All’evento hanno partecipato Stefano Toso, Presidente della Sezione della Provincia di Bolzano dell’Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma, e Prof. Marco Casini, membro del Direttivo AIL, che svolge il servizio gratuito di consulenza ematologica per l’associazione, nonché ufficiali dell’Arma dei Carabinieri e dell’Esercito, e magistrati del circondario.
L’evento, finalizzato alla raccolta di fondi per l’AIL – conforme alle finalità dell’Ordine, che si propone di dare il suo maggior contributo d’azione e di attività alle due grandi opere eminentemente sociali dell’Assistenza Ospedaliera e della Beneficenza – ha offerto un ulteriore momento di riflessione per onorare la memoria di un Re che seppe incarnare con umiltà e fede il motto Costantiniano In Hoc Signo Vinces.

In apertura dell’evento, dopo i saluti rivolti ai Cavalieri, le Dame, i Postulanti e gli amici della Sacra Milizia intervenuti, nonché a Don Gianmarco Masiero, Cappellano di Merito, ed a Don Claudio Sarotti, Cappellano Militare del Comando Truppe Alpine, e i ringraziamenti rivolti al Generale di Divisione Michele Risi, Comandante delle Truppe Alpine per aver concesso il Circolo Unificato dell’Esercito per l’evento e al Tenente Colonello Massimo Ambrosini, Direttore del Circolo, il Referente per il Trentino Alto-Adige della Delegazione del Triveneto ed Emilia, Dott. Emanuele Tassi, Cavaliere di Merito, ha offerto alcuni cenni storici sull’Ordine, Costantiniano. Quindi, ha introdotto il Prof. Marco Ascione, che ha parlato su Sua Maestà Francesco II di Borbone delle Due Sicilie, Servo di Dio, ed il periodo del suo esilio nel Comune di Arco. Quindi, è intervenuto il Presidente Stefano Toso sulle iniziative dell’AIL svolte e in programma.

È seguito un rinfresco, che ha offerto l’occasione di approfondire le informazioni sull’Ordine Costantiniano e le tematiche storiche con il Prof. Ascione.
Servo di Dio Francesco II di Borbone
Ultimo Re delle Due Sicilie
Al di fuori dello stereotipo del Francesco giovane Re, inesperto, dileggiato e tradito da tutti, finito a fare la vittima sacrificale in una fortezza, sotto una pioggia di bombe, vorremmo mettere in risalto aspetti diversi del monarca e dell’uomo.
S.M. Francesco II di Borbone non morì sotto le bombe a Gaeta, ma passò la maggior parte della sua esistenza in esilio, ben 33 anni. Tutti si dimenticarono di lui dopo il 14 febbraio 1861, come uno sconfitto.
Francesco d’Assisi Maria Leopoldo, era stato un giovane, come tanti alla sua età, preso dalle angosce e i patimenti morali della giovinezza, cose che in lui si amplificavano per la sua condizione speciale come figlio di un Re e che un giorno sarebbe stato destinato a regnare. Egli ha lasciato nella storia un segno più profondo di quello che ci è stato restituito dai libri di storia, un umo che ha lottato da solo con un manipolo di eroi, i suoi soldati, non il suo esercito, contro le ingiustizie, contro un disegno massonico rivoluzionario che usò principalmente l’arma della corruzione. Egli seppe essere un giovane Re desideroso di aprirsi alle innovazioni e ai cambiamenti, che seppe adempiere anche ai doveri di soldato. Le numerose testimonianze che si evincono dai documenti che ci ha lasciato, fanno trasparire il suo vero valore e i suoi veri sentimenti.
Certamente ebbe a superare delle prove difficili nella sua esistenza, ma tutto filtrato dalla sua incrollabile fede in Dio, che sicuramente ha temperato certi drammatici momenti della sua vita. Però, questo non scalfisce la sua figura di uomo di grande dignità e statura morale. Come monarca cristiano egli seppe rimanere attaccato ai suoi punti di riferimento, che non erano certamente materiali. Quando qualcuno gli sottolineò la storia lo aveva ridotto a vivere in una locanda, Francesco II rispondeva; che “il Re dei Re non aveva avuto ove riposar la sua testa”. Non aveva mai indugiato a dare ai bisognosi quanto poteva, privandosi pure del necessario.
Dal 16 dicembre 2020 è Servo di Dio, con l’apertura della fase iniziale della causa di beatificazione, che si spera quanto prima prosegua per portarlo verso la gloria degli altari.
Per approfondire: La commemorazione di Francesco II di Borbone, ultimo Re delle Due Sicilie
Associazione Italiana
contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma
Nel 1969 un gruppo di illustri medici ematologi, personalità del mondo della cultura, familiari di pazienti affetti da malattie ematologiche, decisero di fondare l’AIL con lo scopo di diffondere la conoscenza delle malattie del sangue e migliorare la qualità di vita dei Malati e delle loro famiglie.
A Bolzano nel 1997, grazie alla volontà di un piccolo gruppo di persone, costituito da ex pazienti, medici ed infermieri, è sorta la sezione Bolzano–Alto Adige/Bozen–Südtirol.
Complessivamente in Italia vi sono 83 sezioni provinciali, affiliate all’AIL Nazionale, ma ciascuna dotata di piena autonomia gestionale.
L’AIL di Bolzano-Bozen opera in completo accordo con le finalità della sede nazionale impiegando i propri fondi nelle seguenti modalità:
- promuovere la conoscenza e la ricerca scientifica in campo ematologico, per mettere a disposizione dei Pazienti metodologie diagnostiche e terapeutiche sempre più aggiornate (acquisto di libri e riviste scientifiche per medici ed infermieri, erogazione di borse di studio per giovani ricercatori, organizzazione di convegni);
- migliorare la qualità dell’assistenza ai Pazienti mediante acquisto di attrezzature per trattamenti avanzati (ad esempio pompe di precisione per la somministrazione della terapia, un separatore cellulare per ottimizzare il trapianto di cellule staminali, materassi anti decubito, ecc.);
- strumenti diagnostici per i laboratori di ematologia;
- aiuto psicologico e supporto materiale per i pazienti ed i loro familiari in difficoltà, a causa della malattia.

Foto di copertina: Camillo Guerra (cerchio), Ritratto di Francesco II di Borbone, 1859, olio su tela, 78×64 cm, Museo Reggia di Caserta.
