Un Ordine antico, uno spirito nuovo. Il Secondo Corso di Formazione Costantiniana della Delegazione Napoli e Campania – Lectio 1

La Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha inaugurato il Secondo Corso di Formazione Costantiniana, un percorso articolato in undici giovedì, che si svolgono dal 28 maggio 2026 al 15 aprile 2027, dedicato all’approfondimento della storia, della spiritualità e delle finalità della Sacra Milizia.

Il Corso è rivolto principalmente ai neo Cavalieri, ai Postulanti e a coloro che intendono avvicinarsi alla Sacra Milizia, offrendo loro gli strumenti necessari per comprendere e vivere la propria appartenenza, “pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché nel momento stesso in cui si parla male di voi rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo” (Cfr. 1Pt 3,15-16).

Al centro del progetto vi è la certezza che la formazione rappresenti uno strumento essenziale per svolgere efficacemente la missione dell’Ordine. Pur affondando le proprie radici in una tradizione secolare, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio intende infatti rispondere alle esigenze del tempo presente attraverso un costante aggiornamento culturale, spirituale e operativo dei propri membri.

L’appartenenza all’Ordine non è una mera distinzione onorifica: è una chiamata, una vocazione a custodire la storia e la tradizione della famiglia Costantiniana, e ad operare il bene spirituale e sociale, i cui limiti non sono rappresentati che dai Cavalieri e dalle Dame stessi, che sono anche i veri motori per la sua realizzazione, fondamentale per operare al meglio il bene, in un Ordine antico, con uno spirito e degli strumenti sempre nuovi, pronti a rispondere alle necessità dei tempi.
Copertina del Corso

In questo contesto, Cavalieri e Dame sono chiamati a essere protagonisti attivi della vita dell’Ordine, contribuendo con il proprio impegno alla realizzazione delle sue finalità istituzionali. Un’azione che si sviluppa al di fuori di ogni logica politica o partitica e che trova il proprio fondamento nella fede cattolica e nella volontà di operare per la maggior gloria di Dio, ponendo al centro l’uomo, la persona umana a tutti i livelli, con particolare attenzione verso chi vive condizioni di fragilità e bisogno.

La partecipazione al Corso di formazione Costantiniano è consigliata anche per i Cavalieri e le Dame già facenti parte dell’Ordine, ai quali offrirà ulteriori occasioni di approfondimento e aggiornamento sui valori, sulla storia e sulle attività Costantiniane.

Date e temi delle lectiones

1. 28 maggio 2026 – Presentazione e finalità del Corso
2. 25 giugno 2026 – Religioso spirituale
3. 16 luglio 2026 – Storico conoscitivo
4. 24 settembre 2026 – Tecnico operativo – Primo soccorso
5. 22 ottobre 2026 – Religioso spirituale
6. 19 novembre 2026 – Storico conoscitivo
7. 17 dicembre 2026 – Tecnico operativo – Primo soccorso
8. 21 gennaio 2027 – Religioso spirituale
9. 25 febbraio 2027 – Storico conoscitivo
10. 25 marzo 2027 – Tecnico operativo – Primo soccorso
11. 15 aprile 2027 – Conclusione del Corso

Il primo incontro formativo, dedicato alla presentazione e finalità del Corso, si è svolto giovedì 28 maggio 2026 alle ore 18.00 presso la Basilica di San Giovanni Maggiore, sede della Cappella Magistrale Costantiniana in Napoli (Rampe San Giovanni Maggiore 1/Piazzetta Orientale, Via Candelora 22).

A guidare il primo incontro è stato il Delegato per Napoli e Campania della Real Commissione per l’Italia, Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Patrizio Napolitano, Cavaliere di Giustizia, che presiederà anche l’ultimo incontro del ciclo formativo. Inoltre, è intervenuto il Parroco di San Giovanni Maggiore, Don Salvatore Giuliano, Cappellano di Merito.

Hanno partecipato il Segretario Generale ad interim, Nob. Antonio Masselli, Cavaliere de Jure Sanguinis; il Responsabile della Comunicazione ad interim, Prof. Antonio De Stefano, Cavaliere de Jure Sanguinis; e la Responsabile delle Attività Operative ad interim, Avv. Valeria Pessetti, Dama di Merito con Placca d’Argento.

Introducendo il tema della prima Lectio, il Delegato ha evidenziato che prende avvio un percorso di formazione rivolto a coloro che desiderano approfondire la conoscenza dell’Ordine Costantiniano, delle sue finalità, dei suoi valori e delle attività che ne caratterizzano l’azione. Un momento iniziale per un’accoglienza, ma anche un’occasione per riflettere sul cammino compiuto, sulla realtà attuale della Delegazione e sugli obiettivi futuri.

Quindi, il Delegato ha dato la parola a Don Salvatore Giuliano, per introdurre il percorso di formazione, prendendo spunto dal Prologo del Vangelo di Giovanni e la theosis come partecipazione dell’uomo alla vita di Dio attraverso l’amore, il servizio e la comunione. Successivamente è intervenuto il Delegato, illustrando le finalità dell’Ordine Costantiniano, e le attività realizzate e programmate della Delegazione.

Intervento di Don Salvatore Giuliano

Aprendo il suo intervento introduttivo, Don Salvatore Giuliano ha richiamato l’attenzione sul valore storico e spirituale del luogo che fa da cornice all’avvio del nuovo percorso formativo della Delegazione di Napoli e Campania, la Basilica di San Giovanni Maggiore, uno dei più antichi edifici di culto della Città di Napoli. Rimasta chiusa per circa quarant’anni a seguito del cedimento del soffitto avvenuto negli anni Settanta, è stata restituita alla comunità grazie a un importante intervento di recupero e valorizzazione storico-archeologica. Secondo la tradizione, le origini della basilica risalirebbero all’epoca dell’Imperatore Costantino, con l’intenzione di dedicare il luogo a San Giovanni Battista per ringraziare Dio del felice approdo della figlia Costanza a Napoli dopo una traversata particolarmente difficile. Da antico tempio pagano, il complesso sarebbe stato così trasformato in una chiesa paleocristiana. Nel corso dei secoli l’edificio ha conosciuto numerosi interventi architettonici che ne hanno modificato l’aspetto, pur conservando importanti testimonianze delle sue origini, tra cui alcune colonne, gli archi e parte dell’abside, accanto agli elementi di epoca barocca oggi visibili.

Poi, Don Giuliano ha dato l’avvio alla seconda edizione del percorso formativo della Delegazione di Napoli e Campania, con la riflessione sul Prologo del Vangelo di Giovanni, scelto come testo guida per approfondire il significato della Fede Cristiana. Ha evidenziato come San Giovanni si distingua dagli altri evangelisti per l’approccio fortemente teologico e spirituale con cui presenta la figura di Gesù. Non a caso il suo simbolo tradizionale è l’aquila, immagine che richiama la capacità di elevarsi verso la contemplazione del mistero divino.

Il Corso si propone di accompagnare i partecipanti in un cammino di crescita e approfondimento della Fede ricevuta attraverso i sacramenti dell’iniziazione Cristiana. La conoscenza del Vangelo, ha sottolineato Don Giuliano, non rappresenta infatti un traguardo acquisito una volta per tutte, ma richiede un costante impegno di formazione e riflessione.

Al centro, Don Giuliano ha posta l’idea del Vangelo come parola viva, capace non solo di essere letta, ma anche di interrogare e trasformare la vita delle persone. Un messaggio che conserva tutta la sua attualità anche nel contesto contemporaneo, segnato da profonde sfide culturali e sociali.

Inoltre, Don Giuliano ha richiamato il ruolo storico degli ordini cavallereschi, nati per la difesa e la testimonianza della Fede Cristiana. Una missione che, pur assumendo forme diverse rispetto al passato, continua ancora oggi a richiamare ogni credente alla responsabilità di conoscere, vivere e trasmettere il Vangelo. Particolare attenzione ha dedicata al celebre passo del Prologo giovanneo: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi», considerato il fondamento della dignità Cristiana e della filiazione divina. Da questa prospettiva, Don Giuliano ha ricordata anche la tradizione orientale della theosis, la divinizzazione, intesa come partecipazione dell’uomo alla vita di Dio attraverso l’amore, il servizio e la comunione.

Concludendo, Don Giuliano ha richiamato l’insegnamento evangelico secondo cui la vera grandezza non si misura nel potere esercitato sugli altri, ma nella capacità di servire. Con questo spirito prende dunque il via il percorso formativo, presentato come un’occasione di crescita spirituale, approfondimento della Fede e servizio alla comunità.

Intervento del Delegato

Nel corso del suo intervento, sulle finalità dell’Ordine Costantiniano e le attività della Delegazione di Napoli e Campania, tra impegno caritativo, formazione e valorizzazione culturale, il Delegato, Conte Don Gianluigi dell’Aquila d’Aragona, ha ripercorso la propria esperienza dal momento in cui ha ricevuto l’incarico di guidare la Delegazione, prendendo atto dello stato della Delegazione, disegnando un programma ben preciso ed un innovativo percorso di ristrutturazione partendo dalla formazione. Il progetto grazie anche all’aiuto dei Cappellani, si è trasformato in un coinvolgimento crescente ed una realtà “viva e dinamica” in costante dialogo con la Chiesa Cattolica.

Il Delegato ha sottolineato la costruzione di un forte e duraturo rapporto istaurato con la l’Arcidiocesi di Napoli e con l’Arcivescovo metropolita, S.Em.R, il Signor Cardinale Domenico Battaglia, che ha determinato una serie di attività comuni, l’assegnazione di alcuni Cappellani e una sede nella Basilica di San Giovanni Maggiore, individuata come luogo simbolico e storico del percorso intrapreso. Un processo che, secondo quanto il Delegato ha illustrato, si inserisce in un disegno più ampio di sviluppo.

Al centro del suo intervento, il Delegato ha posto la definizione dell’identità cavalleresca, interpretata non come elemento formale o anacronistico, ma come stile di vita fondato su Fede, educazione, gentilezza e servizio verso i più fragili, in continuità con la tradizione storica del Cavaliere impegnato nella tutela dei più deboli.

Sul piano operativo, il Delegato ha illustrato le attività caritative avviate in collaborazione con l’Arcidiocesi di Napoli, con particolare riferimento al sostegno alla Casa della Pace “Don Tonino Bello”, attraverso la fornitura di beni di prima necessità, farmaci, alimenti, coperte, pentole oltre ad interventi e percorsi agevolati medico sanitari privilegiati, che hanno potuto favorire alcune mamme affette dalle più svariate patologie o traumi. La Casa della Pace, ha ricordato, è la casa in cui sono accolte mamme in difficoltà, immigrate, sole o profughe di guerra con alle spalle esperienze di sofferenza. Il Santo Padre Leone XIV, nell’incontro a Napoli, ha portato ad esempio la Casa della Pace come opera importante svolta nella Città di Napoli. Tutti i membri della Delegazione sono coinvolti attivamente nelle azioni di servizio dedicate.

Accanto all’impegno assistenziale, il Delegato ha evidenziata anche la dimensione culturale e progettuale, con iniziative di studio e valorizzazione degli archivi storici dell’Ordine Costantiniano e l’organizzazione di eventi musicali e concertistici, anche tramite risorse messe a disposizione da Cavalieri e Dame. Tra questi, ha ricordato il Concerto benefico svoltosi a San Giovanni Maggiore lo scorso dicembre, per sostenere 80 famiglie in difficoltà supportate dalla Parrocchia, e “adottate” dalla Delegazione, e a Santa Chiara, con la presenza di una intera orchestra e voci composta da 27 elementi, in occasione del Pontificale di San Giorgio, alla presenza di S.A.R. il Gran Maestro.

Il Delegato ha accennato a nuove iniziative in programma in Campania, anche con progetti di recupero di repertori musicali storici inediti. Ha chiarito che il recupero della storia non è finalizzato ad alcuna attività di natura politica, ma orientato ad attività culturali e scientifiche alla riscoperta di fonti storiche e alla loro rilettura critica.

Ampio spazio ha dedicato al programma formativo della Delegazione, articolato in undici incontri a cadenza mensile, che includono approfondimenti storici e spirituali, oltre alle principali celebrazioni liturgiche, tra cui l’Esaltazione della Santa Croce, il Pontificale di San Giorgio e le ricorrenze mariane legate alla tradizione dell’Immacolata.

Nel suo intervento, il Delegato ha richiamato la figura del Servo di Dio Francesco II di Borbone, di cui è in corso il processo di beatificazione nella fase diocesana, evidenziandone la complessità storica, il legame e il suo atteggiamento coerente con la propria Fede Cattolica anche nei momenti più difficili del suo Regno e della sua vita, inserendo questa riflessione nel più ampio progetto della Delegazione, orientato allo sviluppo di attività su tutto il territorio campano, delineando un programma di espansione territoriale, in collaborazione con le Diocesi e le realtà ecclesiali locali, che prevede anche il coinvolgimento dei giovani attraverso attività formative e pratiche, tra cui elementi di primo soccorso e gestione delle emergenze.

Il Delegato ha sottolineato il valore concreto dell’appartenenza all’Ordine Costantiniano, non riducibile a un aspetto simbolico, ma espressione di una responsabilità personale e spirituale. In questa prospettiva, ha richiamato il mantello da chiesa come segno di appartenenza e di impegno.

Le attività caritative della Delegazione resteranno un asse centrale, con iniziative di sostegno alle famiglie in difficoltà, in particolare durante le festività, attraverso distribuzione di beni alimentari e contributi mirati.

A conclusione, il Delegato ha ribadito l’obiettivo di costruire una rete stabile sul territorio campano, in sinergia con le Diocesi e le Caritas diocesane, capace di coniugare dimensione spirituale, culturale e operativa nelle province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno.

Dopo l’intervento del Delegato, c’è stato uno scambio di commenti.

Hanno collaborato per la redazione di questa notizia, il Responsabile della Comunicazione ad interim, Prof. Antonio De Stefano, Cavaliere de Jure Sanguinis, e Lorenza Gargiulo De Stefano, Dama di Merito. Il servizio fotografico è a cura di Luigiantonio Galasso, Cavaliere di Ufficio.

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