La formazione è un aspetto fondamentale per operare il bene nel modo più efficace, in un Ordine antico, con uno spirito e degli strumenti sempre nuovi, pronti a rispondere alle necessità dei tempi.
La formazione costituisce uno dei pilastri fondamentali della vita dell’Ordine. Solo attraverso una costante crescita umana, culturale e spirituale è possibile custodire fedelmente una tradizione plurisecolare e, al tempo stesso, rispondere con efficacia alle sfide del nostro tempo, mantenendo vivo lo spirito della Sacra Milizia.
Essere parte dell’Ordine Costantiniano non significa ricevere una semplice distinzione onorifica, ma accogliere una vera vocazione al servizio. È un impegno che invita ciascun Cavaliere e ciascuna Dama a custodire il prezioso patrimonio storico, religioso e morale dell’Ordine e a renderlo fecondo attraverso opere di carità, di solidarietà e di promozione della dignità della persona umana.
L’appartenenza all’Ordine non è una mera decorazione: è una chiamata, una vocazione a custodire la storia e la tradizione della famiglia Costantiniana e a operare il bene spirituale e sociale, la cui ampiezza dipende dall’impegno dei Cavalieri e delle Dame stessi, che ne sono i veri promotori e artefici.
Va ricordato che l’attività dell’Ordine Costantiniano non è partitica o politica, ma è finalizzata alla maggior gloria di Dio e si esprime nella testimonianza concreta della Fede Cattolica, mediante l’esercizio della carità Cristiana e l’attenzione verso i più deboli, gli emarginati e quanti vivono situazioni di sofferenza e di bisogno.
Sono i Cavalieri e le Dame, con il loro esempio, la loro dedizione e il loro servizio, a rendere vivo il carisma dell’Ordine, perpetuandone la missione e trasmettendone i valori alle nuove generazioni, affinché la tradizione Costantiniana continui a essere, oggi come ieri, una luminosa testimonianza di fede, di carità e di autentico servizio Cristiano.
Date e temi delle lectiones
1. 28 maggio 2026 – Presentazione e finalità del Corso
2. 25 giugno 2026 – Religioso spirituale
3. 16 luglio 2026 – Storico conoscitivo
4. 24 settembre 2026 – Tecnico operativo – Primo soccorso
5. 20 ottobre 2026 – Religioso spirituale
6. 17 novembre 2026 – Storico conoscitivo
7. 15 dicembre 2026 – Tecnico operativo – Primo soccorso
8. 19 gennaio 2027 – Religioso spirituale
9. 23 febbraio 2027 – Storico conoscitivo
10. 23 marzo 2027 – Tecnico operativo – Primo soccorso
11. 13 aprile 2027 – Conclusione del Corso

L’ex Oratorio della Confraternita dei 66 Sacerdoti o Cappellone, Cappella dedicata al Santissimo Crocifisso, sede della Cappella Magistrale Costantiniana presso la Basilica di San Giovanni Maggiore in Napoli.
La Basilica di San Giovanni Maggiore è un luogo ricco di valore storico, legato alla memoria di Re Ferdinando II di Borbone, che lo scelse come sede del suo priorato perpetuo e luogo di preghiera e riflessione, poi abolito nel 1888 dopo l’Unità d’Italia. Una lapide commemorativa ricorda ciò che il Re amava fare qui: pregare e riflettere. La Basilica ha una storia difficile e travagliata: è rimasta chiusa per circa 40 anni e durante quel periodo è stata saccheggiata e danneggiata. Sono stati rubati altari, balaustre e altri elementi importanti. Quando è stata riaperta, circa otto anni fa, si è deciso di valorizzare alcuni arredi rimasti, creando anche uno spazio per il presepe con la Natività.
Il quarto incontro formativo
tra identità Costantiniana e servizio alla vita
Il quarto incontro del Secondo Corso di Formazione Costantiniana ha unito la riflessione sull’identità della Sacra Milizia alla preparazione al primo soccorso, valorizzando il rapporto tra formazione spirituale, memoria storica e servizio concreto al prossimo.

Hanno partecipato il Delegato per Napoli e Campania, Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Patrizio Napolitano, Cavaliere di Giustizia; il Segretario Generale ad interim, Nob. Antonio Masselli, Cavaliere de Jure Sanguinis; e la Responsabile delle Attività Operative ad interim, Avv. Valeria Pessetti, Dama di Merito con Placca d’Argento.
Le finalità del percorso e le prospettive di servizio


Aprendo i lavori, il Segretario Generale ad interim ha richiamato il carattere progressivo del Corso, che affianca agli approfondimenti storici, spirituali e organizzativi incontri di carattere operativo. La formazione è volta ad accrescere nei Cavalieri, nelle Dame, nei Postulanti e nei volontari la consapevolezza delle proprie responsabilità e la capacità di tradurre i principi della Cavalleria Cristiana in opere di carità.


Il Delegato ha inserito la quarta lectio nel progetto di consolidamento delle attività della Delegazione, sottolineando che la conoscenza della storia e delle tradizioni deve accompagnarsi alla capacità di rispondere ai bisogni delle comunità. Ha prospettato un percorso graduale di preparazione tecnico-operativa, con lezioni, esercitazioni e aggiornamenti, per prestare assistenza nei limiti delle competenze acquisite. Ha inoltre manifestato l’intenzione di estendere l’esperienza alle scuole e alle realtà giovanili, promuovendo responsabilità, autocontrollo e collaborazione attraverso la cultura del soccorso.
La collaborazione con San Giovanni Maggiore e la Missione Decanale
Salutando il Parroco di San Giovanni Maggiore, Don Salvatore Giuliano, Cappellano di Merito, il Delegato ne ha ricordato il ruolo di riferimento spirituale e pastorale. La presenza della Cappella Magistrale Costantiniana nella Basilica favorisce una collaborazione stabile con la comunità parrocchiale nelle iniziative liturgiche, formative e caritative.

Don Giuliano ha ringraziato la Delegazione di Napoli e Campania per la vicinanza e ha illustrato la Missione Decanale di evangelizzazione nelle famiglie del Primo Decanato dell’Arcidiocesi di Napoli, in programma nell’ottobre 2026. Il percorso delle Tende dell’Ascolto, della Carità, della Preghiera e della Festa mira a raggiungere gli abitanti del centro storico, coinvolgere i giovani e offrire prossimità alle persone sole, senza dimora e alle famiglie in difficoltà. La Delegazione partecipa all’organizzazione e allo svolgimento della missione, in particolare alle attività della Tenda della Carità e con un contributo economico a quelle della Tenda della Festa.
Il Parroco ha inoltre presentato il musical Forza venite gente, dedicato a San Francesco d’Assisi e a Santa Chiara e interpretato dai giovani del Primo Decanato. Lo spettacolo è previsto venerdì 30 ottobre 2026 alle ore 20.00 nella Chiesa di Donnaregina, nell’ambito dell’VIII Centenario del Transito di San Francesco.
La Guardia d’Onore tra custodia della memoria e carità
Il Dott. Luigi Andreozzi e il Dott. Giovanni Samo, Cavalieri de Jure Sanguinis, sono intervenuti in rappresentanza della Guardia d’Onore alle Reali Tombe dei Sovrani Borbone della Delegazione di Napoli e Campania. Hanno ripercorso la nascita del sodalizio, costituito da Cavalieri Costantiniani e volontari per assicurare continuità e solennità al servizio commemorativo, secondo un regolamento e precise linee guida. Ne hanno sottolineato la responsabilità nella conoscenza e nella trasmissione del patrimonio storico e spirituale, nel rispetto della verità storica e dei principi Cristiani.



Tra le attività hanno ricordato le celebrazioni in suffragio dei Sovrani Borbone e la commemorazione del Soldato Napolitano, richiamando la Solenne Celebrazione Eucaristica In Memoria al Soldato Napolitano, in programma venerdì 9 ottobre 2026 alle ore 18.00 nella Chiesa di Santa Caterina a Formiello. L’attenzione verso quanti rimasero fedeli al Regno delle Due Sicilie dopo la sua caduta è stata presentata come un impegno a comprenderne le vicende nella loro complessità, superando letture parziali e restituendo dignità alle persone, senza alimentare contrapposizioni.
Alla custodia della memoria si affiancano iniziative benefiche e assistenziali. Tra gli esempi degli anni passati si ricorda il contributo offerto il 30 gennaio 2021 da alcuni membri della Guardia d’Onore alle attività assistenziali del Santuario della Madonna del Carmine, mediante la fornitura di mascherine, visiere e prodotti igienizzanti durante l’emergenza COVID-19. Più recentemente, nel 2025, la Guardia d’Onore ha promosso nella Basilica di Santa Chiara una distribuzione di generi alimentari alle persone in difficoltà, con la partecipazione di Cavalieri e volontari. Queste attività affiancano al servizio commemorativo l’attenzione alle necessità delle persone più fragili, secondo i principi della carità Cristiana.
Particolare spazio è stato riservato al Servo di Dio Francesco II di Borbone, ricordandone la dignità umana e Cristiana, la fermezza nella difesa di Gaeta e la fedeltà dei suoi soldati. I due rappresentanti hanno richiamato la cooperazione alla realizzazione del busto nella Chiesa di Santa Caterina a Formiello (come abbiamo ricordato a margine dell’annuncio della Santa Messa del 9 ottobre) e la diffusione delle immaginette con la preghiera nell’ambito della causa di beatificazione e di canonizzazione. Il racconto di una rosa d’argento deposta anonimamente ai piedi del busto ha testimoniato il perdurare della devozione verso il Sovrano. Hanno infine auspicato il proseguimento del percorso ecclesiale, ribadendo che conoscere il passato aiuta a comprendere il presente e a costruire il futuro.
Un progetto di preparazione al soccorso e all’assistenza

Collegando gli interventi alla successiva lezione, il Delegato ha prospettato la possibilità di formare progressivamente un nucleo di Cavalieri, Dame, Postulanti e volontari preparati nel primo soccorso e nell’assistenza. Ha indicato come esperienza di riferimento il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, precisando che il progetto dovrà svilupparsi secondo il carisma e le finalità dell’Ordine Costantiniano, per sostenere le attività della Delegazione, la collaborazione con le realtà ecclesiali e sociali e le iniziative educative rivolte ai giovani.

È quindi intervenuta la Postulante Dott.ssa Livia Caramazza, medico anestesista-rianimatore, con esperienza ospedaliera, neonatale e pediatrica, nelle missioni umanitarie e nel soccorso organizzato, già Responsabile Sanitario Nazionale del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta. Mettendo a disposizione la propria competenza, ha illustrato le linee di un programma progressivo, articolato in teoria, esercitazioni, verifiche e aggiornamenti. Ha sottolineato che la generosità deve essere sostenuta dalla preparazione, dalla conoscenza delle procedure e dei propri limiti e dalla tutela della sicurezza del volontario e delle persone assistite.
La lezione sul BLS-D e la risposta all’emergenza
Nella seconda parte del quarto incontro formativo, Vincenzo Esposito, Cavaliere di Ufficio, ha introdotto il BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation – Supporto Vitale di Base e Defibrillazione), dedicato alla rianimazione cardiopolmonare e all’impiego del defibrillatore. Ha precisato che l’incontro offriva un primo inquadramento di materie da approfondire in corsi completi e non prevedeva il rilascio di una certificazione. Anche persone non appartenenti alle professioni sanitarie, se adeguatamente formate, possono contribuire alla risposta all’emergenza, riconoscendola, attivando i soccorsi e intervenendo tempestivamente.


Il Relatore ha illustrato l’importanza del tempo e la sequenza delle valutazioni iniziali: sicurezza della scena, stato di coscienza e presenza di respiro normale, con particolare attenzione al riconoscimento del gasping, la respirazione agonale. Ha spiegato come attivare i soccorsi sanitari, affidando compiti precisi alle persone presenti per la chiamata al 118 e il reperimento del defibrillatore, e ha richiamato l’utilità del vivavoce per seguire le indicazioni della centrale operativa.
Le dimostrazioni di rianimazione e uso del defibrillatore
Con l’ausilio di un manichino, Esposito ha mostrato le compressioni toraciche e le ventilazioni, illustrando la posizione delle mani, la postura, il ritmo, la profondità e il completo rilascio del torace, il rapporto tra compressioni e ventilazioni e la necessità di limitare le interruzioni. Ha affrontato inoltre l’alternanza tra soccorritori preparati e l’impiego di dispositivi di protezione per le insufflazioni, ribadendo l’obiettivo di sostenere le funzioni vitali in attesa del personale specializzato.







La dimostrazione del defibrillatore semiautomatico esterno ha riguardato l’accensione, la preparazione del torace, l’applicazione degli elettrodi e l’attenzione all’eventuale presenza di dispositivi impiantati. Definendo l’apparecchio un «direttore d’orchestra» per le sue istruzioni vocali, il Relatore ha insistito sulla sicurezza durante l’analisi del ritmo e l’eventuale scarica, sul controllo che nessuno sia in contatto con la persona soccorsa e sulla ripresa della rianimazione secondo la sequenza illustrata. Ha ricordato anche la necessità di controllare periodicamente batterie ed elettrodi.
Sono stati presentati alcuni elementi del soccorso pediatrico, comprese le modalità e gli elettrodi dedicati ai bambini, rinviando gli approfondimenti a successivi incontri. È stata inoltre chiarita la distinzione tra arresto cardiaco e perdita di coscienza con respiro normale, affrontando la posizione laterale di sicurezza e la sorveglianza della persona fino all’arrivo dei soccorsi, anche in caso di ripresa.
Le esercitazioni dei partecipanti
Alla spiegazione è seguita un’ampia esercitazione, durante la quale i partecipanti si sono alternati sul manichino, ripetendo la sequenza illustrata: valutazione della scena, della coscienza e del respiro, attivazione dei soccorsi, richiesta del defibrillatore, compressioni, ventilazioni e simulazione dell’impiego del dispositivo. Esposito ha seguito le prove, correggendo mani, postura, ritmo e profondità delle compressioni e verificando il completo rilascio del torace.




La ripetizione dei passaggi e la correzione degli errori hanno permesso di comprendere l’importanza di una sequenza ordinata anche in condizioni di tensione emotiva. È stata affrontata anche la comunicazione con familiari e persone presenti, ai quali assegnare compiti precisi mantenendo libera l’area durante l’analisi e l’eventuale scarica.
La continuità della formazione e la disponibilità dei DAE
Esposito ha sottolineato che la preparazione non si esaurisce nell’acquisizione di un attestato: corsi completi, esercitazioni, ripassi e aggiornamenti sono necessari per consolidare le competenze e saper intervenire nei limiti della propria formazione. Ha condiviso la proposta di attività nelle scuole e ricordato esperienze rivolte al personale scolastico, agli uffici giudiziari e agli appartenenti all’Arma dei Carabinieri.
La riflessione si è estesa alla diffusione dei defibrillatori nelle scuole, negli impianti sportivi, nelle caserme, negli uffici pubblici e nei luoghi ad alta frequentazione, nonché alla possibile installazione nei condomìni attraverso contributi condivisi. Sono state richiamate esperienze internazionali di applicazioni digitali per individuare i DAE e avvisare soccorritori formati nelle vicinanze. La disponibilità degli apparecchi deve accompagnarsi alla manutenzione e alla formazione delle persone.
Nella parte conclusiva, il Relatore ha richiamato l’articolo 54 del Codice Penale sullo stato di necessità, nel contesto della riflessione sul soccorso a chi si trova in grave pericolo. Il riferimento è stato accompagnato dal richiamo alla prudenza, alla preparazione e al rispetto delle procedure, per affrontare l’emergenza con consapevolezza.
I prossimi approfondimenti e le conclusioni del Delegato
L’incontro ha posto le basi per lezioni dedicate al BLS-D pediatrico, al soccorso del lattante, alla disostruzione delle vie aeree e alla manovra di Heimlich. È stata valutata anche l’opportunità di un ripasso generale con nuove esercitazioni e di un progressivo ampliamento ad altre situazioni di primo soccorso.

Ringraziando i relatori e i partecipanti, il Delegato ha invitato a una maggiore condivisione delle attività nelle diverse zone della Campania, per valorizzare le competenze professionali, favorire collaborazioni e offrire occasioni di partecipazione. Ha ricondotto alla medesima missione la formazione, la memoria storica, il rapporto con le diocesi, l’attenzione ai giovani, il servizio nelle scuole, il volontariato, la ricerca negli archivi e il confronto con le altre Delegazioni, auspicando ulteriori momenti di incontro sui progetti realizzati e in preparazione.
La quarta lectio ha così collegato la conoscenza dell’identità Costantiniana alla responsabilità verso la vita del prossimo. La custodia delle tradizioni, la formazione spirituale e l’acquisizione di competenze operative concorrono a rendere attuale la vocazione della Sacra Milizia, attraverso un servizio alla Chiesa e alla società svolto con generosità, competenza e responsabilità.
Hanno collaborato alla redazione di questa notizia il Responsabile della Comunicazione della Delegazione di Napoli e Campania, Cav. Prof. Antonio De Stefano, e il Cav. Carlo Maria Faiello. Il servizio fotografico è a cura del Cav. LgT AM Dott. Ciro Sommella.
