
La devozione alla Madonna del Rosario di Piansano
È naturale che quando si dice Madonna del Rosario si pensa subito a Pompei e al suo santuario. Ma non a Piansano: per i Piansanesi non esiste altra Madonna, altro santuario. C’è solo Lei, che li guarda dalla sommità dell’altare dove magicamente vola quel venerdì sera e li assiste tutto il resto dell’anno dalla sua nicchia al centro della navata laterale destra della chiesa parrocchiale, che se anche è dedicata a San Bernardino, patrono del borgo, è però la sua chiesa, la sua casa. Qui c’è il suo altare, sorretto da angeli genuflessi in bronzo dorato; e incavata nel muro sotto un arco la sua sede: da qui volgendo verso i Piansanesi le sue mani li offre benedizioni, sorreggendo con la destra il Bambino e con la sinistra un rigoglioso mazzo di rose. Per cui non c’è meraviglia se la sera del venerdì della festa i Piansanesi sono tutti lì, accalcati tra le mura della chiesa, e anche fuori, impazienti di vederla, incontrarla. Se uno dei Piansanesi non può essere stato fisicamente presente la sera del venerdì della festa nella chiesa ove da almeno tre secoli assistono con gli occhi ammirati e la mente rapita alla magica ascesa della Madonna del Rosario, sicuramente era lì con il cuore e con l’anima.







