La Sezione di Terra d’Otranto della Delegazione Puglie e Basilicata ha svolto l’incontro prenatalizio in solidarietà verso i meno fortunati nel territorio

Lunedì 16 dicembre 2024 alle ore 18.30, la Sezione di Terra d’Otranto della Delegazione delle Puglie e Basilicata del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, ha svolto un incontro prenatalizio presso la chiesa parrocchiale del Reale Convento di San Pasquale Baylón in Taranto, con la celebrazione della Santa Messa e la raccolta fondi a sostegno delle persone in difficoltà del territorio. L’Avvento è il tempo dell’attesa di Colui che deve venire. È l’attesa di Gesù, non soltanto nel ricordo della Sua nascita, ma con uno sguardo che abbraccia tutta la storia umana. L’Avvento educa ad essere sempre vigili, mai lasciandosi affogare nella banalità dei giorni che passano. Al Suo ritorno glorioso chiederà conto di come sono stati impiegati i talenti che Egli ha donato. Il giudizio verterà su sette punti, cioè sulle opere di misericordia. Quindi, i Cavalieri, le Dame e i Postulanti della Sacra Milizia hanno vissuto il periodo di attesa della nascita del Salvatore nel Tempo di Avvento, con il doveroso impegno alla solidarietà verso i più deboli e i più bisognosi, anche e soprattutto in questi periodi di festa, che possono essere particolarmente dolorosi per chi si trova in situazioni di solitudine, fragilità e povertà.
Foto di gruppo

La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal Parroco di San Pasquale Baylón, Fra’ Vincenzo Chirico, OFM, con l’animazione liturgica del coro parrocchiale con canti accompagnati dall’organo, alla presenza del Responsabile della Comunicazione e del Cerimoniale della Delegazione, Dott. Andrea Nicoletti, Cavaliere di Merito, e del Referente di Sezione di Terre d’Otranto, il Cap. Vasc. Giuseppe Giacovazzo, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, che ha organizzato questo momento di spiritualità e di solidarietà nel Tempo di Avvento, fortemente promosso dal Delegato, l’Avv. Dario de Letteriis, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis, M.P. Hanno partecipato anche alcuni Cavalieri dalla Sicilia e dalla Calabria.

Nella sua omelia – di cui riportiamo di seguito il testo per esteso – Fra’ Chirico ha riflettuto, prendendo esempio dalla figura di San Giovanni Battista, sul ruolo del profeta come colui che non parla di sé ma indica la via della salvezza. Ha invitato dunque a riconoscere la luce di Cristo come guida per la propria vita, una luce che porta speranza, pace e amore, accogliendo il bene negli altri senza pregiudizi, lasciandosi guidare dalla misericordia di Dio. Infine, ha esortato a vivere la carità non solo verso chi è lontano, ma soprattutto verso chi è vicino, trasformando la misericordia divina in un programma di vita quotidiana.

Alla Santa Messa è seguito un momento conviviale con lo scambio degli auguri per le imminenti festività natalizie e la donazione al Parroco di San Pasquale Baylón del contributo solidale raccolto.

La profezia e il Salvatore
Omelia di Fra’ Vincenzo Chirico, OFM

Il libro dei Numeri, come molti altri testi dell’Antico Testamento, è scritto da diversi autori, i quali, attraverso le loro parole, annunciano con precisione la venuta del Salvatore. In particolare, leggiamo: “Una stella spunterà da Giacobbe”. Questa profezia, che viene attribuita al profeta Isaia e fatta propria dagli altri autori sacri, non parla di loro stessi, ma di ciò che doveva avvenire, dell’annuncio della salvezza.

Qui scopriamo il primo grande atteggiamento del profeta: non parla di sé, ma indica la via della salvezza. Il profeta è colui che prepara il popolo ad accogliere la parola di Dio. Giovanni Battista, l’ultimo dei profeti, ne è un esempio perfetto: con umiltà ha indicato il Messia e preparato il cammino per Lui. Gesù stesso invita a non vedere Giovanni come figura di per sé, ma come colui che ha portato il popolo alla Parola.

L’interrogazione degli scribi e degli anziani

Nel Vangelo, vediamo gli scribi e gli anziani interrogare Gesù con domande polemiche: “Chi ti dà il permesso di fare questo? Chi ti autorizza?”. Queste domande rivelano una difficoltà ad accettare il bene quando lo incontrano. Spesso anche noi cadiamo in questo atteggiamento, perdendo tempo ed energie a porci interrogativi inutili, invece di riconoscere e accogliere il bene che si manifesta attorno a noi.

Gesù ribalta queste domande: “Chi vi dà invece il permesso di parlare in questo modo se non avete riconosciuto chi è Giovanni?”. Gli stessi che avevano ricevuto il battesimo da Giovanni Battista non lo avevano riconosciuto come il profeta che preparava la venuta del Signore. Questo ci invita a riflettere su quanto siamo pronti a lasciarci guidare dalla luce di Cristo, che porta speranza, pace e amore.

Il significato della luce di Cristo

Mentre ci avviciniamo alla celebrazione della nascita di Gesù, siamo chiamati a riscoprire il significato della luce che Egli ha portato: una luce di speranza, di pace e di amore. Quanto ci lasciamo guidare da questa luce? Quanto riconosciamo il bene nelle piccole azioni dei nostri fratelli e sorelle?

Spesso siamo pronti a criticare o a chiederci con sospetto: “Perché fai questo?”. Invece, potremmo cambiare prospettiva e domandare con umiltà: “Come posso imparare da te? Come posso servire meglio, amare di più, vivere la parola di Dio con autenticità?”.

La misericordia di Dio come via di vita

Oggi il Signore ci invita a riscoprire la Sua misericordia e a lasciarci guidare da essa. Il Salmo ci ricorda: “Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza”. La misericordia di Dio ci chiama ad essere umili, come Giovanni Battista, e a vivere la carità, l’amore e la pace, non solo verso chi è lontano, ma soprattutto verso chi ci è accanto: i nostri familiari, i vicini, il prossimo che incontriamo ogni giorno.

A Natale siamo spesso generosi verso chi vive dall’altra parte del mondo, e questo è un bene, ma rischiamo di dimenticare la carità verso chi vive accanto a noi. Riconosciamo la misericordia di Dio nella nostra vita quotidiana, che spesso diamo per scontata, e chiediamo al Signore di insegnarci a usarla verso gli altri.

Conclusioni

Chiediamo al Signore, in questa sera, di aiutarci a riconoscere la Sua misericordia e a farla diventare un programma di vita. Non basterebbe forse neanche un’intera esistenza per comprendere quanta misericordia Dio riversa su di noi ogni giorno. Ma possiamo iniziare, con umiltà, a rendere grazie e a viverla verso gli altri.

“Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza”.

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