Dalle Delegazioni

Cristo Morto e Addolorata
Delegazione Umbria
Redazione SMOC IT

Stat Crux. La Delegazione Umbria alla solenne Processione del Cristo Morto a Terni: Fede, tradizione e testimonianza nel Venerdì Santo

La Fede e la tradizione popolare della Settimana Santa trovano il loro apice nelle sacre rappresentazioni e nei riti religiosi, in particolare nel Venerdì Santo, giorno in cui si rievocano la Passione e la morte di Cristo. Ogni paese, città e comunità parrocchiale celebra la Passio attraverso molteplici forme espressive, tramandate nel tempo.

Il Venerdì Santo 3 aprile 2026, secondo giorno del Triduo Pasquale, a Terni è stata svolta alle ore 20.30 la tradizionale Processione del Cristo Morto, che culmina le celebrazioni della Passione e della morte di Gesù, presieduta da S.E.R. Mons. Francesco Antonio Soddu, Arcivescovo metropolita eletto di Sassari.

A questo intenso momento di Fede e tradizione ha partecipato la comunità, con i sacerdoti delle parrocchie di Terni Centro e rappresentanze del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, accompagnando la statua del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, dalla chiesa di San Francesco, lungo le vie centrali della città, passando per piazza della Repubblica, fino alla Cattedrale di Maria Assunto.

La Processione “aux flambeaux” del Venerdì Santo ripercorre le sofferenze di Cristo sulla croce, richiamando al contempo le sofferenze di quanti, ancora oggi, sono segnati dal dolore e dalle difficoltà del mondo contemporaneo, con la recita di preghiere di invocazione perché cessino barbarie e violenze dei nostri giorni, la lettura di brani del Vangelo e canti.

Ultima Cena
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina alla Messa in Coena Domini a Viterbo

Con il Giovedì Santo si apre il Triduo Pasquale, il cuore dell’anno liturgico, in cui la Chiesa commemora la Passione, la Morte e la Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, il cui culmine si raggiunge nella solenne Veglia Pasquale, per concludersi con i Secondi Vespri della Domenica di Risurrezione. Il Triduo Pasquale rappresenta il centro della vita Cristiana: memoriale vivo dell’amore di Cristo che, come ricorda Sant’Agostino, non si esaurisce nella morte ma si manifesta pienamente proprio nel dono totale di sé. «Li amò sino alla fine» (Gv 13,1) significa infatti che l’amore lo condusse fino al sacrificio supremo.

Secondo la tradizione, Giovedì Santo 2 aprile 2026, dopo la recita del Santo Rosario alle ore 18.00, una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, ha partecipato alle ore 18.30, presso la chiesa della Santissima Trinità-santuario cittadino di Maria Santissima Liberatrice in Viterbo, chiesa di riferimento della Delegazione alla celebrazione della Messa vespertina in Coena Domini.

La solenne Santa Messa, che celebra l’istituzione della Santissima Eucaristia e del Sacerdozio, è stata presieduta dal Parroco Padre Giuseppe Cacciotti, O.S.A., concelebranti il Priore Padre Vito Maria Logoteto, O.S.A., e il Vice Parroco Padre Josef Ita, O.S.A., accompagnati da scelti brani in gregoriano.

Come ogni anno, insieme ad altri membri della comunità parrocchiale, due Cavalieri Costantiniani sono stati scelti per il rito della lavanda dei piedi: il Vice Delegato Dott. Sandro Calista, Cavaliere de Jure Sanguinis, e il Dott. Andrea De Simone, Cavaliere di Merito.

Copertina
Delegazione Toscana
Redazione SMOC IT

Il ritiro pre-pasquale della Delegazione Toscana a Cascia di Reggello, tra storia, arte, cultura e preghiera

Una rappresentanza della Delegazione della Toscana del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato, Dott. Massimo Planera, Cavaliere Gran Croce di Merito, ha partecipato sabato 14 marzo 2026 a un incontro a Cascia di Reggello, nella Città Metropolitana di Firenze, in Diocesi di Fiesole.

La significativa e partecipata giornata ha avuto inizio con la visita al Museo Masaccio, adiacente alla Pieve dei Santi Pietro e Paolo, dove è custodita una delle opere più rilevanti per la storia della prospettiva, densa di simbolismo Cristiano: il Trittico di San Giovenale di Masaccio. L’opera, datata 1422, quando l’artista aveva circa ventuno anni, presenta elementi fortemente innovativi per l’epoca ed è considerata il più antico esempio noto dell’uso della prospettiva geometrica nella pittura rinascimentale.

La visita è stata guidata dal novantenne Don Ottavio Failli, già parroco della Pieve, figura storica della comunità di Cascia di Reggello, cresciuto accanto a questa opera, ritenuta la prima del Masaccio e riscoperta solo in tempi relativamente recenti.

Successivamente, presso la sala parrocchiale, dopo i saluti introduttivi del Delegato e del Presidente dell’Accademia di Marina dei Cavalieri di Santo Stefano, Prof. Marco Gemignani, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, si è svolto un momento culturale dedicato alla storia della misurazione del tempo e ai suoi legami con la religione. L’incontro è stato curato da Damiano Landi, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, con l’intervento del Prof. Giovanni Cipriani, Accademico dei Georgofili, Cavaliere di Merito e docente di Storia Moderna presso l’Università di Firenze.

Prima della Celebrazione Eucaristica nella Pieve dei Santi Pietro e Paolo, notevole esempio di architettura romanica del XII secolo nel Valdarno Superiore, Don Ottavio Failli ha illustrato le principali caratteristiche architettoniche dell’edificio, offrendo anche cenni storici sull’antica chiesa.

Foto di copertina con i monasteri
Delegazione Roma e Città del Vaticano
Redazione SMOC IT

La Delegazione Roma e Città del Vaticano in ritiro spirituale pre-pasquale al Sacro Speco di Subiaco

Sabato 28 marzo 2026 la Delegazione di Roma e Città del Vaticano del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha svolto il tradizionale ritiro spirituale in preparazione alla Santa Pasqua presso il suggestivo santuario del Sacro Speco di Subiaco, luogo di straordinaria spiritualità benedettina immerso nella natura del Parco Regionale dei Monti Simbruini. Il complesso monastico di Subiaco, costituito dal monastero di San Benedetto e dal monastero di Santa Scolastica, rappresenta uno dei centri più importanti della spiritualità occidentale, non solo per il suo valore religioso ma anche per il ricco patrimonio artistico e culturale che custodisce.

Accolti da Dom Maurizio, OSB, Coordinatore delle visite guidate della comunità benedettina, i partecipanti hanno iniziato il ritiro alle ore 11.00 con la visita al monastero di San Benedetto, accompagnata da una guida specializzata. È seguita, alle ore 12.00, una riflessione spirituale in preparazione alla Santa Pasqua, guidata dal Cappellano di Delegazione, Mons. Carlo Dell’Osso, Cappellano di Giustizia e Cappellano Capo per il Centro Italia della Real Commissione per l’Italia. Alle ore 13.00 i partecipanti si sono ritrovati per il pranzo conviviale presso la foresteria di Santa Scolastica, fruendo delle primizie e dei sapori della cucina sublacense. Nel pomeriggio, alle ore 15.00, è stato volta una visita guidata al monastero di Santa Scolastica, anch’essa condotta da una guida specializzata messa a disposizione dalla comunità benedettina.

La storia dei monasteri sublacensi è antichissima. San Gregorio Magno, nei suoi Dialoghi, racconta che San Benedetto fondò nella valle dodici cenobi. Fondato all’inizio del VI secolo, Subiaco continua ancora oggi ad essere una meta privilegiata per quanti desiderano seguire l’invito del santo patriarca del monachesimo occidentale a “cercare Dio”, nella preghiera e nel silenzio della tradizione monastica, all’interno di un complesso architettonico di straordinaria armonia tra natura e costruzione umana.

Corona
Delegazione Napoli e Campania
Redazione SMOC IT

Gala di beneficenza “La Corona che si fa Carità” a Santa Chiara in Napoli. La Storia che torna a farsi Presenza, respira e interpella

Sabato 27 marzo 2026, nello splendido complesso monumentale di Santa Chiara, luogo di straordinaria spiritualità e profonda tradizione storica nel cuore di Napoli, si è svolta una serata memorabile all’insegna dell’eleganza, della storia e della solidarietà. Il Real Circolo Francesco II di Borbone ha organizzato un Gala di beneficenza intitolato La Corona che si fa Carità, con l’esposizione della Corona di Re Carlo di Borbone. I fondi raccolti durante l’evento saranno destinati al progetto Regalo Sospeso di UNICEF Italia, a favore dei bambini ricoverati negli ospedali pediatrici della Regione Campania e dei programmi educativi promossi dall’organizzazione nel mondo. La corona, che un tempo sanciva il dovere del Sovrano verso il proprio popolo, il 27 marzo è tornata a Napoli per proteggere idealmente i suoi figli più fragili.

All’evento – che è stato onorato dalla presenza di illustri personalità del mondo istituzionale, culturale e nobiliare – ha partecipato anche la Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, che ha concesso il proprio patrocinio all’iniziativa, contribuendo a sottolinearne il valore e il significato.

Per un’occasione così significativa, dedicata alla solidarietà e all’attenzione verso i più bisognosi, la Corona di Re Carlo di Borbone è tornata simbolicamente nella città che fu culla del Regno delle Due Sicilie. Non quale espressione di fasto né richiamo nostalgico al passato, bensì come gesto concreto di generosità.

La Corona – emblema di sovranità, continuità e responsabilità – è stata esposta, per la prima volta, quale strumento di beneficenza concreta: un atto senza precedenti, un unicum, capace di elevare il simbolo alla sua funzione più alta. Vi sono simboli che appartengono alla Storia; e vi sono momenti in cui la Storia torna a farsi Presenza, respira e interpella.

Bandiera della Delegazione della Sicilia Orientale
Delegazione Sicilia Orientale
Redazione SMOC IT

Le Sezioni di Messina, Enna e Catania della Delegazione Sicilia Orientale celebrano la Domenica delle Palme e della Passione del Signore

Le Sezioni delle Province di Enna e di Messina della Delegazione della Sicilia Orientale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio si sono riuniti per il terzo incontro mensile, culminati nella celebrazione della solennità della Domenica delle Palme e della Passione del Signore.

Sabato 28 marzo 2026 è stata celebrata la solenne Santa Messa vespertina delle Palme, alle ore 17.30 presso la chiesa San Giuseppe al Palazzo di Messina, chiesa di riferimento per la Sezione, esempio di architettura religiosa tardo-barocca siciliana, dove gli interni, impreziositi da decorazioni di gusto classico, e l’altare favoriscono il silenzio orante e la preghiera.

Domenica 29 marzo 2026 è stata celebrata la solenne Santa Messa delle Palme, alle ore 10.30 presso il santuario di San Giuseppe di Enna, chiesa di riferimento per la Sezione, caratterizzato da un’architettura di sobria monumentalità e da interni ampi e luminosi che valorizzano la centralità dell’azione liturgica.

Questa festa segna l’inizio della celebrazione della Settimana Santa, in cui la Chiesa ricorda gli ultimi giorni della vita terrena di Cristo, fino alla Resurrezione della Domenica di Pasqua. In essa si narra l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, acclamato come un re.

“Il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: ‘Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!’. Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: ‘Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto sopra un puledro d’asina’” (Gv 12,12-15).

Colomba con rama d'ulivo
Delegazione Marche e Romagna
Redazione SMOC IT

La Delegazione Marche e Romagna partecipa alla celebrazione dei Precetti Pasquali Interforze ad Ascoli Piceno e a Pesaro

Nel mese di marzo 2026, la Delegazione delle Marche e Romagna del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha preso parte, su invito dei Comandanti dei Reggimenti dell’Esercito Italiano, ai tradizionali Precetti Pasquali Interforze svoltisi ad Ascoli Piceno e a Pesaro. Tali celebrazioni, che precedono le festività pasquali, rappresentano un momento di profonda riflessione spirituale, condivisione e rafforzamento dello spirito di servizio per le Forze Armate, le Forze di Polizia, i Vigili del Fuoco e le realtà del volontariato. In entrambe le occasioni è emersa con particolare evidenza l’importanza della collaborazione tra istituzioni civili e militari, unite nel comune impegno a favore della pace e del sostegno alla comunità, soprattutto nei momenti di emergenza e nelle situazioni di maggiore fragilità sociale.

La partecipazione della Delegazione ha testimoniato in modo significativo la vicinanza della Sacra Milizia al mondo militare e istituzionale, valorizzando i principi di Fede, servizio e solidarietà che ne ispirano l’azione e che trovano nella partecipazione alla celebrazione dei Precetti Pasquali una concreta espressione.

La presenza attiva dei rappresentanti della Delegazione delle Marche e Romagna ha contribuito a rinsaldare i rapporti con le autorità locali e con i vertici delle Forze Armate, confermando il ruolo dell’Ordine quale realtà impegnata nella promozione dei valori Cristiani e nella costruzione di un dialogo costante tra istituzioni e comunità.

Le celebrazioni si sono svolte in un clima di intensa partecipazione e raccoglimento, offrendo ai partecipanti un’importante occasione di meditazione sul significato del servizio e della responsabilità verso il bene comune.

Foto di gruppo
Delegazione Sicilia Occidentale
Redazione SMOC IT

La Delegazione Sicilia Occidentale celebra la Domenica delle Palme e della Passione del Signore presso l’Oratorio delle Dame a Palermo

Domenica 29 marzo 2026, una rappresentanza della Delegazione della Sicilia Occidentale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio si è riunita presso l’Oratorio della Congregazione delle Dame del Giardinello al Ponticello a Palermo, per partecipare alla celebrazione della solennità della Domenica delle Palme e della Passione del Signore.

Questa festa segna l’inizio della celebrazione della Settimana Santa, in cui la Chiesa ricorda gli ultimi giorni della vita terrena di Cristo, fino alla Resurrezione della Domenica di Pasqua. In essa si narra l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, acclamato come un re.

“Il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: ‘Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!’. Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: ‘Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto sopra un puledro d’asina’” (Gv 12,12-15).

Noi la chiamiamo comunemente Domenica delle Palme, ma la definizione più corretta è Domenica della Passione del Signore, perché è l’inizio della “grande settimana”. Vi troviamo il racconto dell’arrivo di Gesù a Gerusalemme tra la folla festante: rappresenta, infatti, l’ultimo momento di gioia prima della crocifissione. Ad accoglierlo sono soprattutto i bambini, che non si chiedono chi sia, ma lo osannano suscitando l’indignazione di scribi e farisei.

Alle ore 11.00 si è svolta la Benedizione delle palme e dei ramoscelli di ulivo, seguita dalla Processione e dalla Celebrazione Eucaristica, presiedute da Padre Pierluigi De Lucia, SI.

Copertina
Delegazione Sicilia Orientale
Redazione SMOC IT

La Delegazione Sicilia Orientale partecipa al solenne Pontificale della Domenica delle Palme e della Passione del Signore a Modica

Domenica 29 marzo 2026, una rappresentanza della Delegazione della Sicilia Orientale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha partecipato alla celebrazione della solennità della Domenica delle Palme e della Passione del Signore a Modica nel Libero consorzio comunale di Ragusa e Diocesi di Noto, iniziata alle ore 10.45 presso A tribunedda con la benedizione delle palme e dei ramoscelli d’ulivo, seguita dalla processione verso la chiesa del Santissimo Redentore in Quantarella nella campagna modicana, per la celebrazione del solenne Pontificale, presieduto alle ore 11.00 dal Parroco Don Fulvio Moltisanti.

Questa festa segna l’inizio della celebrazione della Settimana Santa, in cui la Chiesa ricorda gli ultimi giorni della vita terrena di Cristo, fino alla Resurrezione della Domenica di Pasqua. In essa si narra l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, acclamato come un re.

“Il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: ‘Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!’. Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: ‘Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto sopra un puledro d’asina’” (Gv 12,12-15).

Noi la chiamiamo comunemente Domenica delle Palme, ma la definizione più corretta è Domenica della Passione del Signore, perché è l’inizio della “grande settimana”. Vi troviamo il racconto dell’arrivo di Gesù a Gerusalemme tra la folla festante: rappresenta, infatti, l’ultimo momento di gioia prima della crocifissione. Ad accoglierlo sono soprattutto i bambini, che non si chiedono chi sia, ma lo osannano suscitando l’indignazione di scribi e farisei.