Seguono le notizie sulle attività svolte e le previsioni e anticipazioni di eventi programmati, delle Delegazioni delle Real Commissioni per l’Italia, per la Serenissima Repubblica di San Marino e per il Granducato del Lussemburgo, della Real Commissione per l’Italia, del Gran Magistero. L’indice delle notizie.

Conferenza su “Ignazio Giunti: un pilota, un’epoca” della Delegazione Roma e Città del Vaticano
Mercoledì 19 marzo 2025, nella ricorrenza della solennità di San Giuseppe, sposo della beata Vergine Maria, presso la basilica magistrale di Santa Croce al Flaminio in Roma, si è svolto il terzo incontro mensile nell’Anno Santo 2025 della Delegazione di Roma e Città del Vaticano del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Alla celebrazione della Santa Messa è seguita nell’attigua cappella degli Sposi una Conferenza dal tema Ignazio Giunti. Un pilota, un’epoca tenuta su invito del Responsabile per le attività Culturali della Delegazione, Dott. Carlo Alberto Baracchi Tua di Paullo, Cavaliere de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, dal Dott. Vittorio Tusini Cottafavi, autore del libro dal medesimo titolo, dedicato al suo antenato, nonché campione di Formula 1. Il Relatore, già Vice Direttore presso la Banca d’Italia, è un appassionato di storia dell’automobilismo nonché lui stesso praticante di questo sport in gioventù. Al termine della conferenza si è tenuto un vin d’honneur conviviale.

Riflessioni sulle letture festive – IV Domenica di Quaresima. Dio, Padre della misericordia
È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il podcast con la meditazione per la IV Domenica di Quaresima «Laetare», a cura del Prof. Don Pietro Pisciotta, letta dalla Dott.ssa Valentina Villano, Dama di Ufficio, di cui riportiamo di seguito l’audio e il testo. “O Padre, che per mezzo del tuo Figlio operi mirabilmente la nostra redenzione”: è la preghiera che apre la liturgia di questa domenica. Il Vangelo annuncia una misericordia già avvenuta e invita a riceverla in fretta: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio” (2Cor 5,20). Il padre non impedisce al suo secondogenito di allontanarsi. Egli rispetta la sua libertà, che il figlio impiegherà per vivere una vita grigia e degradata. Ma mai si stanca di aspettare, fino al momento in cui potrà riabbracciarlo di nuovo. La figura del fratello maggiore ricorda che non ci si comporta veramente da figli se non si prova gli stessi sentimenti del padre. Il perdono passa per il riconoscimento del bisogno di essere costantemente accolti dal Padre. Solo così la Pasqua diventa per il cristiano una festa del perdono ricevuto e di vera fratellanza.

“Agostino che ruba le pere” nell’incisione di Johannes Wandereisen con commento dell’Agostiniano Wilibaldus Mair del 1631
Tra gli episodi più celebri narrati nelle Confessioni di Sant’Agostino vi è quello, apparentemente banale, del furto delle pere. Raccontato nel secondo libro dell’opera, questo episodio risale all’adolescenza di Agostino, quando, sedicenne, insieme ad alcuni amici rubò una grande quantità di pere da un albero vicino alla sua vigna. Non si trattava però di un gesto compiuto per bisogno o per desiderio del frutto: le pere, infatti, furono addirittura gettate ai porci. Ciò che attirava Agostino e i suoi compagni era piuttosto il gusto stesso della trasgressione.
Proprio questa apparente “ragazzata” diventa, nella riflessione agostiniana, il punto di partenza per un’analisi profonda della natura del male. Agostino riconosce di aver amato non l’oggetto rubato, ma l’atto illecito in sé, il piacere di infrangere la legge e di condividere la colpa con altri. Nelle sue parole, egli confessa di aver amato la propria caduta: «Era brutta, e l’ho amata… ho amato il mio annientamento». Il gesto diventa così simbolo della fragilità della volontà umana e della tendenza dell’uomo a cercare il peccato “alla rovescia”, come un’illusoria imitazione della libertà.
Inserito nel contesto degli anni giovanili trascorsi tra studio e disordine morale, questo episodio assume un valore emblematico. Attraverso il ricordo del furto delle pere, Agostino non racconta soltanto una bravata adolescenziale, ma denuncia la pochezza degli ideali che caratterizzavano la sua giovinezza e quella dei suoi coetanei. Proprio per questo motivo il racconto diventa uno dei passaggi più intensi delle Confessioni: un momento di lucida autocritica che anticipa il cammino di conversione e il riconoscimento della misericordia divina.

Conversazione a Palermo in ricordo dell’ultima Regina delle Due Sicilie nel Centenario della scomparsa
Nel Centenario della scomparsa di S.M. Maria Sofia von Wittelsbach, ultima Regina consorte del Regno delle Due Sicilie, avvenuta a Monaco di Baviera il 19 gennaio 1925, la Delegazione della Sicilia Occidentale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha organizzato una Conversazione-Ricordo che si è svolta venerdì 14 marzo 2025 presso la chiesa di San Giorgio dei Genovesi a Palermo. Maria Sofia fu Regina consorte delle Due Sicilie per meno di due anni, fino alla capitolazione di Gaeta del 13 febbraio 1861. Divenne un mito come la regina-soldato e il simbolo stesso della resistenza del Regno delle Due Sicilie durante il lungo assedio piemontese della Piazzaforte di Gaeta, dove si espose costantemente al fuoco nemico e assistette di persona i feriti. Le sue spoglie, insieme con quelle del marito il Servo di Dio Francesco II di Borbone, ultimo Re delle Due Sicilie, e della figlia Maria Cristina, riposano nella Cappella Reale dei Borbone presso la Real Basilica di Santa Chiara in Napoli

Meditazione per la solennità dell’Annunciazione del Signore
È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, a cura del Referente per la Formazione della Delegazione di Roma e Città del Vaticano, il Prof. Enzo Cantarano, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, il podcast con la meditazione per la solennità dell’Annunciazione del Signore, di cui riportiamo di seguito l’audio e il testo. Ciò che colpisce, nell’Annunciazione, è il dialogo vivente e costante fra Dio e ogni uomo. Qui Dio ha pronunciato la sua ultima Parola a Maria, perché si compissero le parole che erano state dette ad Abramo, a Mosè e ai profeti. Avevano ascoltato e obbedito. Fecero parlare la Parola di Dio nelle loro azioni e la resero feconda nel loro destino. Assolutamente straordinario è che Dio non solo si avvicina a Maria, ma le offre il proprio Figlio eterno perché divenga il suo Figlio. L’Annunciazione a Maria ci pone di fronte ad una grande verità: ognuno di noi ha avuto un’“annunciazione” personale. Basta riconoscerla ora e cercare di recuperare il tempo perduto, vivendo per Dio e per gli altri.

Riflessioni sulle letture festive – III Domenica di Quaresima. I frutti evidenziano la conversione del cuore
È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il podcast con la meditazione per la III Domenica di Quaresima, a cura del Prof. Don Pietro Pisciotta, letta dalla Dott.ssa Valentina Villano, Dama di Ufficio, di cui riportiamo di seguito l’audio e il testo. Io-Sono non ha creato l’uomo per rovinarsi la vita. Non si può neanche immaginare che egli lo desideri. E tuttavia tutto sembra svolgersi in modo che ciò avvenga, a tale punto che si arriva a dubitare dei propri desideri di pienezza e perfino a negare la loro possibilità. Un fatto nuovo è accaduto nella storia, una Presenza che ha il potere di risvegliare nel cuore dell’uomo i suoi desideri più veri; che si riconosce facilmente come la Via, la Verità e la Vita per raggiungere la propria completezza. Il momento è decisivo, grave. Questa Presenza chiama tutti quelli che sono con lui a definire la propria vita davanti a lui. Ci troviamo nelle ultime ore decisive. Cristo può, in un ultimo momento di pazienza, prolungare il termine, come fa per il fico della parabola, ma non lo prolungherà in eterno.

La Delegazione Tuscia e Sabina onora San Giuseppe a Viterbo
Mercoledì 19 marzo 2025, nella ricorrenza della solennità di San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria, su invito del Priore della Comunità Agostiniana di Viterbo, in ossequio alla tradizione, una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano ha partecipato alla solenne Santa Messa in onore di San Giuseppe, presso la Chiesa della Santissima Trinità-Santuario Maria Santissima Liberatrice, il centro della vita spirituale della Delegazione fin dall’inizio, quando nell’anno 2002 fu istituita per volontà dell’Infante di Spagna S.A.R. il Principe Don Carlos di Borbone delle Due Sicilie e Borbone-Parma, Duca di Calabria, Conte di Caserta, XXXI Gran Maestro della Sacra Milizia. La memoria del santo patriarca viene sempre celebrata con grande solennità nella Chiesa della Santissima Trinità. Infatti, oltre ad essere stato dichiarato patrono della Chiesa Universale da Papa Leone XIII, è pure celeste Protettore di uno dei più antichi ed illustri ordini della Chiesa Cattolica Romana, l’Ordine di Sant’Agostino a cui la Delegazione della Tuscia e Sabina è particolarmente grata per l’ospitalità concessa.

La Delegazione Sicilia Occidentale ha offerto la cena alle famiglie bisognose assistite dal Boccone del Povero di Palermo, cucinando prelibatezze con un tocco di sicilianità
In un gesto di profonda fraternità e solidarietà, la Delegazione della Sicilia Occidentale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio martedì 11 marzo 2025 ha offerto la cena alle famiglie bisognose assistite dall’Istituto del Boccone del Povero di Palermo, fondato nel 1887 dal Beato Giacomo Cusmano, soprannominato “il medico dei poveri” per aver conseguito la laurea in medicina e chirurgia. È un’iniziativa che si rinnova con costanza e dedizione, portando conforto e sostegno concreto a chi vive in difficoltà. Grande entusiasmo e gratitudine sono stati espressi dagli ospiti dell’Istituto, che hanno potuto gustare piatti deliziosi, preparati con cura e attenzione alle esigenze del periodo quaresimale. Dal profumato pesto fresco di basilico fino a un secondo a base di verdure, ogni pietanza è stata realizzata nel rispetto delle tradizioni e con il desiderio di regalare un momento di gioia e ristoro ai commensali.

Dottrina Sociale della Chiesa – Quinta parte: Sintesi – Prima parte
È stato pubblicato sul canale Speaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il quinto Podcast di una serie sulla Dottrina Sociale della Chiesa a cura del Referente per la Formazione della Delegazione di Roma e Città del Vaticano, il Prof. Enzo Cantarano, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento. Nel suo impegno per la salvezza di ogni persona, la Chiesa si preoccupa di tutta la famiglia umana e delle sue necessità, compresi gli ambiti materiali e sociali. A tal fine sviluppa, come una bussola, una dottrina sociale per formare le coscienze e aiutare a vivere secondo il Vangelo e la stessa natura umana. «Con tale dottrina, la Chiesa non persegue fini di strutturazione e organizzazione della società, ma di sollecitazione, indirizzo e formazione delle coscienze» (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, 81). «La Chiesa (…) ha però una missione di verità da compiere, in ogni tempo ed evenienza, per una società a misura dell’uomo, della sua dignità, della sua vocazione» (Caritas in veritate, 9).