Gran Magistero

Don Vincenzo Capasso Torre
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Redazione SMOC IT

È deceduto Don Vincenzo Capasso Torre, Conte delle Pastene

La Real Deputazione e la Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio annunciano, che è deceduto a Roma, nelle prime ore di questa mattina, 13 maggio 2026, all’età di 95 anni, S.E. Don Vincenzo (Enzo) Maria Giuseppe Francesco Giovanni Nicola Capasso Torre, XVI Conte delle Pastene, V Conte di Caprara, Conte Palatino, Patrizio Napolitano e Patrizio di Benevento.

Fu insignito delle più alte onorificenze cavalleresche e dinastiche: Balì Gran Croce di Giustizia decorato del Collare, la più alta decorazione del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; Cavaliere dell’Insigne Reale Ordine di San Gennaro; Gran Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro; Commendatore con Placca dell’Ordine di San Gregorio Magno; Cavaliere d’Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Ricoprì incarichi di particolare prestigio nel mondo cavalleresco e dinastico. Nel Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio dimostrò rara competenza, capacità organizzative e tratto squisitamente signorile che si rivelò estremamente importante nel relazionarsi con le istituzioni laiche ed ecclesiastiche ai fini del riconoscimento dell’Ordine nei vari ambiti istituzionali. Contribuì in modo significativo alla riorganizzazione e al consolidamento istituzionale dell’Ordine nella seconda metà del Novecento e nei primi decenni del XXI secolo, in qualità di Gran Cancelliere e Presidente della Real Deputazione e della Real Commissione per l’Italia che istituì nella forma attuale, ricoprendone la carica di Presidente fino a quando venne succeduto, su sua indicazione, dal Duca Don Diego de Vargas Machuca.

Sarà ricordato non solo per aver servito con dedizione e professionalità l’Ordine Costantiniano, ma soprattutto per la sua devozione alla Real Casa delle Due Sicilie e alla storia di quel Regno.

SAR il Gran Maestro
Gran Magistero
Redazione SMOC IT

S.A.R. il Gran Maestro inaugura a Madrid il VI Congresso Internazionale sulla Nobiltà dedicato ai “Valori nella Tradizione”

Dal 7 al 9 maggio 2026 si è svolto a Madrid il VI Congresso Internazionale sulla Nobiltà, prestigioso appuntamento di studio e approfondimento dedicato quest’anno al tema Valori nella Tradizione, promosso dalla Real Asociación de Hidalgos de España (Reale Associazione dei Nobili di Spagna) in collaborazione con l’Archivo Histórico de la Nobleza (Archivio Storico della Nobiltà del Ministero della Cultura del Regno di Spagna), l’Instituto Internacional de Genealogía y Heráldica (Istituto Internazionale di Genealogia e Araldica) e la International Commission for Orders of Chivalry (Commissione Internazionale per gli Ordini Cavallereschi).

L’evento, ospitato presso la sede della Reale Associazione dei Nobili di Spagna, ha riunito studiosi, accademici, genealogisti, esperti di araldica e rappresentanti di istituzioni nobiliari provenienti da diversi Paesi, offrendo un autorevole spazio di confronto sui temi della nobiltà, della memoria storica, delle tradizioni dinastiche e cavalleresche e del loro significato nel mondo contemporaneo.

La cerimonia inaugurale è stata presieduta dal Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orleáns, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa delle Due Sicilie, la cui presenza ha conferito particolare solennità al Congresso. Sono intervenuti autorevoli personalità del panorama culturale e scientifico internazionale, tra cui Eduardo Pardo de Guevara y Valdés, Presidente dell’Istituto Internazionale di Genealogia e Araldica; Manuel Pardo de Vera y Díaz, Presidente della Reale Associazione dei Nobili di Spagna; e Maria Loredana Pinotti, Presidente dell’Accademia Internazionale di Genealogia.

Professore Emmanuele Emanuele
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Redazione SMOC IT

Scomparsa del Gran Tesoriere, Prof. Emmanuele Emanuele, Barone di Culcasi

Abbiamo appreso con profonda tristezza la scomparsa di S.E. Prof. Avv. Don Emmanuele Francesco Maria Emanuele Messeri dei Marchesi di Villabianca, Barone di Culcasi, eminente figura del panorama accademico, giuridico ed economico italiano, nonché protagonista di primo piano della vita culturale e filantropica del nostro tempo.

Balì Gran Croce di Giustizia e Gran Tesoriere della Real Deputazione del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, egli ha servito la Sacra Milizia con esemplare dedizione, contribuendo con lungimiranza e integrità alla salvaguardia dei suoi valori spirituali ed etici. La sua appartenenza si è sempre tradotta in un impegno autentico a favore della dignità umana e della tradizione Cristiana europea.

Nato a Palermo nel 1937, esponente di una nobile famiglia siciliana, è stato avvocato cassazionista, docente universitario e studioso di fama internazionale. Ha ricoperto prestigiosi incarichi accademici presso la LUISS Guido Carli, l’Università Europea di Roma e istituzioni straniere, distinguendosi per una produzione scientifica di alto livello nei campi della finanza, del diritto e dell’economia sociale.

Figura centrale della moderna filantropia, ha interpretato la finanza quale strumento al servizio del bene comune, promuovendo, quale Presidente della Fondazione Roma e della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, rilevanti iniziative nei settori sanitario, culturale e sociale. Il suo operato ha inciso profondamente nella promozione della solidarietà, della cultura e della formazione delle nuove generazioni.

Con la sua scomparsa, l’Italia perde un illustre giurista ed economista, ma soprattutto un autentico mecenate contemporaneo, esempio luminoso di impegno civile e umanistico. L’Ordine Costantiniano ne conserva grata memoria, unendosi al cordoglio della famiglia e di quanti ne hanno condiviso il percorso umano e professionale.

Requiescat in pace.

La Resurrezione
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Redazione SMOC IT

Auguri pasquali di S.A.R. il Gran Maestro, con il simbolo della Rinascita nella Resurrezione di Piero della Francesca

Come da tradizione, in occasione della Santa Pasqua, S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa delle Due Sicilie e Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, ha rivolto il suo messaggio augurale, richiamando con parole intense il significato più profondo della Risurrezione: «Auguro che la Vittoria di Cristo risorto infonda in tutti noi la necessaria Speranza per affrontare questo tempo di tribolazione. Con le mie più vive congratulazioni e i miei migliori auguri in questa Pasqua di Risurrezione del Signore».

Un pensiero che si inserisce nel solco della tradizione Cristiana e cavalleresca dell’Ordine, richiamando i valori della Fede, della carità e dell’impegno al servizio del bene comune. La Pasqua, cuore dell’anno liturgico, rappresenta infatti il momento culminante della vittoria della vita sulla morte, della luce sulle tenebre, e diventa oggi più che mai un invito a rinnovare la fiducia e la speranza anche nelle difficoltà del presente.

A suggellare questo messaggio, il biglietto augurale di S.A.R. il Gran Maestro riproduce uno dei capolavori assoluti del Rinascimento italiano: la Resurrezione di Cristo di Piero della Francesca. L’opera, celebre per il suo equilibrio formale e per il potente simbolismo spirituale e civile, diventa così immagine eloquente del mistero pasquale e, insieme, segno di rinascita e di continuità tra Fede, arte e identità culturale.

In questa prospettiva, l’arte si fa linguaggio universale capace di trasmettere il messaggio Cristiano attraverso i secoli, rendendo visibile la speranza della Risurrezione e offrendo una meditazione profonda sul significato della vita e della storia.

Santo Calice
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Redazione SMOC IT

La Delegazione Castiglia-La Mancia e Murcia dell’Ordine Costantiniano in Spagna ha promosso ad Albacete la Conferenza su “Il Calice dell’Ultima Cena”

Si è svolta nella Sala Plenaria del Municipio Vecchio di Albacete in Spagna la Conferenza intitolata “Il Calice dell’Ultima Cena”, iniziativa promossa dal Consiglio delle Confraternite della Settimana Santa di Albacete e dalla Delegazione di Castiglia-La Mancia e Murcia della Commissione per il Regno di Spagna del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. La Conferenza si inserisce nel ciclo di attività culturali e formative organizzate nell’ambito delle celebrazioni della Settimana Santa di Albacete, con l’obiettivo di promuovere e approfondire i valori della Fede, della speranza e della carità Cristiana.

La Conferenza ha assunto un particolare rilievo, anche alla luce del Terzo Anno Giubilare del Santo Calice, conservato nella Cattedrale di Valencia, dal 30 ottobre 2025 al 29 ottobre 2026, Nel 2015 Papa Francesco ha infatti concesso alla Città di Valencia la facoltà di celebrare ogni cinque anni un Anno Santo Giubilare dedicato al Santo Calice, rendendola una delle sette città giubilari del mondo (Valencia, Santiago de Compostela, Camaleño, Urda, Caravaca de la Cruz, Roma e Gerusalemme) e consentendo ai pellegrini di ottenere l’indulgenza plenaria. In occasione dell’apertura dell’Anno Giubilare 2026, l’Arcivescovo metropolita di Valencia, S.E.R. Mons. Enrique Benavent Vidal, ha ricordato che «il Santo Calice è un segno di comunione che invita all’unità e al dialogo».

La Conferenza è stata tenuta dal divulgatore scientifico Luis Mira Seller, Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano, Segretario del Consiglio direttivo delle Confraternite della Settimana Santa di Novelda nella Provincia di Alicante, Membro del Centro Spagnolo di Sindonologia e studioso di alcuni dei grandi misteri dell’Umanità: la Sacra Sindone di Torino, il Sudario di Oviedo e il Santo Calice di Valencia.

Stemma Don Pedro
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Redazione SMOC IT

Messaggio di vicinanza e solidarietà di S.A.R. il Gran Maestro alle popolazioni colpite dal ciclone Harry nell’Italia meridionale

Messaggio di S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans
Duca di Calabria, Conte di Caserta
Capo della Real Casa delle Due Sicilie
Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

A nome dell’intera mia Famiglia e mio personale desidero esprimere la Nostra più accorata vicinanza alle popolazioni della costa Ionica della Sicilia, della Calabria e della Sardegna, drammaticamente colpite dalla violenta furia distruttrice del ciclone dei giorni scorsi.

L’ingente danno cagionato a luoghi e cose che grazie al Cielo ha risparmiato la vita umana é indubbiamente drammatico, ma confido che l’operosa robusta volontà dei Siciliani, dei Calabresi e dei Sardi, non priva del doveroso supporto delle Istituzioni competenti, saprà in breve tempo ripristinare la magica bellezza di quei luoghi a Noi tanto cari.

Da parte mia assicuro, tramite i rappresentanti dell’Ordine Costantiniano, la disponibilità a un supporto tangibile alle popolazioni colpite, specialmente di quanti si trovano in condizioni di indigenza e dovranno fronteggiare le più basilari necessità, disponendo sin d’ora che possano essere destinati ai più bisognosi concreti aiuti materiali.

Garantendo a tutti la vicinanza nella preghiera, invocando sulle amate terre di Sicilia, Calabria e Sardegna la celeste protezione della Vergine Santissima e l’intercessione dei gloriosi Santi Patroni, prima tra tutti Sant’Agata, auspico che presto ritorni la serenità nelle menti e la speranza nei cuori, così da poter dimostrare ancora una volta, come già tante volte nella storia, quanta forza risiede tra la Nostra amata gente.

Madrid, 23 de gennaio 2026

Pedro
Duque de Calabria

Principessa Irene
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Redazione SMOC IT

Il cordoglio di S.A.R. il Gran Maestro per la scomparsa di S.A.R. la Principessa Irene di Grecia e Danimarca

Il Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa delle Due Sicilie ha appreso con profonda tristezza della scomparsa di S.A.R. la Principessa Irene di Grecia e Danimarca, Dama Gran Croce di Giustizia dell’Ordine Costantiniano,

Nell’esprimere le sue condoglianze, S.A.R. il Gran Maestro si unisce alle preghiere per il suo riposo eterno.

La Principessa Irene si è spenta a 83 anni il 15 gennaio 2026 nel palazzo reale de la Zarzuela a Madrid, dove sua sorella, S.M. la Regina Sofia di Spagna la ospitava da tempo.

La cappella funebre è stata allestita nel palazzo reale de la Zarzuela, riservata ai familiari.

Oggi 17 gennaio 2026, LL.LL.MM. il Re Felipe VI e la Regina Letizia, S.M. la Regina Sofia, le LL.AA.RR. la Principessa delle Asturie Leonor, le Infante Sofia, Elena, Cristina e Margherita, S.A.R. la Principessa Alessia di Grecia e Don Carlos Morales, le LL.AA.RR. i Principi Costantino e Kirill di Bulgaria, hanno partecipato al funerale della Principessa Irene presso la cattedrale ortodossa di Sant’Andrea e San Demetrio a Madrid.

Mons. Del Rio Alba
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Il Messaggio per Natale del Cappellano Maggiore della Real Commissione per il Perù dell’Ordine Costantiniano

Condividiamo, nella nostra traduzione dallo spagnolo della trascrizione, il Messaggio di Natale del Cappellano Maggiore della Real Commissione per il Perù del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, S.E.R. Mons. Javier Augusto Del Río Alba, Arcivescovo metropolita di Arequipa, Cappellano Gran Croce di Merito, che invita a vivere l’evento più importante della storia: «Dio che si fa uomo, Dio che ha creato tutto ciò che esiste, l’Incommensurabile, Colui che tutta la creazione non può contenere, si fa piccolo come un bambino fragile, un bambino indifeso, un bambino bisognoso di cure e protezione».

Mons. Del Río Alba invita a vivere la nascita di Gesù con fede, speranza e amore, rinnovando i cuori e rafforzando così la fraternità, e incoraggiando a essere luce per gli altri: «Come non ringraziare Dio per averci fornito ciò di cui abbiamo bisogno per essere strumenti del Suo amore, aiutando chi è nel bisogno, le famiglie, i bambini e i giovani che attraversano momenti difficili? Come non ringraziare Dio per le opere compiute attraverso di noi qui in Perù, e come non ringraziare Dio perché questo Natale vuole tornare ancora una volta nei nostri cuori e nelle nostre case? Vi invito tutti, nell’amore che ci unisce nel nostro Ordine di San Giorgio, ad aprire spalancando le porte dei vostri cuori e delle vostre case a Cristo».

Sono parole – in cui risuona il pensiero di Sant’Agostino, Tutta la nostra occupazione sarà la lode di Dio. E cosa loderemo se non ciò che ameremo? E null’altro ameremo se non ciò che vedremo – rivolte ai Confratelli e alle Consorelle in Perù, ma che vanno ascoltate anche dai membri dell’Ordine Costantiniano in Italia.

Immacolata Concezione
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Redazione SMOC IT

La solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria e la dinastia dei Borbone. Un legame antico

La devozione all’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria ha una lunga tradizione. Nella penisola iberica è presente a partire dal VII secolo. Tuttavia, fu solo l’8 dicembre 1854 che Papa Pio IX con la Bolla Ineffabilis Deus, sulla base di una dottrina di antica tradizione, solennemente definì come dogma di fede che la Beata Vergine Maria, veramente piena di grazia e benedetta tra le donne, in vista della nascita e della morte salvifica del Figlio di Dio, fu sin dal primo momento della sua concezione, per singolare privilegio di Dio, preservata immune da ogni macchia della colpa originale. La ricorrenza dell’Immacolata Concezione, una delle più importanti feste mariane della Chiesa Cattolica Romana, celebrata nove mesi prima della Natività della Beata Vergine Maria, che si celebra l’8 settembre, fu solennizzata per la prima volta come giorno di precetto da Papa Clemente XI il 6 dicembre 1708 con la Bolla Commissi nobis divinitus. Nel 1643, due secoli prima della definizione del dogma, l’Immacolata Concezione fu dichiarata principale patrona di tutto il Regno di Sicilia dal Viceré Don Juan Alfonso Henriquez de Cabrera, Almirante di Castiglia. Successivamente, il Re Carlo di Borbone, fervente credente e promotore della devozione all’Immacolata, il culto mariano a cui la dinastia dei Borbone e il popolo delle Due Sicilie era molto legata, ne favorì ancora di più la venerazione, in qualità di Re delle Due Sicilie (Rex utriusque Siciliae), in unione personale tra i Regno di Sicilia e di Napoli, dal 3 luglio 1735 al 10 agosto 1759.