La commemorazione in Napoli
Sabato 27 dicembre 2025, alle ore 19.00, nella solenne cornice della Real Basilica di Santa Chiara in Napoli, la Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e la sua Guardia d’Onore alle Reali Tombe dei Sovrani Borbone hanno commemorato il Servo di Dio Francesco II di Borbone (Napoli, 16 gennaio 1836-Arco, 27 dicembre 1894) e la sua consorte Maria Sofia von Wittelsbach (Castello di Possenhofen, 4 ottobre 1841-Monaco di Baviera, 19 gennaio 1925), ultimi Sovrani del Regno delle Due Sicilie.

La commemorazione costituisce una ricorrenza annuale di particolare rilievo per i Cavalieri, le Dame e i Postulanti della Delegazione di Napoli e Campania e per le Guardie d’Onore alle Reali Tombe dei Sovrani Borbone, volta a onorare la memoria dei Reali delle Due Sicilie e di quanti hanno servito la Patria e la Sacra Milizia, nel segno della continuità delle tradizioni e del carisma della Cavalleria Cristiana, ispirata a San Giorgio Martire e alla Regola di San Basilio.

Alla commemorazione ha partecipato il Delegato per Napoli e Campania, il Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Cavaliere di Giustizia, accompagnato dal Segretario Generale ad interim, il Nob. Antonio Masselli, Cavaliere de Jure Sanguinis; e dal Responsabile delle Attività Operative ad interim, l’Avv. Valeria Pessetti, Dama di Merito con Placca d’Argento.
Inoltre hanno partecipato i Coordinatori delegatizi delle Guardie d’Onore, Dott. Luigi Andreozzi e Dott. Giovanni Samo, Cavalieri de Jure Sanguinis; Avv. Alessandro Franchi, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; Avv. Raffaele Anatriello, Dott. Maurizio Bava Gagliardi e LgT AM Dott. Roberto Russo, Cavalieri di Merito; Dott. Ivan Di Vicino, Dott. Gennaro Napoletano, Dott. Ciro Sommela, Avv. Salvatore Samo (che ha svolto il servizio di Cerimoniere), Dott. Dario Taranto e Dott. Giovanni Tartaglione, Cavalieri di Ufficio; Roberta Di Biase, Dott. Enza Celotto, Dott. Francesco Saverio Faella, STen AM Fernando Russo, Avv. Salvatore Mancino, Dott. Gianluca Miloro e Dott. Francesco Gaudiosi, Postulanti; Prof.ssa Dott.ssa Marina Albamonte della Motta d’Affermo, Dott.ssa Elena Barbato, Andrea D’Aloia e Antonio Vitale, amici dell’Ordine Costantiniano.







La commemorazione ha avuto inizio con il Corteo delle Autorità delegatizie, al termine della quale è iniziato il Picchetto d’Onore presso la Cappella Reale dei Borbone, a cui hanno preso parte i Cavalieri Raffaele Anatriello e Alessandro Franchi, Giovanni Tartaglione e Sergio Angrisano, Ivan Nunzio Di Vicino e Dario Taranto.

Prima dell’inizio della Celebrazione Eucaristica, il Cavaliere Luigi Andreozzi ha ricordato la figura del Servo di Dio Francesco II di Borbone, le vicende del suo breve regno, l’assedio di Gaeta, l’esilio ad Arco e l’apertura della Causa di Beatificazione nel 2020. Ha inoltre espresso il proprio ringraziamento al celebrante Fra Pasquale Matuozzo, OFM, e al Parroco Fra Massimiliano Scarlato, OFM, per l’ospitalità, nonché al Delegato per Napoli e Campania, ai membri del Consiglio di Delegazione, ai Confratelli impegnati nel servizio di Picchetto d’Onore, ai Cavalieri, alle Dame e ai Postulanti della Sacra Milizia Costantiniana e a tutti i convenuti.

La Celebrazione Eucaristica della vigilia della festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, dedicata alla memoria del Servo di Dio Francesco II di Borbone e della sua consorte Maria Sofia von Wittelsbach, è stata presieduta da Fra Pasquale Matuozzo, OFM, concelebranti i sacerdoti della Basilica, assistiti dai ministranti, con l’animazione liturgica curata dal Maestro di Cappella.


La Prima Lettura (Sir 3,3-7.14-17a – Chi teme il Signore onora i genitori), il Salmo responsoriale (Sal 127 (128) – Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie), la Seconda Lettura (Col 3,12-21 – Vita familiare Cristiana, secondo il comandamento dell’amore) e la Preghiera dei fedeli sono state recitate dal Cavaliere Salvatore Samo. Il Vangelo (Mt 2,13-15.19-23 – Prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto) è stato proclamato da un concelebrante.

Nella sua omelia, Fra Pasquale Matuozzo ha richiamato l’attenzione su tre aspetti emersi dalla Liturgia della Parola:
– la necessità di divenire “sognatori”, sull’esempio di San Giuseppe, che accolse la volontà divina manifestata in sogno;
– la capacità di assumersi le proprie responsabilità, rispondendo prontamente e con gioia alla chiamata di Dio;
– il valore della concretezza della fede cristiana, vissuta nella quotidianità, poiché una liturgia che non si traduce in vita perde il suo significato salvifico.
Durante la Preghiera Eucaristica si è pregato in modo particolare per l’anima del Servo di Dio Francesco II di Borbone, ricordandone le virtù di uomo profondamente onesto e devoto, dotato di autentica fede cattolica, grande dignità morale, spirito di abnegazione, carità verso i poveri, fedeltà ai principi cristiani e amore per il suo popolo, che lo hanno reso modello di Christiformitas. Con la testimonianza della sua vita, egli ha reso vivi i valori del Vangelo e gli insegnamenti della Santa Madre Chiesa, lasciando in eredità un esempio di integrità, dedizione e responsabilità al servizio del popolo e della storia.

Al termine del Sacro Rito, il Delegato ha recitato la Preghiera del Cavaliere Costantiniano.

Dopo la Benedizione conclusiva, nella Real Cappella dei Borbone, i presenti hanno recitato coralmente la preghiera riportata sul retro dell’immaginetta commemorativa del Servo di Dio, distribuita per l’occasione, e il Requiem Aeternam in suffragio della sua anima e di tutti i Re, Regine, Principi e Principesse di Casa Borbone.
Ha collaborato alla redazione di questa parte della notizia, l’amico dell’Ordine Andrea D’Aloia. Il servizio fotografico è stato curato dal Postulante Fernando Russo e dall’amico dell’Ordine Francesco Andreozzi.

La commemorazione in Nola
Sabato 27 dicembre 2025, alle ore 17.30, presso la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta in Nola, secondo una consuetudine ultraventennale, la Delegazione di Napoli e Campania ha celebrato una Santa Messa in suffragio del Servo di Dio Francesco II di Borbone, nel 131° anniversario del suo pio transito.




La Celebrazione Eucaristica vespertina per la festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe è stata presieduta da Don Carlo Giuliano, Cappellano di Merito, Parroco-Rettore del Santuario Diocesano di Sant’Agnello Abate in Gargani di Roccarainola.



La Prima Lettura, il Salmo responsoriale e la Preghiera dei fedeli sono stati recitati dal LgT CC Raffaele Renzullo, Cavaliere di Ufficio. La Seconda Lettura è stata recitata dal Magg. EI Ing. Bruno Di Palma, Cavaliere di Ufficio. Il Vangelo è stato proclamato dal Celebrante.


Nella sua omelia, Don Carlo Giuliano, oltre a richiamare gli aspetti salienti della Liturgia della Parola, si è soffermato sulla figura del Servo di Dio Francesco II di Borbone, non tanto per il ruolo politico ricoperto, quanto per la sua testimonianza di Fede Cristiana e per il costante rapporto con la Parola di Dio, evidenziandone la dignità morale, il profondo senso religioso e il dovere verso Dio e i suoi sudditi.
Ha sottolineato la profonda fiducia del Servo di Dio nella forza del bene e la serenità dignitosa con cui affrontò le prove, qualità che suscitarono ammirazione per la sua forza interiore e per il suo comportamento di sovrano moralmente saldo.
Don Giuliano ha ricordato come, nei momenti di maggiore difficoltà, in particolare dopo la perdita del Regno e durante l’esilio, S.M. Francesco II di Borbone affrontò gli eventi con fiducioso abbandono alla Provvidenza divina, senza manifestazioni di rancore o ribellione.
Ha infine posto l’accento sul senso dell’onore Cattolico, inteso come fedeltà alla legge di Dio, alla propria coscienza, alla parola data e alla missione ricevuta, valore centrale nella testimonianza del Servo di Dio, ricordato non per vittorie politiche, ma per la fedeltà a Dio vissuta con rettitudine, umiltà e coerenza.

La rappresentanza della Delegazione di Napoli e Campania, in vece del Delegato, è stata guidata dal Responsabile della Comunicazione ad interim, Prof. Antonio De Stefano, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento.
Hanno partecipato Avv. Gesualdo Marotta; Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; Col..EI Nicola Amodeo, LgT EI Francesco Saverio Barbato Romano, P.I. Antonio Caputo, Avv. Raffaele Grilletto, Arch. Carlo Iavazzo e Dott. Giuseppe Russo (che ha svolto il servizio di Cerimoniere), Cavalieri di Merito; C. Magg. Andrea Albertini, Ing. Nicola Annunziata, Avv. Paolo Carbone, Mar. Nicola Carifi, Ten. AM Angelo De Luca, Magg. EI Ing. Bruno Di Palma, LgT. CC Raffaele Renzullo, Prof. Valerio Stefano Sacco, S.Mgg EI. Antonio Sommese e Ing. Michele Todino; Cavalieri di Ufficio; Mauro Barbarsi e Mar. CC Sabatino Roselli, Postulanti; familiari dei Confratelli ed amici della Sacra Milizia.


Prima della Benedizione conclusiva, il Cavaliere Antonio De Stefano ha ringraziato Don Domenico De Risi, Parroco della Cattedrale di Nola, per l’ospitalità, nonché il celebrante, i Cavalieri, le loro famiglie e tutti i presenti. Ha quindi invitato alla preghiera per il Gran Maestro, S.A.R. Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, per la Sua Augusta Famiglia e per tutti i Confratelli defunti, recitando la Preghiera del Cavaliere Costantiniano.
Al termine della Celebrazione, in Sagrestia, si è svolto il tradizionale scambio degli auguri, seguito da un vin d’honneur e dal brindisi augurale per il nuovo anno.
Il servizio fotografico di questa parte della notizia è stato curato dal Cavaliere Mar. Nicola Carifi e dalla consorte Dott.ssa Patrizia Sommese, nonché dal Postulante Mauro Barbarisi.

Nel pomeriggio del 27 dicembre 1894 moriva ad Arco, una ridente cittadina poco distante dal lago di Garda, che allora fece parte dell’Impero austro-ungarico, oggi in Provincia di Trento, S.M. Francesco II di Borbone. Così concludeva la sua vita terrena, lontano dalla sua terra e dai suoi affetti, in triste solitudine, l’ultimo Re di una dinastia che aveva regnato per 126 anni sul trono delle Due Sicilie. La sorte gli aveva riservato compiti indubbiamente più grandi di lui, che egli tuttavia nei momenti decisivi aveva affrontati e sofferti con eroico coraggio e regale dignità.
Nei lunghi anni d’esilio aveva costantemente seguito le vicende della sua patria e mai aveva deposto la speranza di ritornare tra quei fedeli compagni d’arme il cui ricordo egli portava nel cuore dall’ultimo mesto saluto sugli spalti della Fortezza di Gaeta.
Al momento del trapasso gli erano accanto la consorte Maria Sofia von Wittelsbach, che lo aveva raggiunto nell’imminenza del Natale, il fratello Alfonso, Conte di Caserta, l’Arciduchessa Maria e gli Arciduchi Alberto e Ranieri.
La salma fu imbalsamata la sera del 29 dicembre e trasferita dall’Hotel Arco, dove il Re alloggiava, alla nuova cappella di Sant’Agnese nella chiesa di Sant’Anna. Fu rinchiusa, assieme ad una breve biografia del defunto, entro due casse, la prima metallica e la seconda di legno coperta di velluto, che venne suggellata alla presenza di Alfonso, Conte di Caserta, designato nel testamento erede universale, del Duca di San Martino di Montalbo, del Principe Pignatelli, dei Conti Leopoldo ed Emanuele de La Tour, dei Marchesi di Ruffano, dei Principi di Soragna e di altri nobili ancora fedelissimi a distanza di tanti anni, malgrado i tempi e gli eventi storici mutati. Fu redatto il relativo verbale sottoscritto da tutti i presenti.
I funerali, nonostante la diversa volontà testamentaria espressa dal sovrano, ebbero luogo in forma solenne la mattina del 3 gennaio 1895, alle ore 10.00, celebrati da S.A. Ill.ma e R.ma Mons. Carlo Eugenio Valussi, Principe Vescovo di Trento, assistito dai due Prelati Infulati di Arco e di Rovereto, con i Canonici della collegiata.
Un mesto corteo dalla chiesa di Sant’Anna verso lo collegiata si snodò fra due cordoni di soldati allineati, dietro i quali si assiepava una folla numerosa, mentre dal monte Brione i cannoni sparavano colpi a salve. La bara era portata a spalla dai Sergenti degli Imperiali Cacciatori Tirolesi e circondata dalle torce portate dai Bersaglieri provinciali. L’Arciduca Alberto, grande amico del defunto, volle seguire il feretro a piedi, nonostante il freddo e le sue malferme condizioni di salute.
Nelle ore pomeridiane il feretro è stato calato, entro una terza cassa di legno bianco nel sotterraneo della collegiata, destinato per gli arcipreti e il clero.
- La commemorazione di Francesco II di Borbone, ultimo Re delle Due Sicilie
- S.M. Maria Sofia Amalia von Wittelsbach, ultima Regina delle Due Sicilie
Foto di copertina: Francesco II, Re delle Due Sicilie, incisione non firmata da una fotografia di Augustin Aimé Joseph Lejeune, pubblicata a Parigi su L’Illustration del 5 gennaio 1895.
