Nella sua omelia, il Cappellano della Sezione di Bolzano e Trento, Don Gianmarco Masiero, ha ricordato la luminosa figura del compianto Gran Maestro S.A.R. Don Carlos di Borbone della Due Sicilie e Borbone-Parma, nel decimo anniversario della sua scomparsa. Un momento di intensa partecipazione spirituale, nel quale è stata rievocata anche la figura dell’ultimo Re delle Due Sicilie, il Servo di Dio S.M. Francesco II di Borbone, Sovrano e Gran Maestro profondamente legato ai valori Cristiani e alla tradizione della Real Casa di Borbone, la cui rettitudine e fede ispirarono lo stesso Don Carlos nel suo servizio di Gran Maestro dell’Ordine Costantiniano.







Al termine della celebrazione, i Cavalieri, le Dame, i Postulanti e gli amici dell’Ordine Costantiniano si sono ritrovati per un momento conviviale, durante il quale il Prof. Marco Ascione, studioso ed esperto di storia borbonica, ha svolto una breve Relazione, illustrando episodi e curiosità legate alla storia del Regno delle Due Sicilie e alla figura del Servo di Dio S.M. il Re Francesco II di Borbone, uomo di profonda fede e grande dignità anche nell’esilio.

L’incontro si è concluso con l’invito a partecipare alla Santa Messa in memoria del Servo di Dio S.M. il Re Francesco II di Borbone, che sarà celebrata il prossimo 14 dicembre presso la Collegiata di Arco, luogo dove il sovrano trovò sepoltura dopo la sua morte, avvenuta il 27 dicembre 1894. Questa celebrazione offrirà un ulteriore momento di preghiera e di riflessione per onorare la memoria di un Re che seppe incarnare con umiltà e fede il motto Costantiniano In Hoc Signo Vinces.
La chiesa di San Giorgio
La scelta del luogo per l’incontro commemorativo non è casuale.
La chiesa di San Giorgio, risalente al XII-XIII secolo, rappresenta uno dei più antichi e suggestivi edifici sacri dell’area meranese. In origine cappella della fortezza di San Giorgio (o antica Schenna), subì nel 1591 un grave danno a causa di un fulmine che ne distrusse parzialmente la struttura. Il restauro successivo portò all’aggiunta di un pilastro centrale che tutt’oggi caratterizza la sua architettura circolare. Dell’antica fortezza rimane oggi solo la torre difensiva, nota come Torre della Civetta.

L’interno conserva preziosi affreschi del XIV secolo, raffiguranti il martirio di San Giorgio, il Giudizio universale e la leggenda di San Nicola, insieme a un altare gotico a portelli con la scena del santo a cavallo nell’atto di trafiggere il drago.






Di particolare interesse è anche la rara rappresentazione della Santa Afflizione del XVII secolo, figura leggendaria della figlia di un Re iberico che, per mantenere il voto di verginità, pregò di essere sfigurata da una barba e subì infine il martirio.

Il comune di Schenna
Il nome del comune è attestato dal 1116-1122 come Schennano e nel 1270 come Schenan e deriva da un nome di persona latino Sconius, probabilmente il proprietario terriero della zona.
Dal VI-VII secolo cominciarono a stabilirsi nella zona popolazioni provenienti dalla Franconia e dalla Baviera. La storia medievale di Schenna è strettamente legata alle sue roccaforti, in particolare con il castello e con la sua stirpe regnante, feudatari dei Conti di Tirolo. Nel XIX secolo la personalità più illustre fu in particolare l’Arciduca austriaco Giovanni d’Asburgo-Lorena, che acquistò il castello di Schenna nel 1845 e fu sepolto nel notevole mausoleo neogotico di Schenna il 24 giugno 1869.


- La commemorazione di Francesco II di Borbone, ultimo Re delle Due Sicilie – 27 dicembre 2023
