Il programma
della Giornata Costantiniana
delle Delegazioni Siciliane
L’accoglienza dei Cavalieri, delle Dame e degli ospiti è prevista alle ore 09.30 presso la Commenda dei Cavalieri di Malta di Piazza Armerina.
Alle ore 10.00 avranno luogo gli indirizzi di saluto e l’apertura dei lavori. Interverranno il Delegato per la Sicilia Orientale, Nob. Ferdinando Testoni Blasco, Cavaliere Gran Croce di Giustizia; il Delegato per la Sicilia Occidentale, Nob. Salvatore Bordonali, Signore di Pirato, Cavaliere Gran Croce di Giustizia; e il Presidente della Real Commissione per l’Italia, S.E. il Principe Don Flavio Borghese dei Principi di Sulmona e di Montecompatri, Balì Gran Croce di Giustizia. Seguirà il saluto di benvenuto di Don Pasquale Bellanti, Parroco di Santo Stefano, Direttore del Museo diocesano d’arte sacra, Canonico del Capitolo della Cattedrale di Maria Santissima delle Vittorie di Piazza Armerina.
Alle ore 10.30 il Prof. Pasquale Hamel terrà la conferenza sul tema L’Ordine Costantiniano nella stagione del riformismo borbonico. L’incontro offrirà l’occasione per approfondire una fase di particolare rilievo nella storia dell’Ordine Costantiniano, inserendola nel più ampio contesto delle trasformazioni istituzionali, politiche e culturali che interessarono il Regno di Sicilia durante la stagione delle riforme borboniche.
Alle ore 12.00 sarà celebrata la solenne Santa Messa, presieduta da Don Pasquale Bellanti, momento centrale della Giornata Costantiniana e occasione di preghiera comune per i Cavalieri e le Dame delle due Delegazioni della Sicilia.
La giornata proseguirà alle ore 14.00 con la colazione comunitaria presso l’Hotel Federico II di Enna, quale momento conclusivo di fraternità e condivisione.

Il Prof. Pasquale Hamel
Pasquale Hamel, nato nel 1949, residente a Palermo, storico, saggista e giornalista pubblicista, ha sviluppato nel corso di una lunga attività di studio un particolare interesse per la storia politica e istituzionale della Sicilia, con specifica attenzione alle epoche medievale e contemporanea.

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, a metà degli anni Settanta entrò come Consigliere parlamentare all’Assemblea Regionale Siciliana, dove percorse la propria carriera fino a ricoprire l’incarico di Vicesegretario Generale. Ha inoltre diretto la Fondazione Federico II, l’Istituzione Giuseppe Tomasi di Lampedusa e il Museo del Risorgimento Vittorio Emanuele Orlando di Palermo e ha svolto attività di insegnamento universitario.
Giornalista pubblicista, ha collaborato nel tempo con diverse testate, tra cui la Repubblica, Avvenire, Giornale di Sicilia e La Sicilia, affiancando all’attività giornalistica una vasta produzione saggistica dedicata soprattutto alla storia siciliana.
Tra le sue numerose pubblicazioni figurano studi dedicati alla società siciliana, all’età normanna, al Regno di Sicilia e ad alcune delle figure che ne segnarono la storia. Nel 2026 ha pubblicato per Kalós La regalità siciliana. Regine e re di Sicilia, dalla fondazione al vicereame, dedicato alle dinastie degli Altavilla, degli Hohenstaufen, degli Angiò e degli Aragona e alle vicende del Regno di Sicilia dal 1130 al 1412.
Il rapporto del Prof. Hamel con le iniziative culturali dell’Ordine Costantiniano non è nuovo. Già nel novembre 2021 la Delegazione della Sicilia Occidentale gli affidò una lectio sul tema «1812/1860 Borbone e Siciliani, un rapporto difficile?».
Nell’ottobre 2022 fu nuovamente relatore per la stessa Delegazione al convegno dedicato a «Domenico Caracciolo Viceré di Sicilia», nel quale approfondì la politica riformatrice del Viceré, i suoi tentativi di rinnovamento del Regno e il confronto con i privilegi dell’aristocrazia e del clero. Il precedente presenta una particolare attinenza con il tema scelto per la Giornata Costantiniana di Piazza Armerina, dedicato proprio alla stagione del riformismo borbonico.
Più recentemente, il 10 maggio 2025, presso la chiesa di San Giorgio dei Genovesi a Palermo, alla presenza del Presidente della Real Commissione per l’Italia, S.E. il Principe Don Flavio Borghese dei Principi di Sulmona e di Montecompatri, il Prof. Hamel ha dialogato con il Prof. Aurelio Musi in occasione della presentazione del volume Maria Sofia. L’ultima regina del Sud. In quell’occasione il Prof. Hamel sottolineò il valore dell’iniziativa promossa dall’Ordine Costantiniano nel riproporre sul piano scientifico una riflessione sulla figura dell’ultima Regina delle Due Sicilie e, più ampiamente, sulle complesse vicende del processo unitario italiano.
La conferenza di Piazza Armerina si inserisce dunque in una collaborazione culturale già consolidata e consentirà al Prof. Hamel di approfondire un ulteriore significativo capitolo della storia meridionale: il ruolo dell’Ordine Costantiniano nel contesto del riformismo borbonico. Il tema presenta inoltre una significativa continuità con il precedente convegno dedicato a Domenico Caracciolo, consentendo questa volta di collocare specificamente la Sacra Milizia all’interno delle trasformazioni politiche, istituzionali e culturali della stagione riformatrice borbonica e offrendo ai partecipanti alla Giornata un momento di formazione storica strettamente connesso all’identità dell’Ordine.
Il Canonico Don Pasquale Bellanti

Il Canonico Don Pasquale Bellanti, sacerdote della Diocesi di Piazza Armerina, nel corso del suo ministero ha svolto diversi incarichi pastorali a Gela, Enna e Piazza Armerina, affiancando all’attività pastorale un particolare impegno nell’ambito della formazione e della valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico. È stato Direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose «Mario Sturzo» di Piazza Armerina, contribuendo alla formazione teologica e culturale dei laici della Diocesi.
Dal 1° gennaio 2022 è Direttore del Museo Diocesano d’Arte Sacra di Piazza Armerina, istituzione preposta alla conservazione e valorizzazione di un importante patrimonio di opere e testimonianze della storia religiosa del territorio. Già Amministratore parrocchiale della Parrocchia di Santo Stefano, dal 1° gennaio 2023 ne è Parroco. È inoltre Canonico del Capitolo della Cattedrale di Maria Santissima delle Vittorie di Piazza Armerina.
Il suo rapporto con le iniziative della Delegazione della Sicilia Orientale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è già documentato il 25 giugno 2023, proprio presso l’antica Chiesa Commendale dei Cavalieri di Malta di Piazza Armerina, presiedette la Santa Messa celebrata dalla Delegazione in suffragio del Duca Don Diego de Vargas Machuca, compianto Presidente della Real Commissione per l’Italia.
La Commenda dei Cavalieri di Malta
di Piazza Armerina




La Chiesa di San Giovanni Battista, detta anche Commenda dei Cavalieri di Malta o Commenda di San Giovanni, è una chiesa sussidiaria della Parrocchia di Santo Stefano, che si trova in Largo Ritiro all’ingresso del centro storico di Piazza Armerina, tra la Chiesa di Santo Stefano e il Teatro Comunale. Costituisce una delle più antiche e significative testimonianze della presenza dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme nella Sicilia centrale e, più in generale, del coinvolgimento dell’Isola nelle vicende che, durante il Medioevo, collegarono l’Europa Cristiana alla Terra Santa.
Le sue origini vanno inserite nel particolare contesto storico apertosi in Sicilia nella seconda metà dell’XI secolo con l’avvento dei Normanni e la progressiva conquista dell’Isola, fino ad allora in gran parte sottoposta al dominio musulmano. La conclusione della conquista normanna nel 1091 precedette di pochi anni l’inizio della Prima Crociata e contribuì a restituire alla Sicilia una posizione di particolare rilievo nelle comunicazioni del Mediterraneo Cristiano. Nei decenni successivi, anche l’Isola venne coinvolta nel movimento religioso, politico e militare sviluppatosi intorno alle Crociate e nei collegamenti con la Terra Santa.
È in questo contesto, ormai nel XII secolo, che va collocata la nascita della presenza ospedaliera a Piazza Armerina. Nel 1142 il Conte Simone Aleramico, cugino di Re Ruggero e Signore di Butera, donò agli Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme la Chiesa di Santa Maria di Patrisanto con le relative pertinenze, affinché vi fondassero un ospedale. Nel 1147 giunsero gli Ospedalieri – che nei secoli successivi sarebbero stati conosciuti come Cavalieri di Rodi e poi di Malta – e alla fine del XII secolo edificarono l’attuale chiesa.
La presenza gerosolimitana a Piazza Armerina si inseriva nella rete di strutture assistenziali sviluppata dall’Ordine lungo le vie percorse da pellegrini, viaggiatori e uomini diretti verso la Terra Santa. La Commenda rappresenta perciò una testimonianza particolarmente significativa del rapporto che anche la Sicilia centrale ebbe con il mondo delle Crociate: non soltanto sotto il profilo militare, ma attraverso quella caritas Cristiana che costituiva uno degli elementi originari della vocazione dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme.
Nel 1299 è documentata nella zona una Domus Hospitalis, retta dai Cavalieri Gerosolimitani di San Giovanni. Il complesso offriva assistenza e ospitalità e la sua posizione, originariamente esterna alle mura della città, poteva assolvere anche una funzione di presidio del territorio.
Il rapporto tra gli Ospedalieri e Piazza Armerina divenne nel tempo particolarmente significativo, coinvolgendo anche esponenti delle famiglie aristocratiche locali che entrarono nell’Ordine. Nel 1337, quando la città venne dotata di una nuova cinta muraria, l’edificio fu inglobato nel centro abitato e nelle sue vicinanze si aprì la Porta San Giovanni, che costituiva l’ingresso orientale della città.
Una tappa fondamentale si ebbe nel 1380, quando il Cavaliere Giovanni Caldarera, Barone di Camemi, destinò una cospicua eredità affinché la chiesa potesse essere elevata alla dignità di Commenda dell’Ordine Ospedaliero. Dopo la sua morte, nel 1420 fu istituita la Commenda di San Giovanni Battista di Caldarera, dal nome del benefattore; l’istituzione accrebbe progressivamente il proprio patrimonio immobiliare e le proprie suppellettili sacre.
La Commenda mantenne una significativa importanza per tutto il XVI secolo e durante la prima metà del XVII, periodo nel quale aumentò anche il numero dei Cavalieri provenienti dalle famiglie aristocratiche di Piazza Armerina. Dalla seconda metà del Seicento iniziò invece una fase di progressivo declino, che culminò nel 1798 con la conquista francese di Malta e la conseguente perdita, da parte dell’Ordine, della propria base territoriale nell’arcipelago maltese.
Le successive vicende della Commenda si intrecciarono con la grave crisi attraversata dall’Ordine di San Giovanni dopo la perdita di Malta. Nel 1811 Ferdinando di Borbone, rifugiatosi con la Corte in Sicilia, dispose il passaggio al fisco delle proprietà degli Ordini religiosi presenti nell’Isola, comprese quelle appartenenti al Priorato gerosolimitano di Messina. Il provvedimento si collocava in un periodo particolarmente complesso nei rapporti fra la Corona borbonica e l’Ordine, al quale veniva tra l’altro imputata la perdita di Malta, territorio storicamente legato alla Corona di Sicilia.
Una nuova fase si aprì nel 1839 quando, sotto Ferdinando II, l’Ordine fu restaurato nel Regno delle Due Sicilie con la costituzione di un unico Gran Priorato delle Due Sicilie, successivamente denominato Gran Priorato di Napoli e Sicilia, nel quale confluirono gli antichi Priorati di Capua, Barletta e Messina. La restituzione del patrimonio precedentemente posseduto fu tuttavia soltanto parziale: furono riconsegnate all’Ordine otto Commende, cinque delle quali in Sicilia, e fra queste non figurava quella di Piazza Armerina.
Nel frattempo, dopo l’istituzione della Diocesi di Piazza Armerina nel 1817, i beni mobili della Commenda erano passati alla Diocesi, mentre la chiesa rimase aperta al culto. Dopo l’Unità d’Italia, il patrimonio immobiliare della Commenda entrò nella disponibilità del nuovo Stato e nel 1866 venne alienato.
Nei primi decenni del Novecento la chiesa fu chiusa al culto e affidata alla Diocesi di Piazza Armerina; dopo la dismissione degli altari venne utilizzata anche come Circolo Ricreativo Giovanile. Negli ultimi decenni del secolo un importante intervento di restauro ne consentì la riapertura al culto.
L’edificio conserva ancora oggi l’austera essenzialità della propria origine medievale. La chiesa presenta un’aula rettangolare a navata unica conclusa da un’abside semicircolare con catino absidale. Il tetto a due falde è sostenuto da capriate lignee. La facciata, caratterizzata da un paramento murario in conci di pietra squadrata, presenta il portale principale leggermente strombato e coronato da un arco a sesto acuto, sopra il quale si apre una caratteristica finestra a croce greca.
L’interno, oggi particolarmente sobrio, conserva testimonianze che rimandano alla lunga storia del complesso. Minuscoli frammenti di intonaco documentano l’antica presenza di decorazioni pittoriche; tra i conci delle murature sono inoltre inseriti alcuni rilievi lapidei con stemmi. L’aula riceve luce dalla finestra a croce greca della facciata, dalle monofore delle pareti laterali e da quella collocata al centro dell’abside. Lastre tombali in marmi mischi sono sistemate al centro della navata e in prossimità del presbiterio.
La scelta della Commenda quale sede della Giornata Costantiniana delle Delegazioni della Sicilia Orientale e della Sicilia Occidentale assume pertanto un particolare valore storico e simbolico. Cavalieri e Dame della Sacra Milizia Costantiniana si incontreranno in un luogo che da quasi nove secoli conserva la memoria di un’altra grande esperienza cavalleresca Cristiana, nella quale la professione della Fede si accompagnava all’assistenza, all’accoglienza e al servizio dei pellegrini.
Foto dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto e Servizio Informatico della Conferenza Episcopale Italiana (Le chiese delle diocesi italiane).
