La collegiata di Santa Maria Assunta

La collegiata di Santa Maria Assunta, imponente edificio sacro, che domina tutto l’abitato del centro storico di Arco, edificato nei primi anni del 1600 – sui resti di una pieve romanica, edificio di origini altomedievali, attestato già nel IX secolo – e più volte rimaneggiato nei secoli successivi. Non è soltanto uno dei monumenti più belli ed interessanti di tutta la Città, ma il cuore spirituale e identitario della comunità arcense. La sua storia, profondamente intrecciata alle vicende religiose e civili del territorio, ne fa il luogo più idoneo per una commemorazione che unisce memoria dinastica, devozione cristiana e tradizione locale. Qui, S.M. Francesco II di Borbone era abituato a raccogliersi in preghiera e di partecipare ai Sacri Riti, e nella cui cripta trovò provvisoriamente riposo la sua salma.
La collegiata è da anni sede della commemorazione dedicata al sovrano e il Comune di Arco, la Parrocchia e il Prof. Marco Ascione, storico del Regno delle Due Sicilie e studioso della vita del sovrano, hanno rinnovato anche per il 2025 questa tradizione con la celebrazione.










La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dall’Arciprete della Collegiata, Don Francesco Scarin, alla presenza delle autorità civili e religiosi, tra cui il Sindaco Arianna Fiorio e membri della Giunta Comunale di Arco, rappresentanti del mondo associativa e storico, e una rappresentanza di Cavalieri Costantiniani.

Come da tradizione ha partecipato anche la Compagnia degli Schützen di Arco – la cui presenza richiama antichi rapporti di stima maturati nel periodo del soggiorno trentino di S.M. Francesco II di Borbone – guidata dal Capitano Ivan Benuzzi, con il Ladeskommandant Enzo Cestari e il Capitano della Compagnia di Vezzano Dino Cerato.

Al termine del Sacro Rito, il Prof. Marco Ascione ha dato lettura di alcuni manoscritti rinvenuti nella canonica della Collegiata, appartenenti al parroco dell’epoca, nei quali viene descritta con dovizia di particolari la profonda religiosità di S.M. Francesco II e la sua costante adesione ai valori della fede Cattolica, anche nei momenti più difficili del suo regno e del suo esilio.

Successivamente è stata deposta una corona commemorativa per il Re, offerta dal Comune di Arco, presso la targa marmorea in suo ricordo, gesto che rappresenta un rito consolidato e profondamente sentito, sottolineando l’alto valore spirituale, storico e comunitario dell’evento. Massimiliano Floriani, Assessore alla cultura del Comune di Arco, ha ricordato come “Arco continui, anno dopo anno, a onorare una presenza che ha lasciato un segno discreto ma duraturo nella memoria cittadina“. In un tempo che tende a dimenticare, Arco sceglie invece di ricordare e di custodire una storia fatta di esilio, accoglienza e silenzio, confermandosi, ancora una volta, luogo capace di trasformare la memoria in valore condiviso per il presente.






Servo di Dio Francesco II di Borbone
Ultimo Re delle Due Sicilie
Al di fuori dello stereotipo del Francesco giovane Re, inesperto, dileggiato e tradito da tutti, finito a fare la vittima sacrificale in una fortezza, sotto una pioggia di bombe, vorremmo mettere in risalto aspetti diversi del monarca e dell’uomo.
S.M. Francesco II di Borbone non morì sotto le bombe a Gaeta, ma passò la maggior parte della sua esistenza in esilio, ben 33 anni. Tutti si dimenticarono di lui dopo il 14 febbraio 1861, come uno sconfitto.
Francesco d’Assisi Maria Leopoldo, era stato un giovane, come tanti alla sua età, preso dalle angosce e i patimenti morali della giovinezza, cose che in lui si amplificavano per la sua condizione speciale come figlio di un Re e che un giorno sarebbe stato destinato a regnare. Egli ha lasciato nella storia un segno più profondo di quello che ci è stato restituito dai libri di storia, un umo che ha lottato da solo con un manipolo di eroi, i suoi soldati, non il suo esercito, contro le ingiustizie, contro un disegno massonico rivoluzionario che usò principalmente l’arma della corruzione. Egli seppe essere un giovane Re desideroso di aprirsi alle innovazioni e ai cambiamenti, che seppe adempiere anche ai doveri di soldato. Le numerose testimonianze che si evincono dai documenti che ci ha lasciato, fanno trasparire il suo vero valore e i suoi veri sentimenti.
Certamente ebbe a superare delle prove difficili nella sua esistenza, ma tutto filtrato dalla sua incrollabile fede in Dio, che sicuramente ha temperato certi drammatici momenti della sua vita. Però, questo non scalfisce la sua figura di uomo di grande dignità e statura morale. Come monarca cristiano egli seppe rimanere attaccato ai suoi punti di riferimento, che non erano certamente materiali. Quando qualcuno gli sottolineò la storia lo aveva ridotto a vivere in una locanda, Francesco II rispondeva; che “il Re dei Re non aveva avuto ove riposar la sua testa”. Non aveva mai indugiato a dare ai bisognosi quanto poteva, privandosi pure del necessario.
Dal 16 dicembre 2020 è Servo di Dio, con l’apertura della fase iniziale della causa di beatificazione, che si spera quanto prima prosegua per portarlo verso la gloria degli altari.
La commemorazione di Francesco II di Borbone, ultimo Re delle Due Sicilie

Foto di copertina: Mario Spano, Ritratto di Francesco Borbone II (in coppia con il Ritratto di Maria Sofia di Baviera), 1869, olio su tela, 53×41 cm, proprietà privata.
