La Delegazione Sicilia Orientale partecipa al Concerto di Beneficenza del Solstizio d’Estate presso la Tenuta San Michele a Santa Venerina sulle pendici dell’Etna

Domenica 21 giugno 2026, una rappresentanza della Delegazione della Sicilia Orientale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato, Nob. Ferdinando Testoni Blasco, Cavaliere Gran Croce di Giustizia, su invito del Governatore della Nobile Arciconfraternita dei Bianchi in Catania, Don Pietro Moncada Paternò Castello, Principe di Valsavoia, Cavaliere di Giustizia, ha preso parte alle ore 19.00 al Concerto di Beneficenza del Solstizio d’Estate presso la suggestiva Tenuta San Michele della storica famiglia Scammacca del Murgo, in via Zafferana 13 a Santa Venerina, sulle pendici dell’Etna, vivendo la magia della notte più corta dell’anno all’insegna della solidarietà e della beneficenza.

L’evento benefico, organizzato dalla Nobile Arciconfraternita dei Bianchi in collaborazione con l’Azienda Vinicola Scammacca del Murgo e il Monk Jazz Club di Catania, ha unito solidarietà, cultura e convivialità in una serata caratterizzata da musica jazz dal vivo tra i vigneti dell’Etna, degustazioni enogastronomiche e momenti di condivisione.

L’intero ricavato del Concerto di Beneficenza del Solstizio d’Estate è destinato a sostenere lo Sportello della Solidarietà della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Catania, attivo da oltre undici anni a favore di centinaia di famiglie e persone in condizioni di grave disagio economico, attraverso la distribuzione di beni di prima necessità, l’ascolto e l’accompagnamento umano, nonché altre realtà caritative del territorio che quotidianamente operano, spesso silenziosamente, al servizio dei più fragili.
Foto di copertina

L’evento si inserisce nel quadro delle attività benefiche promosse dalla storica Arciconfraternita catanese, con l’obiettivo di sostenere le opere assistenziali e caritative che da secoli caratterizzano la missione dell’istituzione. La Nobile Arciconfraternita dei Bianchi, di origine cinquecentesca, fondata con la finalità di offrire assistenza spirituale e conforto ai condannati a morte, rappresenta una delle più antiche espressioni della carità organizzata della città. Profondamente legata alla tradizione religiosa e nobiliare cittadina, si distingue da secoli per la formazione Cristiana dei confrati, continuando ancora oggi la propria missione attraverso opere assistenziali, iniziative culturali e attività di tutela del patrimonio storico.

La partecipazione della Delegazione della Sicilia Orientale della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio a questo appuntamento di Fede, cultura e solidarietà costituisce una significativa testimonianza della comunione di intenti tra le antiche istituzioni cavalleresche e confraternali della città, rinnovando il comune impegno al servizio della Chiesa e della comunità.

Le circa 150 persone che hanno aderito all’iniziativa, coniugando solidarietà, cultura e convivialità, hanno assistito a un raffinato concerto jazz eseguito dal Cirinnà Hammond Trio del Monk Jazz Club di Catania: Rino Cirinnà (sassofono), Angelo Cultreri (organo) e Andrea Liotta (batteria), che hanno ripercorso le sonorità tipiche, divertenti degli anni Cinquanta e Sessanta, periodo d’Oro della musica americana.

Il programma musicale è stato accompagnato dalla degustazione del nuovo Extra Brut 2017 dell’Azienda vinicola Scammacca del Murgo, vino che presenta 9 anni di affinamento.

La degustazione è stata guidata da Don Bernardo Scammacca del Murgo (prima foto) e da Don Michele Scammacca del Murgo (seconda foto), che hanno presentato il vino e la storia dell’avventura aziendale della famiglia.

È seguito un momento conviviale con cocktail renforcé, con una selezione di delizie culinarie siciliane.

La famiglia Scammacca del Murgo

Gli Scammacca del Murgo sono una storica famiglia siciliana, che da secoli vive a Catania, dove possiede un palazzo ottocentesco situato nel centro storico della città, non lontano dalla Cattedrale. La famiglia è inoltre proprietaria di diverse aziende agricole dedite alla produzione di vino, olio d’oliva, agrumi e altre colture tradizionali, oltre a gestire la Tenuta San Michele, struttura ricettiva immersa nel paesaggio etneo, e un ristorante di tradizione siciliana, dove dal 1860 l’azienda vitivinicola di famiglia produce vini e spumanti esportati e apprezzati in tutto il mondo.

Nel 1981, S.E. Emanuele Scammacca, Barone del Murgo e dell’Agnone, uomo di grande rigore e spessore culturale, Cattolico fervente, di grande generosità verso i bisogni della comunità, dopo una ricca e lunga carriera diplomatica, decise di trasformare le antiche proprietà terriere di famiglia in moderne aziende agricole. Negli anni successivi si unirono a lui i figli Michele, Alessandro, Pietro e Matteo, sostenuti dai fratelli Filippo, Bernardo, Manfredi e Costantino. Attualmente i vigneti sono distribuiti nelle tenute di San Michele, Gelso Bianco e La Francescana. Nel 1982 venne imbottigliato il primo Etna Rosso e nel 1990 il primo spumante Metodo Classico Murgo Brut.

Nel 2008 a margine di una conferenza presso l’Università di Catania alla domanda su quali erano gli elementi utili per i giovani universitari che intendevano accedere alla carriera diplomatica, egli rispose che erano prima di tutto «la passione per il servizio e l’amore di patria».

La lunga storia della famiglia è caratterizzata dal contributo offerto nei secoli da diversi suoi membri alla Chiesa, alla Sicilia, alla Città di Catania e all’Italia.

Secondo la tradizione familiare, le origini degli Scammacca risalirebbero all’VIII secolo in Francia, con Blascone, originario della Lorena, ricordato per la sua partecipazione alla difesa della Cristianità dagli attacchi arabi. Secondo la stessa tradizione, Blascone fu un guerriero così efficace che gli Arabi cominciarono a chiamarlo “Scanimac” (terribile assassino), soprannome da cui sarebbe derivato il cognome Scammacca.

La famiglia servì sovrani e dinastie nel corso dei secoli. Sempre secondo la memoria familiare, si trasferì nell’Italia meridionale nel 1266 al seguito del Re di Francia Carlo d’Angiò. Nel 1403 il Re Martino il Vecchio nominò Blasco Scammacca primo Protomedico del Regno, mentre l’8 settembre 1409 Re Martino il Giovane conferì a Blasco Scammacca il titolo di Barone di Murgo e del Caricatore dell’Agnone.

Una figura particolarmente significativa della famiglia è il Beato Bernardo Scammacca. Nato a Catania intorno al 1430 con il nome di Antonio, dopo una giovinezza travagliata maturò una profonda conversione spirituale ed entrò nell’Ordine dei Frati Predicatori nel 1452. Fu Priore di San Domenico a Catania e poi a Palermo, nonché Vicario Generale dei conventi riformati di Sicilia. Morì a Catania nel 1487; il suo culto fu confermato da Papa Leone XII l’8 marzo 1825. Ancora oggi è venerato nella città etnea.

Tra gli altri membri illustri della famiglia si ricorda Ortensio Scammacca, Gesuita, nato a Lentini nel 1562 e morto a Palermo nel 1648, autore di numerosi testi teatrali sacri e morali, pubblicati in quattordici tomi tra il 1632 e il 1648.

Tra i membri più recenti della famiglia figura Michele Scammacca del Murgo, diplomatico italiano, che prestò servizio ad Addis Abeba, Parigi e Tokyo, fu Ambasciatore a Bucarest e a Brussel, e Capo del Cerimoniale del Ministero degli Affari Esteri. Suo figlio Emanuele Scammacca del Murgo svolse anch’egli la carriera diplomatica, prestando servizio a New York, Washington, Asmara, Zurigo e Madrid. Fu Capo del Cerimoniale, Ambasciatore presso la Santa Sede, a Brussel e a Mosca, nonché Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri.

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