi a Dio nella clausura.
