Dalle Delegazioni

Delegazione Liguria
Redazione SMOC IT

La Delegazione Liguria partecipa alla Santa Messa in Coena Domini nella Cattedrale di Genova

Giovedì Santo 2 aprile 2026 alle ore 17.00, a Genova nella cattedrale dedicata a San Lorenzo, patrono della Città insieme a San Giorgio, San Giovanni Battista e San Sebastiano, l’Arcivescovo metropolita di Genova, Mons. Marco Tasca, OFM Conv., ha presieduto la solenne Santa Messa in Coena Domini, che celebra l’istituzione della Santissima Eucaristia e del Sacerdozio, concelebranti i Canonici del Capitolo della Cattedrale.

Su invito di Mons. Gianluigi Ganabano, Maestro delle Celebrazioni Liturgiche dell’Arcivescovo, Prefetto e Canonico Effettivo del Capitolo della Chiesa Metropolitana, hanno partecipato delle rappresentanze degli ordini equestri religiosi e dinastici: del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato per la Liguria, Nob. Luigi Filippo Granello di Casaleto, Cavaliere di Giustizia; degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, guidata dal Delegato per la Liguria; dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, guidata dal Preside Regionale; e del Sovrano Militare Ordine di Malta, guidata dal Delegato Regionale.

Prima della Celebrazione Eucaristica, l’Arcivescovo Marco Tasca ha ricevuto in sacrestia i Cavalieri e Dame degli ordini equestri, rivolgendo loro un saluto, con l’invito a perseverare nella condivisione e comunità Cristiana, anche tra i membri degli Ordini Cavallereschi, nell’intento di incentivare e migliorare i rapporti di conoscenza ed amicizia esistenti.

Il Sacro Rito ha segnato l’inizio del Triduo Pasquale, seguita in serata dalla tradizionale processione delle Confraternite nelle chiese del centro storico, con la sosta agli altari della reposizione.

Copertina
Delegazione Triveneto ed Emilia
Redazione SMOC IT

L’incontro a Trieste in preparazione alla Santa Pasqua della Delegazione Triveneto ed Emilia

Il 28 marzo 2026, Sabato della V Settimana di Quaresima, Sabato di Lazzaro nella liturgia bizantina, il giorno prima dell’inizio della Settimana Santa con la Domenica delle Palme, Commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme, la Delegazione del Triveneto ed Emilia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha svolto un incontro presso la basilica cattedrale di San Giusto Martire di Trieste in preparazione alla Santa Pasqua. È il Sabato di Lazzaro nella liturgia bizantino, perché celebra la resurrezione di Lazzaro di Betania, narrata nel Vangelo secondo Giovanni (Gv 11,1-45).

Dalla Prima Lettura, dal libro del profeta Ezechiele (Ez 37,21-28), è giunta la promessa del Signore del ritorno alla Terra dei Padri, mentre il brano del Vangelo secondo Giovanni (Gv 11,45-56) ha additato la missione di Gesù nella profezia involontaria di Caifa: morire, lui solo, per ricomporre ciò ch’è diviso. racconta che i capi dei sacerdoti e i farisei si ritrovano per discutere di Gesù, il quale costituisce un problema. Egli è realmente un rischio per il mantenimento dei delicati equilibri con l’invasore romano. Gli ebrei mal sopportano la presenza di un popolo straniero nella loro casa e non aspettano altro che un motivo per ribellarsi. E se fosse Gesù a guidare la rivoluzione? È necessario sbarazzarsene. Si pensa di eliminare il problema della rivolta eliminando una persona; si vede in Gesù un sovversivo, un nemico dell’ordine pubblico, lo dimostra andando alla festa, nell’esporsi alla cattura che spezza la dinamica sopra indicata: non è un ribelle, è solo Figlio. E quello che vuole fare il Figlio è annunciare l’amore del Padre. È l’amore ad essere sovversivo perché accoglierlo fa svelare le ambiguità del nostro cuore, porta alla luce le zone oscure che hanno bisogno di essere guarite. È per annunciare questo amore che guarisce che Gesù è disposto a giocarsi la vita. Interamente e solo per amore. “Non verrà alla festa?” Egli verrà alla festa: l’importante è che ci trovi pronti, con le lampade accese, i fianchi cinti e il bastone in mano, per camminare speditamente verso di Lui e con Lui.

Cardinal Pizzaballa con la croce
Delegazione Puglie e Basilicata
Redazione SMOC IT

Gratitudine dal Patriarcato Latino di Gerusalemme per la Missione di Carità di Natale 2025 della Delegazione Puglie e Basilicata

Un significativo riconoscimento di comunione ecclesiale e di concreta solidarietà giunge dalla Terra Santa alla Delegazione delle Puglie e Basilicata del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Con lettera datata 31 marzo 2026, Sua Beatitudine il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, S.Em.R. il Signor Cardinale Pierbattista Pizzaballa, OFM, ha espresso il proprio sentito ringraziamento alla Delegazione, tramite il Cappellano Capo della Delegazione, Mons. Giovanni Pistillo, Cappellano di Merito con Placca d’Argento, per un contributo destinata alle opere caritative del Patriarcato Latino di Gerusalemme, raccolto durante le festività natalizie 2025 nell’ambito della Missione di Carità pro Terra Santa della Delegazione.

La donazione rappresenta un gesto di attenzione concreta verso le comunità Cristiane di Betlemme e dell’intera regione, particolarmente provate dalle difficoltà del tempo presente. L’iniziativa si inserisce nel solco delle attività caritative promosse dalla Delegazione, che già negli anni precedenti ha sostenuto la Terra Santa con analoghe azioni di solidarietà, unite a momenti di spiritualità e vicinanza fraterna.

Nella sua lettera, Sua Beatitudine il Patriarca sottolinea come tale gesto costituisca un segno tangibile di premurosa attenzione verso i più bisognosi, auspicando che la grazia del mistero pasquale possa sostenere e illuminare ogni impegno quotidiano, rafforzando vincoli di autentica fraternità e comunione solidale.

La lettera di ringraziamento testimonia ancora una volta il valore delle opere caritative dell’Ordine Costantiniano, che attraverso le proprie Delegazioni continua a promuovere iniziative di sostegno concreto alle comunità Cristiane nei luoghi della Fede, rendendo viva la missione di carità e testimonianza evangelica che lo contraddistingue.

Processione del Cristo Morto
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

Stat Crux. La Delegazione Tuscia e Sabina alla solenne Processione del Cristo Morto a Civita Castellana

Come da tradizione, la Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato, Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, ha partecipato alle ore 21.00 di Venerdì Santo 3 aprile 2026 a Civita Castellana, alla solenne Processione del Cristo Morto, uno degli appuntamenti più intensi e suggestivi della Settimana Santa. Il corteo religioso, presieduto dal Vescovo di Civita Castellana, S.E.R. Mons. Marco Salvi, si è mosso dopo la celebrazione della Parola del Signore di San Benedetto dalla basilica cattedrale di Santa Maria Maggiore, percorrendo le strade del centro storico, seguita dai fedeli, con l’intervento delle autorità civili e militari.

Nel territorio della Tuscia, in questa stessa giornata, si svolgono tradizionalmente analoghe celebrazioni anche in altre località, tra cui Orte, Bagnoregio e Viterbo, a testimonianza di una devozione profondamente radicata nella Fede e nella cultura del territorio.

La Processione del Cristo Morto, nel contesto della Diocesi di Civita Castellana, rappresenta un momento centrale di spiritualità e partecipazione comunitaria. Il corteo religioso, caratterizzato da un clima di raccoglimento, silenzio e preghiera, attraversa le vie del centro storico in un percorso ampio e altamente scenografico, coinvolgendo il Capitolo della Cattedrale, le Confraternite, le autorità religiose e civili, insieme a una numerosa presenza di fedeli. I partecipanti accompagnano i simboli della Passione, la statua del Cristo Morto e quella della Madonna Addolorata, in un’esperienza di forte intensità emotiva e spirituale.

Al termine del Sacro Rito, Mons. Salvi ha tenuto una meditazione sul significato del rito del Venerdì Santo, partendo dall’immagine del corpo del Cristo Morto che è passata «per le nostre strade. Come a dire: uomo, dove muori tu, sappi che sono morto e muoio anche io».

Via Crucis
Delegazione Marche e Romagna
Redazione SMOC IT

La Delegazione Marche e Romagna partecipa alla tradizionale Via Crucis cittadina a Ravenna, una preghiera popolare e comunitaria per la pace

Venerdì Santo “Passione del Signore, 3 aprile 2026, una rappresentanza della Delegazione delle Marche e Romagna del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha preso parte a Ravenna alle ore 20.30 alla tradizionale processione della Via Crucis cittadina presieduta dall’Arcivescovo metropolita di Ravenna-Cervia, Mons. Lorenzo Ghizzoni, unitamene a rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Il rito devozionale della Via Crucis, che ci fa ripercorrere in 14 stazioni il cammino di Gesù dal luogo della sua condanna fino a quello della sua crocifissione sul Calvario e della sua sepoltura, che è anche il luogo della sua risurrezione, si sviluppa in forma strutturata tra il XIV e il XV secolo, grazie soprattutto ai frati francescani i quali, dopo aver ottenuto la Custodia dei Luoghi Santi, contribuirono a diffondere la memoria del cammino doloroso di Gesù. Le prime stazioni venivano spesso rappresentate con immagini o croci lungo i muri delle chiese o nei chiostri. Il numero e l’ordine delle stazioni si stabilizza nel XVII secolo.

Ancora oggi la Via Crucis, la pia pratica della recita e della contemplazione dei misteri della Passione del Signore, è una delle forme di devozione più presenti durante la Quaresima, e in particolare il Venerdì Santo, il secondo giorno del Triduo pasquale.

Considerata la missione che l’Ordine Costantiniano si propone di Glorificazione della Croce, Propaganda della Fede e difesa della Santa Romana Chiesa, la Presidenza della Real Commissione per l’Italia ha annoverato al primo posto delle attività da conseguire nelle Delegazioni, il pio esercizio della Via Crucis, specialmente nel tempo di Quaresima, come testimonianza di Fede e di speranza.

Sacri Vasi di Mantova
Delegazione Lombardia
Redazione SMOC IT

Il Venerdì Santo a Mantova: la Delegazione Lombardia in preghiera dinanzi al Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo

Nel cuore della Settimana Santa, Mantova ha rinnovato una delle sue tradizioni più solenni e identitarie, custodita nei secoli come segno vivo della Fede nel mistero della Redenzione. Venerdì Santo 3 aprile 2026, nella suggestiva cornice della Basilica Concattedrale di Sant’Andrea, nel pomeriggio è stata aperta l’urna dei Sacri Vasi del Preziosissimo Sangue, poi esposti in basilica con a seguire la Via Crucis. Alle ore 21.00 è stata celebrata la Passione di Nostro Signore, presieduta dal Vescovo di Mantova, S.E.R. Mons. Marco Busca, seguita dall’antica e toccante Processione cittadina dei Sacri Vasi, che custodiscono la reliquia del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo.

In questo contesto di profonda spiritualità e devozione, si inserisce la significativa partecipazione, su invito dell’ordinario diocesana, di una rappresentanza della Sezione di Mantova/Cremona della Delegazione della Lombardia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

L’Ordine Costantiniano, che annovera tra le sue finalità la Glorificazione della Croce, fedele alla propria missione di testimonianza Cristiana e di servizio alla Chiesa, si unisce così alla comunità ecclesiale in uno dei momenti più intensi dell’anno liturgico, rendendo omaggio a una delle reliquie più preziose della Cristianità.

Il culto del Preziosissimo Sangue, infatti, richiama il mistero del sacrificio redentore di Cristo, fonte di salvezza, purificazione e vita nuova per l’umanità. Attraverso la partecipazione di una rappresentanza alla Celebrazione della Passione di Nostra Signore e alla Processione dei Sacri Vasi, la Delegazione della Lombardia ha rinnovato il proprio impegno spirituale, ponendosi in continuità con una tradizione che, a Mantova, affonda le radici nei primi secoli Cristiani e si è sviluppata grazie alla custodia dei Sacri Vasi, segno tangibile della Passione del Signore e della Fede di un popolo.

Celebrazione
Delegazione Sicilia Occidentale
Redazione SMOC IT

Stat Crux. La Delegazione Sicilia Occidentale in vista a Sciara nel Venerdì Santo

Il Venerdì Santo rappresenta uno dei momenti più intensi e significativi dell’anno liturgico, in cui Fede, tradizione e identità comunitaria si intrecciano in riti carichi di spiritualità. In questo contesto si inserisce la visita, avvenuta il 3 aprile 2026, di una rappresentanza della Delegazione della Sicilia Occidentale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio a Sciara, piccolo centro della città metropolitana di Palermo, profondamente legato alle proprie tradizioni religiose. L’iniziativa ha offerto un’occasione preziosa di incontro tra l’Ordine Costantiniana e la comunità locale, testimoniando concretamente la vicinanza alle realtà parrocchiali e il sostegno ai valori della Fede Cattolica.

La visita si è sviluppata attraverso momenti distinti ma complementari: una prima fase di carattere culturale, con la scoperta del patrimonio storico e devozionale del paese, seguita da un’intensa partecipazione ai tradizionali riti del Venerdì Santo, vissuti in un clima di raccoglimento e profonda partecipazione. Nonostante le avverse condizioni meteorologiche abbiano impedito lo svolgimento delle celebrazioni all’aperto, la comunità ha saputo mantenere intatto il valore spirituale dell’evento, trasferendo all’interno della Chiesa Madre la celebrazione della processione e della Via Crucis.

La visita a Sciacca si è rivelata un autentico momento di condivisione, in cui la dimensione religiosa si è unita a quella umana e comunitaria, rafforzando il senso di appartenenza e il legame con le tradizioni locali. La presenza dei rappresentanti dell’Ordine Costantiniano ha così assunto un significato ancora più profondo: non solo partecipazione ai Sacri Riti, ma testimonianza viva di impegno, fraternità e continuità nella Fede.

Il Mole di Girgenti
Delegazione Sicilia Occidentale
Redazione SMOC IT

Un convegno su “I Borboni e il Molo di Girgenti” ad Agrigento. Il ruolo della monarchia borbonica nello sviluppo infrastrutturale della Sicilia

La Sezione di Agrigento della Delegazione della Sicilia Occidentale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio promuove un convegno di alto profilo storico dal titolo I Borboni e il Molo di Girgenti, in programma giovedì 9 aprile 2026 alle ore 17.30 presso la “Clara et magnifica” Biblioteca Lucchesiana di Agrigento.

L’iniziativa trae ispirazione dall’omonima opera storica dello studioso agrigentino Giovanni Gibilaro, pubblicata nel 1988 dalle Edizioni Centro Culturale “L. Pirandello” di Agrigento, ancora oggi riferimento per la ricostruzione delle vicende legate allo sviluppo del porto di Girgenti – l’odierno Porto Empedocle – durante il periodo borbonico.

Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, tra i più antichi ordini cavallereschi della Cristianità, è oggi impegnato in attività religiose, culturali e caritative, con particolare attenzione alla promozione dei valori storici e spirituali della tradizione Cristiana e del patrimonio del Mezzogiorno.

In questo contesto, il Convegno intende offrire un momento di riflessione su una pagina significativa della storia del Mezzogiorno, evidenziando come il sistema portuale agrigentino abbia rappresentato, tra XVIII e XIX secolo, un nodo strategico per i traffici commerciali mediterranei, in particolare per l’esportazione dello zolfo e delle risorse minerarie del territorio. In tale contesto, l’azione amministrativa e progettuale della monarchia borbonica contribuì in modo determinante al potenziamento delle infrastrutture, favorendo lo sviluppo economico e sociale dell’area.

Cristo Morto e Addolorata
Delegazione Umbria
Redazione SMOC IT

Stat Crux. La Delegazione Umbria alla solenne Processione del Cristo Morto a Terni: Fede, tradizione e testimonianza nel Venerdì Santo

La Fede e la tradizione popolare della Settimana Santa trovano il loro apice nelle sacre rappresentazioni e nei riti religiosi, in particolare nel Venerdì Santo, giorno in cui si rievocano la Passione e la morte di Cristo. Ogni paese, città e comunità parrocchiale celebra la Passio attraverso molteplici forme espressive, tramandate nel tempo.

Il Venerdì Santo 3 aprile 2026, secondo giorno del Triduo Pasquale, a Terni è stata svolta alle ore 20.30 la tradizionale Processione del Cristo Morto, che culmina le celebrazioni della Passione e della morte di Gesù, presieduta da S.E.R. Mons. Francesco Antonio Soddu, Arcivescovo metropolita eletto di Sassari.

A questo intenso momento di Fede e tradizione ha partecipato la comunità, con i sacerdoti delle parrocchie di Terni Centro e rappresentanze del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, accompagnando la statua del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, dalla chiesa di San Francesco, lungo le vie centrali della città, passando per piazza della Repubblica, fino alla Cattedrale di Maria Assunto.

La Processione “aux flambeaux” del Venerdì Santo ripercorre le sofferenze di Cristo sulla croce, richiamando al contempo le sofferenze di quanti, ancora oggi, sono segnati dal dolore e dalle difficoltà del mondo contemporaneo, con la recita di preghiere di invocazione perché cessino barbarie e violenze dei nostri giorni, la lettura di brani del Vangelo e canti.