Il Real Circolo Francesco II di Borbone ha ideato il Gala di beneficenza La Corona che si fa Carità, un’iniziativa di alto profilo con uno scopo nobile e significativo, incoraggiato dal suo Presidente Onorario, S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa delle Due Sicilie e Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, al fine di ricordare come la Tradizione non sia realtà immobile, ma impegno vivo che si rinnova attraverso le generazioni.
L’iniziativa si ispira alla figura dell’ultimo Re delle Due Sicilie, il Servo di Dio Francesco II di Borbone, il quale non cessò mai di considerare la corona non come privilegio, ma come servizio, restando fedele ai propri valori anche nei momenti più difficili. Si potrebbe quasi udire, tra le pieghe della memoria, un suo pensiero: «La corona pesa meno sul capo di chi la porta che sul cuore di chi dimentica il dovere verso i più deboli».
Presente con convinzione alla serata del 27 marzo 2026, S.A.R. il Duca di Calabria, da sempre attento alle istanze di solidarietà e alla tutela dei più fragili, ha riconosciuto l’alto valore civile dell’iniziativa e l’importanza della missione di UNICEF Italia, offrendo personalmente il proprio sostegno. La sua presenza ha così ribadito il profondo legame tra la Real Casa delle Due Sicilie e il territorio, riaffermando una concezione della nobiltà intesa come servizio costante al bene comune.

Ad accogliere S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, in qualità di Presidente Onorario del Real Circolo Francesco II di Borbone, sono stati il Presidente del Real Circolo, Dott. Paolo Rivelli, Cavaliere de Jure Sanguinis, e il Delegato per Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Patrizio Napoletano, Cavaliere di Giustizia, unitamente al Segretario Generale ad interim, Nob. Antonio Masselli, Cavaliere de Jure Sanguinis; al Responsabile della Comunicazione ad interim, Prof. Antonio De Stefano, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; e alla Responsabile delle Attività Operative ad interim, Avv. Valeria Pessetti, Dama di Merito con Placca d’Argento, accompagnata dal consorte, Avv. Carmine Capasso, Cavaliere di Merito, Console Onorario dello Sri Lanka.
Era presente anche il Nob. Dott. Vincenzo Palazzo Bloise, Delegato per Malta del Real Circolo Francesco II di Borbone, insieme ai membri onorari Dott.ssa Rossella Paci e Dott.ssa Ivana Legname, a testimonianza della forte dimensione internazionale e mediterranea dell’iniziativa.
Erano altresì presenti S.A.S. Don Maurizio Ferrante Gonzaga, Principe del Sacro Romano Impero, Marchese di Vescovato, Marchese del Vodice, Conte di Villanova e Cassolnovo, Capo della Casa Gonzaga di Mantova, Cavaliere del Real ed Insigne Ordine di San Gennaro, Cavaliere Gran Croce di Giustizia e Consigliere della Real Deputazione del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; dal Delegato Onorario per la Campania del Real Circolo, S.E. Don Riccardo Carafa, Duca d’Andria, Duca di Castel del Monte, Marchese di Corato, Conte di Ruvo, Patrizio Napoletano, Vice Presidente della Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, Cavaliere Gran Croce di Giustizia; il Delegato e il Segretario per la Campania del Real Circolo, Nob Alfredo Buoninconti, Barone di Santa Maria Jacobi, Cavaliere di Giustizia, e Nicola Di Frenna, Cavaliere di Ufficio.
Tra gli intervenuti si segnalano inoltre il Nob. Dott. Paolo Carelli Palombi dei Marchesi di Raiano, Cavaliere di Giustizia, fratello del cognato di S.A.R. il Duca di Calabria, il marito di S.A.R. la Principessa Donna Ines di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, il Nob. Dott. Michele Carelli Palombi dei Marchesi di Raiano, Cavaliere Gran Croce di Giustizia, Consigliere della Delegazione di Roma e Città del Vaticano; S.E. Javier Triana Jimenez, Console di Spagna a Napoli; il Principe Alduino di Ventimiglia di Monteforte Lascaris; la Marchesa Donna Irene Cedronio di Rocca d’Evandro; la Contessa Ludovica Zammitti Fogaccia, con il figlio Giulio; la regista Stella Leonetti dei Conti di Santojanni; il Dott. Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia; i rappresentanti di Candriam, che sostiene attivamente la ricerca oncologica, e di Rothschild & Co, le cui fondazioni gestiscono o sostengono istituzioni sanitarie di rilievo; autorità, esponenti della cultura e dell’imprenditoria; ospiti giunti anche dall’estero, in particolare dal Regno Unito e da Malta.
Tutti uniti nel segno della solidarietà, nel comune spirito di attenzione verso i più bisognosi.
Particolarmente significativa è stata anche la presenza di numerosi giovani, che hanno partecipato con entusiasmo all’iniziativa, dimostrando di aver colto il valore e il fascino della storia e delle tradizioni come fonte di impegno civile e solidarietà.
La serata è iniziata alle ore 19.30 con un welcome cocktail, i saluti istituzionali, la presentazione del progetto UNICEF e lo svelamento della Corona di Re Carlo di Borbone.
I saluti istituzionali






I saluti istituzionali rivolti a S.A.R. il Duca di Calabria e a tutti gli intervenuti, sono stati espressi dalle alte cariche del Real Circolo Francesco II di Borbone: il Presidente, Dott. Paolo Rivelli; il Delegato per la Campania, Nob. Alfredo Buoninconti, il Delegato onorario per la Campania, S.E. Don Riccardo Carafa; il Presidente d’Onore Vicario e Membro del Comitato d’Onore del Real Circolo, S.A.S. Don Maurizio Ferrante Gonzaga; il Prof. Ciro Paolillo, docente di Gemmologia, che insieme al Centro Orafo Il Tarì, il centro orafo d’eccellenza di Marcianise, ha curato il prestigioso progetto di ricostruzione storica e gemmologica per la riproduzione della Corona di Re Carlo di Borbone, basandosi sul disegno originale ritrovato presso l’Archivio di Stato di Napoli.
Il discorso
di S.A.R. il Duca di Calabria


S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans ha quindi pronunciato un discorso, di cui si riporta il testo integrale, dapprima in italiano e successivamente nella sua lingua madre, lo spagnolo. Nel suo intervento ha sottolineato il profondo legame storico tra Napoli e la sua famiglia reale. Ha ricordato come nella tradizione della Real Casa delle Due Sicilie la corona rappresenti soprattutto il dovere di servire il bene comune e di prendersi cura dei più fragili, sottolineando il valore della solidarietà verso i bambini e le nuove generazioni:
«Cari amici,
è per me un vero onore essere con voi questa sera in un luogo così ricco di storia, spiritualità e significato come il complesso monumentale di Santa Chiara.
Vi porgo le mie più vive congratulazioni per aver promosso questa iniziativa, che unisce in modo armonioso storia, cultura e solidarietà. Il mio ringraziamento si estende anche ai delegati presenti dall’estero, nonché a tutti i soci e simpatizzanti che hanno contribuito, con entusiasmo e impegno, alla realizzazione di questa serata.
Desidero esprimere un riconoscimento particolare al professor Ciro Paolillo, la cui dedizione ha reso possibile la realizzazione della corona di Carlo di Borbone che oggi ammiriamo. Essa rappresenta non solo un’opera di grande valore artistico e storico, ma anche un simbolo del dovere di servire il bene comune e proteggere i più fragili.
Nella tradizione della Real Casa delle Due Sicilie, l’autorità non è mai stata intesa come privilegio, bensì come responsabilità morale.
Mi rende particolarmente lieto che questa iniziativa sia dedicata all’UNICEF e ai bambini, in particolare ai piccoli pazienti. I bambini rappresentano il nostro futuro e la nostra più grande responsabilità.
Quando cultura, solidarietà e impegno civile si incontrano, nasce una comunità capace di trasformare la memoria in speranza per le nuove generazioni.
Desidero infine ricordare con emozione la figura di Francesco II, il cui spirito di servizio continua a essere fonte di ispirazione.
Vi ringrazio per la vostra presenza e per il sostegno a questa nobile causa.
Che questa corona possa essere segno di speranza per tanti bambini.
Grazie di cuore».
Lo svelamento della corona






Gli intermezzi musicali










La serata, svoltasi in un clima di grande partecipazione, è stata impreziosita da intermezzi di musica barocca e tradizione napoletana eseguiti dall’Ensemble San Giovanni, a cura del Maestro Keith Goodman, di fama internazionale, al pianoforte, con la partecipazione l’Ensemble San Giovanni, il soprano Paola Francesca Natale e il violinista Sergio Carnevale, che hanno offerto momenti di profonda emozione artistica.
La consegna del diploma di benemerenza




Il Delegato per Napoli e Campania dell’Ordine Costantiniano, Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona, unitamente al Consiglio di Delegazione, ha consegnato al Presidente del Real Circolo Francesco II di Borbone, Dott. Paolo Rivelli, un diploma di benemerenza, con la seguente motivazione:
«In segno di riconoscenza e profonda gratitudine per il sostegno ed il contributo fornito in occasione del Concerto di Natale tenutosi il 21 dicembre 2025 presso la Basilica di San Giovanni Maggiore in Napoli [*], finalizzato a supportare le famiglie in difficoltà della Caritas parrocchiale, conferendo personalmente e quale Presidente del Real Circolo Francesco II di Borbone una cospicua donazione, dimostrando sincera adesione agli alti e nobili fini del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio».
La Cena di gala


La serata si è concluso con la Cena di gala, con gli ospiti che hanno gustato le specialità tradizionali napoletane, celebrando una serata in cui cultura, solidarietà e valori condivisi si sono uniti in modo davvero significativo.
Un incontro tra solidarietà e cultura
nel segno della responsabilità sociale
Il Gala benefico ha offerto un esempio convincente di come storia, arte e impegno di solidarietà sociale possano unirsi per costruire un futuro migliore. Non soltanto un evento benefico, ma un vero e proprio manifesto culturale. Un evento simbolico che ha unito storia, impegno civile e una nuova visione della ricchezza come strumento di impatto sociale. Un’iniziativa che è stata capace di coniugare storia, arte e solidarietà in una cornice di straordinario valore simbolico.
Il significato del Gala benefico va oltre la dimensione dell’iniziativa in sé, come ha spiegato il Presidente del Real Circolo Francesco II di Borbone, Dott. Paolo Rivelli. Esso si inserisce in un dibattito sempre più attuale sul rapporto tra ricchezza e responsabilità. Nelle società contemporanee si afferma infatti con crescente evidenza l’idea che il capitale non possa essere considerato esclusivamente come strumento di accumulazione, ma debba essere orientato anche al bene collettivo.
Una riflessione che affonda le proprie radici nella tradizione del pensiero occidentale, afferma il Dott. Paolo Rivelli. Già Alexis de Tocqueville evidenziava il ruolo delle associazioni civili nella vitalità delle democrazie, mentre Max Weber sottolineava l’importanza dell’etica del lavoro e della responsabilità individuale. A queste riflessioni si aggiunge il contributo di Andrew Carnegie, secondo cui chi possiede grandi ricchezze ha il dovere morale di restituirle alla società.
Non si tratta di un principio astratto. Già nel Rinascimento, famiglie come i Medici dimostrarono come il successo economico potesse tradursi in sviluppo culturale e sociale, finanziando opere e istituzioni che ancora oggi costituiscono un patrimonio universale.
Oggi questa tradizione si rinnova attraverso un nuovo paradigma, quello della philanthropic leadership. Sempre più imprenditori e investitori interpretano il capitale non solo come risorsa economica, ma come leva per generare impatto sociale. In questo contesto si inserisce anche la crescente diffusione della philanthropy advisory, che accompagna famiglie e individui nella costruzione di un’eredità non solo finanziaria, ma anche valoriale.
La filantropia diventa così una forma di leadership civile, sottolinea il Dott. Rivelli, capace di mobilitare risorse per affrontare sfide globali come l’educazione, la salute e la tutela dell’infanzia. In questo scenario, realtà come UNICEF rappresentano esempi concreti di collaborazione efficace tra istituzioni, società civile e settore privato.
Il Gala benefico del 27 marzo a Napoli si inserisce pienamente in questa visione. Non soltanto una raccolta fondi, ma un momento di riflessione sul significato del donare. Donare significa contribuire non solo economicamente, ma anche attraverso il proprio tempo, le proprie competenze e il proprio impegno.
Il messaggio è particolarmente rivolto ai giovani: individuare una causa in cui credere e partecipare attivamente alla costruzione di una società più giusta e solidale. In un’epoca segnata da disuguaglianze crescenti e da crisi globali, il contributo della società civile diventa sempre più decisivo.
Guardando al futuro, il legame tra finanza e filantropia è destinato a rafforzarsi, afferma il Dott. Rivelli. Le nuove generazioni mostrano una crescente sensibilità verso l’impatto sociale e la sostenibilità, ridefinendo il significato stesso della ricchezza. Non più soltanto profitto, ma capacità di generare valore condiviso.
È proprio in questo equilibrio tra prosperità economica e responsabilità morale che si misura oggi la vera ricchezza. E il Gala benefico di Santa Chiara ne rappresenta una sintesi efficace: un incontro tra passato e futuro, tra cultura e solidarietà, capace di trasformare il patrimonio in uno strumento concreto di bene comune.
Per approfondire: La Corona di Re Carlo di Borbone alla Reggia di Caserta. Un capolavoro di storia e di arte
Il Complesso Monumentale di Santa Chiara
Il Complesso Monumentale di Santa Chiara, fondato nel Trecento per volontà di Re Roberto d’Angiò e di sua moglie Sancia di Maiorca come cittadella francescana per le Clarisse e i Frati Minori, è da secoli un simbolo tangibile di Fede, contemplazione e memoria collettiva.
All’interno di questa maestosa cornice gotica si trovano i sepolcri dei Sovrani della dinastia dei Borbone, inclusi Ferdinando I e Francesco II, custoditi con rispetto nella Cappella Reale, rendendo la Real Basilica di Santa Chiara un luogo di commemorazione profonda per una dinastia che seppe coniugare potere e responsabilità morale.
La sacralità del Complesso Monumentale di Santa Chiara, custode delle spoglie reali e avvolto dal silenzio dei chiostri, invita alla riflessione sui valori che animano ogni iniziativa rivolta al bene comune. Questo spazio di preghiera e di contemplazione trasforma l’iniziativa benefica in un’opportunità unica: non solo sede di prestigio, ma casa spirituale dove il senso dell’incontro umano e sociale trova un fondamento più profondo.
La presenza della Corona di Re Carlo di Borbone, collocata con reverenza in questo luogo dove storia, fede e memoria si intrecciano, ha acquistato qui un valore simbolico insostituibile: non semplice testimonianza storica, ma emblema di una nobiltà intesa come servizio spirituale e civile, piuttosto che come privilegio terreno.
Così, la Gala di beneficenza La Corona che si fa Carità ha assunto una valenza ancora più alta: è diventato un momento di unione tra la memoria dei secoli e l’impegno contemporaneo per il bene comune, celebrando la continuità dei valori spirituali e la testimonianza di una dinastia i cui membri riposano nella pace di Santa Chiara.
I due giorni
di S.A.R. il Duca di Calabria a Napoli
tra memoria storica, solidarietà e tradizione
Venerdì 27 marzo 2026
Riunione del Direttivo del Real Circolo Francesco II di Borbone a Posilippo e Gala di beneficenza a Santa Chiara

Prima del Gala di beneficenza a Santa Chiara, nel pomeriggio del 27 marzo 2026, S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa delle Due Sicilie ha partecipato ad una riunione del Direttivo del Real Circolo Francesco II di Borbone presso Villa Grottamarina a Posillipo, ospiti di Donna Oriana Platania Rivelli e del Socio Fondatore Nob. Dott. Mario Rivelli. L’incontro, preceduto da un caffè di benvenuto e da una visita alla storica villa, una delle più suggestive dimore storiche di Posillipo, sorta nel XVII secolo sul luogo dove si ergeva il palazzo del Principe di Colobrano. Nel corso della riunione sono stati presentati i futuri programmi e le attività del Real Circolo, conclusi con l’indirizzo e le riflessioni di S.A.R. il Principe Don Pedro.
Sabato 28 marzo 2026
Omaggio alle Tombe Reali a Santa Chiesa, visita alla tomba di Don Dolindo e ai Quartieri Spagnoli
La mattina del 28 marzo 2026, S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans – accompagnato da una rappresentanza del Real Circolo Francesco II di Borbone, guidata dal Presidente Dott. Paolo Rivelli, Cavaliere de Jure Sanguinis dell’Ordine Costantiniano; il Delegato per la Campania Nob. Alfredo Buoninconti, Barone di Santa Maria Jacobi, Cavaliere di Giustizia; il Segretario Nicola Difrenna, Cavaliere di Ufficio; e il Delegato per Malta, Nob. Dott. Vincenzo Boise Palazzo – ha deposto un omaggio floreale presso le Tombe Reali della Real Casa delle Due Sicilie nella Basilica di Santa Chiara, raccogliendosi in preghiera sulle tombe dei suoi antenati. Inoltre, si è fermato in raccoglimento ai piedi dell’altare dedicato alla Beata Maria Cristina di Savoia, Regina delle Due Sicilie e madre del Servo di Dio Francesco II di Borbone, ultimo Re delle Due Sicilie.


A seguire, S.A.R. il Principe Don Pedro si è recato presso la Parrocchia di San Giuseppe dei Vecchi e Immacolata di Lourdes, dove si trova la tomba del Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo, conosciuto come il “prete dei miracoli”. Luogo di grande pellegrinaggio e devozione, la tomba di Don Dolindo è legata alla tradizione della preghiera e al gesto simbolico di bussare tre volte sulla lapide, affidando le proprie intenzioni alla sua intercessione. S.A.R. il Principe Don Pedro, anch’egli devoto del sacerdote napoletano, si è inginocchiato davanti alla tomba e ha compiuto il rito delle tre bussate, raccogliendosi poi in un momento di silenziosa preghiera.

Successivamente S.A.R. il Principe Don Pedro si è recato nei Quartieri Spagnoli, accompagnato da Raffaele Esposito Piscitelli, Presidente dell’Associazione Quartieri Spagnoli 1536.
La visita ai Quartieri Spagnoli è iniziata con un momento di preghiera presso la chiesa di Santa Maria della Mercede a Montecalvario, dove S.A.R. il Principe Don Pedro ha incontrato i Padri Mercedari, ai quali è legato da particolare devozione.







Il gruppo si è poi diretto verso il celebre murale di Diego Armando Maradona in uno slargo di via Emanuele de Deo al numero 60, dove sono stati accolti da Antonio Esposito “Bostik”, figura simbolo dei Quartieri Spagnoli.
Successivamente si è svolta una visita guidata, accompagnati da Suor Tiziana dell’Ordine Francescano Alcantarino, alla Casa Santuario di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe in vico Tre Re a Toledo, luogo di grande devozione popolare.


La mattinata si è conclusa con una sosta conviviale presso la Pizzoteca, dove S.A.R. il Principe Don Pedro ha assaggiato alcune delle pizze più iconiche della tradizione napoletana e dei Quartieri Spagnoli.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto ai Padri Mercedari, ad Antonio Esposito “Bostik” e alle Sorelle di Santa Maria Francesca dell’Ordine Francescano Alcantarino per la calorosa accoglienza. Un particolare ringraziamento è stato inoltre espresso ai rappresentanti del Real Circolo, per aver reso possibile la visita e aver offerto l’opportunità di far conoscere a S.A.R. il Principe Don Pedro l’anima autentica dei Quartieri Spagnoli.
