Supplica

Dittico
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina celebra la Festa di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, e recita la Supplica alla Beata Vergine del Rosario di Pompei

Domenica 4 ottobre 2026, presso la Chiesa della Santissima Trinità-Santuario Diocesano di Maria Santissima Liberatrice in Viterbo, la Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio celebrerà la Santa Messa della prima domenica del mese, nel giorno della Festa di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia. La ricorrenza assume quest’anno un particolare significato: nell’VIII Centenario del Transito del Santo, il 4 ottobre è riconosciuto come festa nazionale con effetti civili, in virtù della legge 8 ottobre 2025, n. 151, entrata in vigore il 1° gennaio 2026.

Alla Festa del Poverello di Assisi si unisce l’appuntamento mariano della prima domenica di ottobre: al termine della Celebrazione Eucaristica, la Delegazione reciterà la Supplica alla Beata Vergine del Rosario di Pompei, in unione spirituale con il Pontificio Santuario della Beata Vergine Maria del Santo Rosario di Pompei.

A Pompei, la solenne Santa Messa sarà presieduta da S.E.R. Mons. Paolo Rudelli, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato della Santa Sede, e concelebrata da S.E.R. Mons. Tommaso Caputo, Arcivescovo Prelato di Pompei e Delegato Pontificio per il Santuario. Alle ore 12.00 sarà recitata la Supplica composta da San Bartolo Longo, che il giorno successivo sarà celebrato per la prima volta come santo e patrono della Città, nel centenario della sua morte. Dopo la visita di Papa Leone XIV dello scorso 8 maggio, lo sguardo e il cuore dei fedeli di tutto il mondo torneranno a rivolgersi alla valle mariana per elevare, nell’«ora del mondo», una preghiera di pace e solidarietà.

La celebrazione offrirà alla Delegazione un momento di comunione ecclesiale, nel segno della testimonianza evangelica di San Francesco e dell’affidamento alla Vergine Maria.

Madonna di Pompei
Real Commissione
Redazione SMOC IT

Pregare col cuore di figli la Madonna di Pompei, compatrona dell’Ordine Costantiniano

Come da tradizione, oggi 8 maggio – il primo di due appuntamenti, l’altro è la Prima Domenica di ottobre – alle ore 12.00 si recita la Supplica alla Madonna di Pompei, celebrazione religiosa tra le più attese in Campania, ma non solo, che si tiene nel Pontificio Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei.

Il culto della Beata Vergine del Rosario di Pompei, o della Madonna di Pompei, nasce alla fine del 1800 ad opera di Bartolo Longo, che mentre si trovava nei campi, udì la Madonna dirgli: “Se propagherai il Rosario sarai salvo” . Il giovane Bartolo Longo rimase scosso da questo messaggio della Madonna, tanto da abbandonare gli ambienti satanici che frequentava e di iniziare la propria opera di diffusione della recita del Santo Rosario.

Domenica 19 ottobre 2025, in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha canonizzato il Beato Bartolo Longo, Fondatore del Santuario di Pompei, delle Opere di carità, della stessa nuova Città di Pompei. Al termine della solenne Santa Messa, il Prelato di Pompei, Arcivescovo Tommaso Caputo, ha espresso la gioia di tutta la famiglia del Santuario e dei devoti della Madonna del Rosario.

I Cavalieri e le Dame del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio invitano a unirvi a loro alle ore 12:00 per un momento di preghiera. Recitano anche il Santo Rosario durante il mese di maggio per la concordia e la pace nel mondo.

Ci affidiamo a lei, chiedendo che con il suo sguardo misericordioso dal trono della clemenza ci protegga e ci custodisca.

«O Augusta Regina delle vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli vostri, che la bontà vostra ha prescelti in questo secolo ad innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai vostri piedi, in questo giorno solennissimo della festa dei novelli vostri trionfi sulla terra degl’idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli vi esponiamo le nostre miserie».