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Redazione SMOC IT

Documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II – Quarta parte: Dei Verbum

È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il quarto di una serie di Podcast sui più rilevanti Documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II, nell’occasione del 60° anniversario della promulgazione. Il Referente per la Formazione della Delegazione di Roma e Città del Vaticano, il Prof. Enzo Cantarano, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, offre spunti di riflessione sulla Costituzione dogmatica emanata dal Concilio Vaticano II riguardante la Divina Rivelazione e la Sacra Scrittura “Dei Verbum” (Parola di Dio) nel 60° anniversario. È una delle quattro Costituzioni del Concilio Ecumenico Vaticano II, insieme alla “Sacrosanctum Concilium”, alla “Gaudium et spes” e alla “Lumen gentium”. È uno dei principali documenti e il fondamento del Concilio Vaticano II. Fu promulgata da Papa San Paolo VI il 18 novembre 1965, in seguito all’approvazione dei vescovi riuniti in assemblea con 2.344 voti favorevoli e 6 contrari. Il titolo che ne è l’incipit è un rimando sia alle Sacre Scritture (la Parola di Dio), sia allo stesso Gesù Cristo (il Verbo di Dio).

La Battaglia di Ponte Milvio
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Nel segno della Croce vincerai. Il 28 ottobre 312 Costantino sconfisse Massenzio nella battaglia di ponte Milvio

Oggi si ricorda la battaglia di ponte Milvio tra Costantino e Massenzio, che ebbe luogo il 28 ottobre 312. I simboli Cristiani dipinti sugli scudi e sul labaro imperiale permisero all’esercito di Costantino di sbaragliare le truppe di Massenzio. Questa vittoria dell’Imperatore Costantino I segnò l’inizio di una nuova era per tutto l’Impero Romano. Nella Sala di Costantino, una delle Stanze Vaticane si trova l’affresco della scuola di Raffaello Sanzio intitolato La battaglia di Costantino contro Massenzio, noto anche come Battaglia di Ponte Milvio. L’affresco raffigura la storica batta. glia combattuta il 28 ottobre 312 tra gli eserciti di Costantino I e Massenzio, nei pressi del ponte Milvio a Roma. La vittoria di Costantino segnò la fine della Tetrarchia e lo rese l’unico sovrano della parte occidentale dell’Impero Romano. Secondo la tradizione Cristiana, prima della battaglia Costantino ebbe una visione che lo portò ad adottare il simbolo della Croce, segnando l’inizio della sua conversione al Cristianesimo. Massenzio morì annegato nel fiume Tevere durante la battaglia. Questo evento è considerato un momento cruciale che cambiò il corso della storia di Roma e del mondo, portando all’ascesa del Cristianesimo come religione dominante in Europa. Secondo la tradizione, l’istituzione del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio risalirebbe Costantino. Il suo nucleo sarebbe stato formato da cinquanta Cavalieri scelti per la Guardia personale dell’Imperatore, ai quali fu affidato il Labaro imperiale, sopra cui risplendeva la Croce con il monogramma di Cristo.

Parabola
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Riflessioni sulle letture festive – XXX Domenica del Tempo Ordinario. Il fariseo e il pubblicano al tempio

È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il Podcast con la meditazione per la XXX Domenica del Tempo Ordinario, a cura del Prof. Don Pietro Pisciotta, letta dalla Dott.ssa Valentina Villano, Dama di Ufficio, di cui riportiamo di seguito l’audio e il testo. La parola del Signore che ci invitava, domenica scorsa, a perseverare nella preghiera risuona ancora alle nostre orecchie, mentre il testo evangelico di oggi completa l’insegnamento sulla preghiera: bisogna pregare, e con insistenza. Ma il primo ornamento della preghiera è l’umiltà: essere convinti della propria povertà, della propria imperfezione e indegnità. Dio, come ci ricorda la lettura del Siracide, ascolta la preghiera del povero, soprattutto del povero di spirito, cioè di colui che sa e si dichiara senza qualità, come il pubblicano della parabola. La preghiera del pubblicano, che Gesù approva, non parte dai suoi meriti, né dalla sua perfezione, ma dalla giustizia salvatrice di Dio, che, nel suo amore, può compensare la mancanza di meriti personali: ed è questa giustizia divina che ottiene al pubblicano, senza meriti all’attivo, di rientrare a casa “diventato giusto”, “giustificato”.

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Riflessioni sulle letture festive – XXIX Domenica del Tempo Ordinario. La preghiera alimenta la Fede

È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il Podcast con la meditazione per la XXVIX Domenica del Tempo Ordinario, a cura del Prof. Don Pietro Pisciotta, letta dalla Dott.ssa Valentina Villano, Dama di Ufficio, di cui riportiamo di seguito l’audio e il testo. Cristo si definisce di fronte ad un mondo diviso in due: quello degli oppressori senza Dio e senza cuore, e quello degli oppressi senza protezione. Egli scopre un peccato: il peccato sociale, più forte che mai, antico quanto l’uomo. Ed egli, nella parabola del giudice iniquo o della vedova importuna, lo analizza in profondità e prende posizione, rivoltandosi come una forza trasformatrice dell’uomo su questa terra deserta di ogni pietà, per mezzo della risposta personale della sua propria sofferenza, agonizzante, in un giudizio vergognoso, senza difesa e senza colpa. Neanche lui viene ascoltato, ma si abbandona ciecamente a suo Padre, dalla sua croce, che ottiene per tutti la liberazione. La sua unica forza viene dal potere di una accettazione, certa, ma profetica, denunciante. Ci chiede, dalla sua croce: quando ritornerò a voi troverò tutta questa Fede, che prega nella rivolta?

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L’Esortazione apostolica di Sua Santità Papa Leone XIV “Dilexi te” sull’amore verso i poveri

È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il Podcast con cui il Referente per la Formazione della Delegazione di Roma e Città del Vaticano, il Prof. Enzo Cantarano, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, offre spunti di riflessione sulla Dilexi te, la prima Esortazione apostolica di Papa Leone XIV. Un testo sul tema del servizio ai poveri nel cui volto troviamo “la sofferenza degli innocenti”, che sgorga dal Vangelo del Figlio di Dio che si è fatto povero sin dal suo ingresso nel mondo e che rilancia il Magistero della Chiesa sui poveri negli ultimi centocinquant’anni. “Una vera miniera di insegnamenti”. L’amore di Cristo che si fa carne nell’amore ai poveri, inteso come cura dei malati; lotta alle schiavitù; difesa delle donne che soffrono esclusione e violenza; diritto all’istruzione; accompagnamento ai migranti; elemosina che “è giustizia ristabilita, non un gesto di paternalismo”; equità, la cui mancanza è “radice di tutti i mali sociali”; denuncia dell’economia che uccide, la mancanza di equità, la malnutrizione, l’emergenza educativa. Il Papa ai credenti chiede di far sentire “una voce che denunci” perché “le strutture d’ingiustizia vanno distrutte con la forza del bene”.

10 lebbrosi
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Riflessioni sulle letture festive – XXVIII Domenica del Tempo Ordinario. Gesù e i dieci lebbrosi. “La tua fede ti ha salvato”

È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il Podcast con la meditazione per la XXVIII Domenica del Tempo Ordinario, a cura del Prof. Don Pietro Pisciotta, letta dalla Dott.ssa Valentina Villano, Dama di Ufficio, di cui riportiamo di seguito l’audio e il testo. “La tua fede ti ha salvato”. Il lebbroso samaritano, il solo straniero nel gruppo che è andato incontro a Gesù per supplicarlo. Il solo, anche, a ritornare sui suoi passi per rendergli grazie. Il suo gesto religioso, prostrarsi ai piedi di Gesù, significava anche che egli sapeva di non avere nulla che non avesse ricevuto (Cfr. 1Cor 4,7). La fede, dono di Cristo, porta alla salvezza. La misericordia di Gesù verso colui che non possiede altro che la sua povertà e il suo peccato, ma che si volge verso il Signore per trovare il perdono e la riconciliazione, non è solo fonte di salvezza personale, ma anche di reintegrazione nella comunità di culto del popolo di Dio. Nella Chiesa, la fede di coloro che sono stati riscattati diventa azione di grazie al Padre per mezzo di nostro Signore Gesù Cristo (Cfr. Col 3,16-17).

La Madre del Buon Consiglio
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A Gesù si va attraverso Maria. Il Pellegrinaggio Costantiniano a Maria Santissima Madre del Buon Consiglio in Genazzano

La Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha svolto sabato 4 ottobre 2025, festa di San Francesco di Assisi Patrono d’Italia, un Pellegrinaggio presso la basilica santuario della Madre del Buon Consiglio a Genazzano, affidato alla cura pastorale degli Agostiniani e particolarmente caro a Sua Santità Papa Leone XIV, che lo ha visitato appena eletto Papa, e che richiama ogni anno migliaia di pellegrini da ogni parte del mondo. Accolti dal Sindaco di Genazzano, Dott. Alessandro Cefaro, dall’Amministrazione comunale e dai Padri Agostiniani, a nome della comunità di Genazzano, i partecipanti al pellegrinaggi hanno partecipato alla solenne celebrazione della Santa Messa presieduta alle ore 11.00 dal Priore per l’Italia della Sacra Milizia, S.Em.R. il Signor Cardinale Dominique Mamberti, Balì Gran Croce di Giustizia, Cardinale Protodiacono, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, alla presenza delle Alte Cariche della Real Commissione per l’Italia e le autorità civili e militari. È seguito un pranzo conviviale. L’organizzazione del Pellegrinaggio mariano nell’Anno Giubilare della Speranza che non delude – che ha rappresentato un momento di intensa riflessione spirituale per l’Ordine Costantiniano in Italia, in un luogo di preghiera e di benedizione – è stata curata congiuntamente dalle Delegazioni della Tuscia e Sabina e di Roma e Città del Vaticano.

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Documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II – Terza parte: Gaudium et spes

È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il terzo di una serie di Podcast sui più rilevanti Documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II, nell’occasione del 60° anniversario della promulgazione. Il Referente per la Formazione della Delegazione di Roma e Città del Vaticano, il Prof. Enzo Cantarano, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, propone in nove podcast una sintesi dei principali atti scaturiti dall’assise conciliare. Con il Podcast di oggi offre spunti di riflessione sulla Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo “Gaudium et spes” (Gioia e speranza) nel 60° anniversario, con la sintesi da Alain Thomasset, Gaudium et Spes et la vie économique et sociale, in Doctrine sociale de l’Èglise catholique. È una delle quattro Costituzioni del Concilio Ecumenico Vaticano II, insieme alla “Sacrosanctum Concilium”, alla “Dei Verbum” e alla “Lumen gentium”. Questa Costituzione pastorale, affrontando i rapporti tra la Chiesa e il mondo contemporaneo, analizza le condizioni dell’uomo di oggi e la missione che la Chiesa ha in questo contesto. È rivolta a tutti, credenti e non credenti, e si concentra sull’impegno comune per la pace, la giustizia e la libertà, sottolineando la fratellanza umana universale. Fu promulgata da Papa San Paolo VI il 7 dicembre 1965, il giorno prima della solenne sessione conclusiva da egli presieduta.

Stemma santuario di Genazzano
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Il santuario della Madre del Buon Consiglio in Genazzano

Al santuario di Genazzano – ricco di storia e di spiritualità, da sempre luogo di preghiera, ponte fra cuori e culture, sotto il manto di Maria, Madre di Gesù Cristo – c’è una presenza misteriosa, viva e forte che attira, commuove, avvince e trasforma il pellegrino. Qui si sperimenta quanto l’esperienza bimillenaria della Chiesa ha espresso in una breve e densa espressione: Ad Iesum per Mariam. Maria, la Madre del Figlio di Dio, nel corso dei secoli, ha scelto un ’infinità di luoghi, come Genazzano, per esercitare la sua mediazione ed essere Madre di tutti coloro che diventano figli di Dio, la Madre di tutti i credenti e di ogni uomo che cerca sinceramente Dio. Innumerevoli sono i santuari mariani, grandi e piccoli e piccolissimi, sparsi in tutto il mondo. Sotto altrettanti titoli è venerata la Beata Vergine Maria, ma è sempre Lei l’invocata, sempre Lei la soccorritrice, l’unica Madre di Dio e nostra: Maria. Come mai Ella è così presente nella vita dei fedeli e qual è il suo ruolo nella salvezza dell’uomo? Nel Libro della Genesi (Gn 3,15) leggiamo: «Il Signore disse al serpente: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe. Questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”». Nel piano di Dio c’è da sempre una donna alla quale è riservata una parte rilevantissima e insostituibile nella realizzazione della salvezza dell’umanità e nella sconfitta del maligno. Questa donna, prefigurata nella Genesi, è Maria, la Madre di Gesù.