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Sepolcro vuoto
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Redazione SMOC IT

Riflessioni sulle letture festive – Domenica di Pasqua-Risurrezione del Signore. Alleluia! Cristo è risorto!

È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il podcast con la meditazione per la Domenica di Pasqua-Risurrezione del Signore, a cura del Prof. Don Pietro Pisciotta, letta dalla Dott.ssa Valentina Villano, Dama di Ufficio, di cui riportiamo di seguito l’audio e il testo. Cosa fa correre l’apostolo Giovanni al sepolcro? Egli ha vissuto per intero il dramma della Pasqua, essendo molto vicino al suo maestro. Ci sembra perciò inammissibile un’affermazione del genere: “Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura”. Eppure era proprio così: non meravigliamoci allora di constatare l’ignoranza attuale, per molti versi simile. Il mondo di Dio, i progetti di Dio sono così diversi che ancor oggi succede che anche chi è più vicino a Dio non capisca e si stupisca degli avvenimenti. La gioia di Pasqua matura solo sul terreno di un amore fedele. Un’amicizia che niente e nessuno potrebbe spezzare. È possibile? La vita ci ha insegnato che soltanto Dio può procurarci ciò.

Copertina
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Dottrina Sociale della Chiesa – Settima parte: Sintesi – Terza parte

È stato pubblicato sul canale Speaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il settimo Podcast di una serie sulla Dottrina Sociale della Chiesa a cura del Referente per la Formazione della Delegazione di Roma e Città del Vaticano, il Prof. Enzo Cantarano, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento. Nel suo impegno per la salvezza di ogni persona, la Chiesa si preoccupa di tutta la famiglia umana e delle sue necessità, compresi gli ambiti materiali e sociali. A tal fine sviluppa, come una bussola, una dottrina sociale per formare le coscienze e aiutare a vivere secondo il Vangelo e la stessa natura umana. «Con tale dottrina, la Chiesa non persegue fini di strutturazione e organizzazione della società, ma di sollecitazione, indirizzo e formazione delle coscienze» (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, 81). «La Chiesa (…) ha però una missione di verità da compiere, in ogni tempo ed evenienza, per una società a misura dell’uomo, della sua dignità, della sua vocazione» (Caritas in veritate, 9).

Ingresso a Gerusalemme
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Redazione SMOC IT

Riflessioni sulle letture festive – Domenica delle Palme e della Passione del Signore. Gesù Cristo: il giusto

È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il podcast con la meditazione per la Domenica delle Palme e della Passione del Signore, a cura del Prof. Don Pietro Pisciotta, letta dalla Dott.ssa Valentina Villano, Dama di Ufficio, di cui riportiamo di seguito l’audio e il testo. Festeggiamo oggi l’entrata messianica di Gesù a Gerusalemme; in ricordo del suo trionfo, benediciamo le palme e leggiamo il racconto della sua passione e della sua morte. La sofferenza fa parte della missione del servo. Essa fa anche parte della nostra missione di cristiani. Non può esistere un servo coerente di Gesù se non con il suo fardello, come ci ricorda il salmo di oggi. Ma nella sofferenza risiede la vittoria. L’elevazione divina di Cristo è nel suo abbassarsi, nel suo servire, nella sua solidarietà con noi, in particolare con i più deboli e i più provati. Poiché la divinità è l’amore. E l’amore si è manifestato con più forza proprio sulla croce.

Cristo e l'adultera
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Redazione SMOC IT

Riflessioni sulle letture festive – V Domenica di Quaresima. La nuova legge: misericordia e perdono

È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il podcast con la meditazione per la V Domenica di Quaresima «Laetare», a cura del Prof. Don Pietro Pisciotta, letta dalla Dott.ssa Valentina Villano, Dama di Ufficio, di cui riportiamo di seguito l’audio e il testo. È vicino il momento in cui Cristo farà la rivelazione più radicale – e la più incomprensibile per l’uomo – della sua potenza: morire sulla croce. Già prima aveva parlato ai suoi discepoli della croce, che li stupì e confuse. Quello che osservavano, nel comportamento sociale, è che l’uomo utilizza la debolezza degli altri per affermare il proprio potere. Soltanto il potere che serve a dare la vita è vero potere. I farisei che pretendono di usare una povera donna, colta in flagrante delitto di adulterio, per compromettere Gesù, gli danno in effetti l’occasione di insegnare con un esempio i suoi nuovi metodi. In primo luogo Gesù mette in evidenza l’ipocrisia dei farisei e toglie loro qualsiasi argomentazione. Infine – e questo è il punto più importante del Vangelo -, Gesù insegna che non esiste più grande manifestazione di potere che il perdono. «Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?” Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”» (Gv 8,10-11)

Copertina
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Dottrina Sociale della Chiesa – Sesta parte: Sintesi – Seconda parte

È stato pubblicato sul canale Speaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il sesto Podcast di una serie sulla Dottrina Sociale della Chiesa a cura del Referente per la Formazione della Delegazione di Roma e Città del Vaticano, il Prof. Enzo Cantarano, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento. Nel suo impegno per la salvezza di ogni persona, la Chiesa si preoccupa di tutta la famiglia umana e delle sue necessità, compresi gli ambiti materiali e sociali. A tal fine sviluppa, come una bussola, una dottrina sociale per formare le coscienze e aiutare a vivere secondo il Vangelo e la stessa natura umana. «Con tale dottrina, la Chiesa non persegue fini di strutturazione e organizzazione della società, ma di sollecitazione, indirizzo e formazione delle coscienze» (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, 81). «La Chiesa (…) ha però una missione di verità da compiere, in ogni tempo ed evenienza, per una società a misura dell’uomo, della sua dignità, della sua vocazione» (Caritas in veritate, 9).

Parabola del padre misericordioso
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Riflessioni sulle letture festive – IV Domenica di Quaresima. Dio, Padre della misericordia

È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il podcast con la meditazione per la IV Domenica di Quaresima «Laetare», a cura del Prof. Don Pietro Pisciotta, letta dalla Dott.ssa Valentina Villano, Dama di Ufficio, di cui riportiamo di seguito l’audio e il testo. “O Padre, che per mezzo del tuo Figlio operi mirabilmente la nostra redenzione”: è la preghiera che apre la liturgia di questa domenica. Il Vangelo annuncia una misericordia già avvenuta e invita a riceverla in fretta: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio” (2Cor 5,20). Il padre non impedisce al suo secondogenito di allontanarsi. Egli rispetta la sua libertà, che il figlio impiegherà per vivere una vita grigia e degradata. Ma mai si stanca di aspettare, fino al momento in cui potrà riabbracciarlo di nuovo. La figura del fratello maggiore ricorda che non ci si comporta veramente da figli se non si prova gli stessi sentimenti del padre. Il perdono passa per il riconoscimento del bisogno di essere costantemente accolti dal Padre. Solo così la Pasqua diventa per il cristiano una festa del perdono ricevuto e di vera fratellanza.

Il furto delle pere
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“Agostino che ruba le pere” nell’incisione di Johannes Wandereisen con commento dell’Agostiniano Wilibaldus Mair del 1631

Tra gli episodi più celebri narrati nelle Confessioni di Sant’Agostino vi è quello, apparentemente banale, del furto delle pere. Raccontato nel secondo libro dell’opera, questo episodio risale all’adolescenza di Agostino, quando, sedicenne, insieme ad alcuni amici rubò una grande quantità di pere da un albero vicino alla sua vigna. Non si trattava però di un gesto compiuto per bisogno o per desiderio del frutto: le pere, infatti, furono addirittura gettate ai porci. Ciò che attirava Agostino e i suoi compagni era piuttosto il gusto stesso della trasgressione.

Proprio questa apparente “ragazzata” diventa, nella riflessione agostiniana, il punto di partenza per un’analisi profonda della natura del male. Agostino riconosce di aver amato non l’oggetto rubato, ma l’atto illecito in sé, il piacere di infrangere la legge e di condividere la colpa con altri. Nelle sue parole, egli confessa di aver amato la propria caduta: «Era brutta, e l’ho amata… ho amato il mio annientamento». Il gesto diventa così simbolo della fragilità della volontà umana e della tendenza dell’uomo a cercare il peccato “alla rovescia”, come un’illusoria imitazione della libertà.

Inserito nel contesto degli anni giovanili trascorsi tra studio e disordine morale, questo episodio assume un valore emblematico. Attraverso il ricordo del furto delle pere, Agostino non racconta soltanto una bravata adolescenziale, ma denuncia la pochezza degli ideali che caratterizzavano la sua giovinezza e quella dei suoi coetanei. Proprio per questo motivo il racconto diventa uno dei passaggi più intensi delle Confessioni: un momento di lucida autocritica che anticipa il cammino di conversione e il riconoscimento della misericordia divina.

Annunciazione
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Meditazione per la solennità dell’Annunciazione del Signore

È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, a cura del Referente per la Formazione della Delegazione di Roma e Città del Vaticano, il Prof. Enzo Cantarano, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, il podcast con la meditazione per la solennità dell’Annunciazione del Signore, di cui riportiamo di seguito l’audio e il testo. Ciò che colpisce, nell’Annunciazione, è il dialogo vivente e costante fra Dio e ogni uomo. Qui Dio ha pronunciato la sua ultima Parola a Maria, perché si compissero le parole che erano state dette ad Abramo, a Mosè e ai profeti. Avevano ascoltato e obbedito. Fecero parlare la Parola di Dio nelle loro azioni e la resero feconda nel loro destino. Assolutamente straordinario è che Dio non solo si avvicina a Maria, ma le offre il proprio Figlio eterno perché divenga il suo Figlio. L’Annunciazione a Maria ci pone di fronte ad una grande verità: ognuno di noi ha avuto un’“annunciazione” personale. Basta riconoscerla ora e cercare di recuperare il tempo perduto, vivendo per Dio e per gli altri.

Parabola del fico sterile
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Riflessioni sulle letture festive – III Domenica di Quaresima. I frutti evidenziano la conversione del cuore

È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il podcast con la meditazione per la III Domenica di Quaresima, a cura del Prof. Don Pietro Pisciotta, letta dalla Dott.ssa Valentina Villano, Dama di Ufficio, di cui riportiamo di seguito l’audio e il testo. Io-Sono non ha creato l’uomo per rovinarsi la vita. Non si può neanche immaginare che egli lo desideri. E tuttavia tutto sembra svolgersi in modo che ciò avvenga, a tale punto che si arriva a dubitare dei propri desideri di pienezza e perfino a negare la loro possibilità. Un fatto nuovo è accaduto nella storia, una Presenza che ha il potere di risvegliare nel cuore dell’uomo i suoi desideri più veri; che si riconosce facilmente come la Via, la Verità e la Vita per raggiungere la propria completezza. Il momento è decisivo, grave. Questa Presenza chiama tutti quelli che sono con lui a definire la propria vita davanti a lui. Ci troviamo nelle ultime ore decisive. Cristo può, in un ultimo momento di pazienza, prolungare il termine, come fa per il fico della parabola, ma non lo prolungherà in eterno.