Seguono le notizie sulle attività svolte e le previsioni e anticipazioni di eventi programmati, delle Delegazioni delle Real Commissioni per l’Italia, per la Serenissima Repubblica di San Marino e per il Granducato del Lussemburgo, della Real Commissione per l’Italia, del Gran Magistero. L’indice delle notizie.

Pellegrinaggio della Sezione di Terra di Bari della Delegazione Puglie e Basilicata alla Madonna dello Sterpeto in Barletta
Come da tradizione già da alcuni anni, nella solennità di Pentecoste una rappresentanza della Sezione di Terra di Bari della Delegazione delle Puglie e Basilicata del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dall’Avv. Gaetano Lacerenza, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, parteciperà nella splendida cornice della Basilica Concattedrale di Santa Maria Maggiore dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie a Barletta al Pellegrinaggio a Maria Santissima dello Sterpeto.
L’icona bizantineggiante della Madonna dello Sterpeto di origine medioevale, è molto venerata dai barlettani fin dal 1656, anno in cui secondo la tradizione, risalirebbe il ritrovamento della venerata icona in un luogo detto dello Sterpeto, nell’agro a 3 km da Barletta, quando la grande peste funestava e colpiva duramente la popolazione barlettana, riducendola di oltre due terzi. Non riuscendo in alcun modo ad arginare il dilagare della malattia, la cittadinanza si affidò solennemente alla volontà di Gesù Eucaristico, del Santo Legno della Croce, di San Ruggero e della Madonna.
Nel luglio 1656 dei contadini ritrovarono nell’immediata periferia della Barletta dell’epoca, in una camera sotterranea presso un antico monastero risalente al XIII secolo, ormai quasi occultato da rovi e sterpi, un quadro della Madonna perfettamente conservato nonostante l’abbandono e l’incuria dei secoli. La scoperta coincise provvidenzialmente con un’improvvisa e inspiegabile diminuzione dei contagi e ciò fu considerato un chiaro segno di intercessione della Vergine Maria.
Considerando la sentita venerazione popolare della Sua sacra icona, la Madonna dello Sterpeto nel 1732 fu proclamata patrona e speciale protettrice di Barletta.

La Delegazione di Napoli e Campania partecipa agli Esercizi Spirituali Decanali del 1° Decanato dell’Arcidiocesi di Napoli
La Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha preso parte agli Esercizi Spirituali Decanali del 1° Decanato dell’Arcidiocesi di Napoli, dedicati al tema Compromettersi per Cristo. Gli incontri si sono svolti dal 20 al 22 aprile 2026, dalle ore 19.00 alle 20.30, presso la Basilica di San Giovanni Maggiore in Napoli.
La storica basilica sul Decumano Inferiore rappresenta un importante punto di riferimento spirituale e culturale nel centro antico cittadino.
La Delegazione di Napoli e Campania è stabilmente inserita nella comunità parrocchiale di San Giovanni Maggiore, insieme alle altre realtà presenti sul territorio, secondo il desiderio espresso dall’Arcivescovo metropolita di Napoli, S.Em.R. il Signor Cardinale Domenico Battaglia, con l’obiettivo di rafforzare il radicamento nel tessuto sociale della città.
Il programma degli Esercizi Spirituali si è articolato in tre serate di riflessione e meditazione: lunedì 20 aprile, Mons. Pasquale Di Luca, Rettore della Basilica dell’Immacolata al Gesù Vecchio in Napoli, ha guidato la meditazione sul tema Diventare pescatori di uomini; martedì 21 aprile, Don Salvatore Giuliano, Cappellano di Merito e Parroco di San Giovanni Maggiore, ha approfondito il tema Cristo scommette su di te; mercoledì 22 aprile, Don Raffaele (Lello) Ponticelli, docente di Psicologia presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, psicologo-psicoterapeuta e autore del volume Cuore di Cristo, Cuore di Uomo, ha concluso il percorso con una riflessione sul tema Riconciliati nell’amore, seguita dalla celebrazione penitenziale comunitaria.

Sulle orme di San Francesco. La Delegazione Sicilia Occidentale in pellegrinaggio ad Assisi nell’Ottavo Centenario del Transito del Patrono d’Italia
In occasione dell’800º anniversario del Transito di San Francesco (1226-2026), Papa Leone XIV ha indetto uno speciale Giubileo Francescano 2026, che durerà fino al 10 gennaio 2027, durante il quale tutti i fedeli Cristiani sono invitati a seguire l’esempio del Santo di Assisi, diventando modelli di santità di vita e testimoni instancabili di pace.
Nell’ambito di questo speciale Anno di San Francesco, la Delegazione della Sicilia Occidentale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio effettuerà da venerdì 5 a domenica 7 giugno 2026 un Pellegrinaggio ad Assisi con tappa a Perugia, che offrirà ai Cavalieri, alle Dame, ai Postulanti e agli amici dell’Ordine, un itinerario di fede, memoria e spiritualità ripercorrendo i luoghi più significativi della vita del santo patrono d’Italia; l’occasione per ottenere l’Indulgenza Plenaria concessa dalla Penitenzieria Apostolica alle consuete condizioni a quanti parteciperanno devotamente a questo straordinario Giubileo; e riscoprire la “bellezza concreta” del Vangelo. Ad Assisi i pellegrini celebreranno anche la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, mentre i Confratelli e le Consorelle che non partecipano al Pellegrinaggio, sono invitati a partecipare alle funzioni organizzate dalla propria diocesi per la solennità.
Il luminoso esempio di San Francesco, che seppe farsi povero e umile per essere un vero alter Christus sulla terra, ispiri i nostri cuori a vivere nella carità Cristiana autentica verso il prossimo e con sinceri desideri di concordia e di pace tra i popoli.

S.A.R. il Gran Maestro inaugura a Madrid il VI Congresso Internazionale sulla Nobiltà dedicato ai “Valori nella Tradizione”
Dal 7 al 9 maggio 2026 si è svolto a Madrid il VI Congresso Internazionale sulla Nobiltà, prestigioso appuntamento di studio e approfondimento dedicato quest’anno al tema Valori nella Tradizione, promosso dalla Real Asociación de Hidalgos de España (Reale Associazione dei Nobili di Spagna) in collaborazione con l’Archivo Histórico de la Nobleza (Archivio Storico della Nobiltà del Ministero della Cultura del Regno di Spagna), l’Instituto Internacional de Genealogía y Heráldica (Istituto Internazionale di Genealogia e Araldica) e la International Commission for Orders of Chivalry (Commissione Internazionale per gli Ordini Cavallereschi).
L’evento, ospitato presso la sede della Reale Associazione dei Nobili di Spagna, ha riunito studiosi, accademici, genealogisti, esperti di araldica e rappresentanti di istituzioni nobiliari provenienti da diversi Paesi, offrendo un autorevole spazio di confronto sui temi della nobiltà, della memoria storica, delle tradizioni dinastiche e cavalleresche e del loro significato nel mondo contemporaneo.
La cerimonia inaugurale è stata presieduta dal Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orleáns, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa delle Due Sicilie, la cui presenza ha conferito particolare solennità al Congresso. Sono intervenuti autorevoli personalità del panorama culturale e scientifico internazionale, tra cui Eduardo Pardo de Guevara y Valdés, Presidente dell’Istituto Internazionale di Genealogia e Araldica; Manuel Pardo de Vera y Díaz, Presidente della Reale Associazione dei Nobili di Spagna; e Maria Loredana Pinotti, Presidente dell’Accademia Internazionale di Genealogia.

Riflessioni sulle letture festive – Meditazione sulle letture della VI Domenica di Pasqua. Nuove creature per la vita eterna
È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il Podcast con la meditazione per la VI Domenica di Pasqua, a cura del Referente per la Formazione della Delegazione di Roma e Città del Vaticano, il Prof. Enzo Cantarano, Cavaliere de Jure Sanguinis.
L’uomo vive d’amore dal suo primo respiro fino all’ultimo. Amato, si sente protetto ed accettato. Amando, sente di appartenere e trova un senso ad offrirsi. Poiché l’amore non può restare chiuso nel suo cuore; esso pervade il quotidiano. L’amore che si porta all’uomo spinge ad impegnarsi. L’amore che si porta a Dio si manifesta nella considerazione che si ha dei suoi comandamenti. Si manifesta anche nella giustizia, nel rispetto della vita, nell’azione per la riconciliazione dei popoli e per la pace. Le conseguenze dell’amore che si porta a Dio possono prendere l’aspetto di un lavoro, perfino di una lotta.
Lavoro e lotta sembrano spesso esigere troppo dall’uomo e superare le sue forze. Egli vede le sue debolezze ed ha voglia di rinunciare, ma quando lavoro e lotta sono le conseguenze dell’amore, conferiscono all’esistenza un respiro profondo, mettono la vita in un contesto più vasto e la rendono importante tanto sulla terra quanto in cielo. Cose apparentemente infime acquistano un significato quando sono il risultato dell’amore per Dio. Ogni buona azione, anche quella che facciamo senza pensare a Dio, è in relazione all’amore che gli portiamo. Ogni atto di amore, anche quando sembra minimo – come quando si porge un bicchiere d’acqua a qualcuno che ha sete – assume un significato per l’eternità.

La Delegazione Tuscia e Sabina onora il Santissimo Salvatore in Viterbo. Tra storia, Fede e rievocazione: festa dedicata alla pace
Nel marzo 1283, mentre due bifolchi aravano un campo in località Bagni fuori delle mura di Viterbo, dovettero interrompere il lavoro perché i buoi si fermarono, e non volevano saperne di procedere. Anzi si inginocchiarono. Scavando, gli aratori rinvennero una cassa di pietra al cui interno fu trovata una bellissima immagine del Salvatore, un trittico in cuoio su tavola di scuola romana in stile bizantino, probabilmente degli inizi del XIII secolo, presumibilmente copia dell’immagine del Salvatore custodita in Laterano.
Da secoli la celebrazione, legata a una delle devozioni più radicate nella Città dei Papi, ha il suo cuore pulsante nella chiesa di Santa Maria Nuova, dove 9 maggio 2026, Sabato della V Settimana di Pasqua, una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha preso parte, su invito della Diocesi, ai solenni festeggiamenti in onore del Santissimo Salvatore, che intendono richiamare alla memoria e perpetuare nel presente una delle più antiche manifestazioni religiose di Viterbo. Già negli Statuti cittadini del 1344 si danno disposizioni dettagliate per lo svolgimento, che aveva luogo la sera del 14 agosto e alla quale partecipavano le Autorità, il Clero e le Corporazioni delle Arti, con i rispettivi gonfaloni e le torce accese.
Questa festa è un’occasione per ritrovarsi, per condividere ricordi e rafforzare legami di comunità, una identità culturale nella memoria collettiva. Le arti dei lavoratori che sfilano, ricordano quanto il lavoro sia importante per l’uomo e per il bene condiviso, tenendo una mano verso il creatore e l’altra verso il prossimo, curando sempre la trama sociale.
La festa del Santissimo Salvatore si conferma così non soltanto un importante appuntamento religioso, ma anche una delle rievocazioni storiche più sentite e identitarie per il quartiere e per l’intera città, capace di unire generazioni diverse nel segno della tradizione e del senso di appartenenza alla comunità.

La Delegazione Sicilia Occidentale partecipa al Pontificale in onore di Sant’Angelo Martire a Licata
La devozione a Sant’Angelo Martire, patrono della città di Licata, continua a rappresentare un punto di riferimento spirituale e identitario per l’intera comunità agrigentina. In questo contesto di profonda religiosità e tradizione, anche la Delegazione della Sicilia Occidentale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha rinnovato la propria presenza e testimonianza di Fede, partecipando 5 maggio 2026, Martedì della V Settimana di Pasqua, al solenne Pontificale in onore del Santo, a conferma del profondo legame spirituale alle tradizioni religiose del territorio agrigentino.
La presenza dell’Ordine, su invito del Rettore del Santuario, Padre Roberto Toni, O.Carm., Cappellano di Merito, si inserisce nel solco di una consolidata collaborazione tra la Sacra Milizia e il territorio, sottolineando il valore della memoria storica, della testimonianza Cristiana e della continuità delle tradizioni religiose.
Sant’Angelo, nato a Gerusalemme nel 1185 da genitori ebrei convertiti, entrò nell’Ordine Carmelitano insieme al fratello gemello Giovanni, emettendo la professione religiosa sul Monte Carmelo, luogo di origine dell’antico ordine monastico contemplativo. Ordinato sacerdote, si distinse per la predicazione e fu inviato in Sicilia per contrastare l’eresia catara. Giunto a Licata, svolse un’intensa attività pastorale fino al martirio, avvenuto il 5 maggio 1225, quando fu aggredito mentre predicava. Morì dopo alcuni giorni, perdonando il suo aggressore, e il suo sepolcro divenne subito meta di pellegrinaggi.
La figura di Sant’Angelo, esempio luminoso di dedizione evangelica e coraggiosa difesa della Fede fino al martirio, continua ancora oggi a ispirare fedeli e istituzioni, rafforzando il senso di appartenenza e di comunione ecclesiale. Le celebrazioni annuali costituiscono così un momento privilegiato di raccoglimento, preghiera e condivisione, nel quale la partecipazione di una rappresentanza Costantiniana assume un significato particolarmente rilevante, quale segno tangibile di vicinanza spirituale e di impegno concreto nella promozione dei valori Cristiani.

Pregare col cuore di figli la Madonna di Pompei, compatrona dell’Ordine Costantiniano
Come da tradizione, oggi 8 maggio – il primo di due appuntamenti, l’altro è la Prima Domenica di ottobre – alle ore 12.00 si recita la Supplica alla Madonna di Pompei, celebrazione religiosa tra le più attese in Campania, ma non solo, che si tiene nel Pontificio Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei.
Il culto della Beata Vergine del Rosario di Pompei, o della Madonna di Pompei, nasce alla fine del 1800 ad opera di Bartolo Longo, che mentre si trovava nei campi, udì la Madonna dirgli: “Se propagherai il Rosario sarai salvo” . Il giovane Bartolo Longo rimase scosso da questo messaggio della Madonna, tanto da abbandonare gli ambienti satanici che frequentava e di iniziare la propria opera di diffusione della recita del Santo Rosario.
Domenica 19 ottobre 2025, in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha canonizzato il Beato Bartolo Longo, Fondatore del Santuario di Pompei, delle Opere di carità, della stessa nuova Città di Pompei. Al termine della solenne Santa Messa, il Prelato di Pompei, Arcivescovo Tommaso Caputo, ha espresso la gioia di tutta la famiglia del Santuario e dei devoti della Madonna del Rosario.
I Cavalieri e le Dame del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio invitano a unirvi a loro alle ore 12:00 per un momento di preghiera. Recitano anche il Santo Rosario durante il mese di maggio per la concordia e la pace nel mondo.
Ci affidiamo a lei, chiedendo che con il suo sguardo misericordioso dal trono della clemenza ci protegga e ci custodisca.
«O Augusta Regina delle vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli vostri, che la bontà vostra ha prescelti in questo secolo ad innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai vostri piedi, in questo giorno solennissimo della festa dei novelli vostri trionfi sulla terra degl’idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli vi esponiamo le nostre miserie».

La Delegazione Triveneto ed Emilia onora San Giorgio a Castelnuovo Rangone
Sabato 2 maggio 2026, la Sezione dell’Emilia della Delegazione del Triveneto ed Emilia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Referente per l’Emilia, l’Avv. Giacomo Fontana, Cavaliere di Merito, si è riunita a Castelnuovo Rangone per onorare San Giorgio, patrono della Sacra Milizia. Alle ore 11.00, nella cappella gentilizia di Villa Romani in piazza Borgo di Sotto 2, S.E.R. Mons. Francesco Cavina, Vescovo emerito di Carpi, ha presieduto la celebrazione della Santa Messa, concelebrante Don Luciano Benassi.
Al temine del Sacro Rito, nel salone i partecipanti sono stati ricevuti dalla famiglia del Dott. Cesare Romani, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento. A seguire, si sono recatati nel locale Golf Club per una conviviale fraterna.
Il territorio di Castelnuovo Rangone, situato a circa 12 km da Modena, presenta origini molto antiche, con tracce di insediamenti già nell’età del Bronzo, emerse soprattutto nella frazione di Montale. La prima attestazione scritta del borgo risale al 1025 e, nel corso del Medioevo, l’area fu a lungo contesa tra diverse famiglie locali, fino a essere infeudata nel 1391 alla Casata dei Rangoni, che la governò fino al 1796. Sotto il loro dominio, Castelnuovo conobbe sviluppo economico e culturale, diventando anche luogo di soggiorno del poeta Torquato Tasso.
Con la fine del feudalesimo e la ricostituzione del comune nel 1860, il territorio avviò un processo di trasformazione, accompagnato da una progressiva crescita urbanistica. Tra le emergenze locali si distingue Villa Romani, anticamente Borgo di Sotto, documentata dal XV secolo come casa forte rurale inserita nel sistema agricolo del territorio.
Nel 1532 la struttura fu donata a un’istituzione caritativa modenese e passò poi a diversi proprietari, mantenendo funzione agricola e residenziale. Nel Novecento la famiglia Romani ne promosse il restauro, definendone l’aspetto attuale.
Il territorio circostante conserva numerose testimonianze storiche: a Montale si trova la tomba del tenore Luciano Pavarotti, mentre centri vicini come Castelvetro e Levizzano conservano tracce evidenti della loro origine medievale e del sistema feudale locale.